due chiacchiere

Qui si raddoppia lo stipendio

Lo so, probabilmente sto diventando noioso ad elencare tutte le differenze tra l’Italia e gli Stati Uniti, ma è più forte di me notare i piccoli dettagli della vita quotidiana qui “dall’altra parte” del mondo. Una sorpresa positiva è quella di scoprire che qui lo stipendio viene pagato due volte al mese: non c’è bisogno di aspettare il fatidico 27 per riscuotere il denaro che servirà per tirare avanti per altri 30 giorni, ma ogni 15 giorni ci si ritrova magicamente il conto corrente ricaricato. Insomma, se i politici italiani vogliono proporre una prima soluzione tangibile al problema di arrivare alla “terza settimana”, potrebbero introdurre una legge che imponga questa divisione dello stipendio in due mandate. Forse cambierebbe poco in pratica, ma ti garantisco che la sensazione di essere pagati due volte al mese è tutta un’altra cosa. Forse prima o poi la proverò anch’io.

La grande domanda rimane però sempre una: che proporzione c’è tra gli stipendi ed il costo della vita? In queste prime settimane, andando in giro per i centri commerciali per l’abbigliamento e facendo la normale spesa settimanale, ho avuto modo di fare qualche paragone. Mezzo gallone di latte, poco più di un litro e mezzo, costa meno di due dollari: con il cambio attuale, costa circa 1,20 euro, praticamente lo stesso prezzo che si riscontra in Italia. Una camicia “non di marca” per l’uso giornaliero, l’ho pagata 25 dollari con i saldi, che qui si fanno almeno 6 volte all’anno. In genere, quindi, le cose costano quanto in Italia.

Ma guardiamo lo stipendio: nello Stato di New York, un impiegato statale prende circa 48.000 dollari all’anno lordi, cioè più o meno 40.000 al netto delle tasse (che sono il 15% più i contributi sanitari). Considerando un affitto medio mensile in periferia di 1600 dollari al mese (non so quanto costa un appartamento a Milano o Roma) e un abbonamento per i mezzi pubblici pari a 300 dollari al mese, rimangono comunque abbastanza soldi in tasca: sicuramente più di quanti ne rimangono ad un precario italiano che prende non più di 18.000 euro netti all’anno, la metà del suo omologo americano.

Commenti

  1. zardo ha detto:

    Non dovrebbe esserci differenza nel ricevere tutto lo stipendio a fine mese e invece riceverne metà a metà mese e metà alla fine del mese; tutto sommato il problema è solamente l’incapacità della gestione dei soldi. O sbaglio?

    Il fatto che poi lì si guadagni di più è un altro paio di maniche. E comunque secondo me (per la piccola esperienza che ho avuto) anche se il costo della vita potrebbe essere pressoché lo stesso è lo stile americano che è molto diverso dal nostro (vedi cene al ristorante e cose del genere).

  2. camu ha detto:

    Zardo, concordo sul fatto che non c’è una differenza “concreta” tra avere uno stipendio a fine mese o due metà, ma posso garantirti che l’effetto psicologico, almeno per quanto mi riguarda, è diverso: una cosa è sapere di dover tenere duro 30 giorni, con più ansia e stress addosso, un’altra è aspettare solo due settimane. Boh, forse non riesco a spiegarmi 🙂 Riguardo allo stile americano, hai ragione: potrebbero essere molto più bravi a spendere i propri denari qui. Per questo credo che un Italiano che si trasferisce qui ha una marcia in più: è abituato a fare molta economia, e non si lascia traviare dalla vita mondana, anche se qualche cenetta al “Thanks God Is Friday” ogni tanto ci può stare… in fondo anche in Italia era pizza quasi tutti i fine settimana!

  3. Pede ha detto:

    io vorrei trasferirmi.. qualche dritta? quanto mi serve? boh qualsiasi cosa.. grazie..;)

  4. camu ha detto:

    @Pede, non è una questione di soldi, quanto piuttosto di tempo: se non hai nessuno che ti “chiama” (un parente di primo grado o un datore di lavoro) ci possono volere fino a 10 anni (si hai letto bene) per ottenere il permesso di soggiorno. Ma se questo non ti scoraggia, il sito dell’ambasciata americana di Napoli o Roma è il punto da cui partire 🙂

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