due chiacchiere

Meno dodici: perdere la memoria e riconquistarla

Come scrivevo un paio di mesi fa, una delle serie tv italiane che mi ha appassionato su RaiPlay è Doc, Nelle tue mani, in cui si raccontano le vicende di Andrea Fanti, primario di un importante ospedale che un giorno perde la memoria degli ultimi 12 anni della propria vita. Una serie che trae spunto dalla biografia di Pierdante Piccioni: una storia veramente accaduta, in cui il protagonista si risveglia nel futuro, dopo un incidente stradale. Ero sempre stato curioso di leggere il suo libro, e finalmente ho trovato il tempo per ascoltarlo (in versione audiolibro) durante gli spazi vuoti della giornata, tipo quando accompagno le figlie a scuola, tanto loro stanno al cellulare, da stereotipiche adolescenti, e non hanno mica voglia di parlare con papà durante il tragitto in auto 😒 Proprio il rapporto con i figli oramai adulti è una delle tracce che ho apprezzato di più nel libro del dottor Piccioni: la difficoltà che si prova nell’accettare che i pargoli di sette anni che pendevano dalle tue labbra ora sono dei ragazzoni che ti trattano come un demente. Ne so qualcosa.

Luca Argentero e Pierdante Piccioni accanto mentre fissano la macchina fotografica

Solita nota ai naviganti: se non vuoi rovinarti la sorpresa, ti consiglio di fermarti qui per oggi, perché sto per svelare alcuni dettagli della trama del libro. Già, perché una cosa bisogna dirla subito: libro e serie tv sono due prodotti completamente, ma davvero completamente, diversi. Sebbene l’adattamento televisivo con Luca Argentero sia ispirato alle vicende del dottor Piccioni, gli autori della fiction hanno praticamente ricostruito il resto da zero. A partire dal fatto che in tv il primario abbia perso un figlio, su cui ruota parte della drammaticità raccontata nelle varie puntate, mentre nel libro entrambi i figli sono vivi e vegeti. Anzi, il gorilla ed il serpente, come li chiama Pierdante, diventano uno dei pilastri della storia che scorre tra le pagine, e rappresentano l’elemento narrativo per esprimere la frustrazione del medico nel sentirsi un alieno in un mondo fatto di tablet, social media e volti raggrinziti.

Essere convinto di essere nel 2001 e ritrovarsi catapultato nel 2013 è in effetti un grande dramma esistenziale del protagonista del libro, mentre nella serie tv quest’aspetto viene raccontato in maniera più leggera, meno opprimente. Se da un lato quasi un quarto del libro è ambientato nella stanza d’ospedale dove il medico si risveglia dopo l’incidente, nell’adattamento televisivo, per evidenti necessità narrative, la cosa occupa si e no un quarto del primo episodio, giusto per farti capire come le due vicende seguano un approccio completamente diverso. Trattandosi di un’autobiografia, l’opera letteraria si sofferma più sull’introspezione del protagonista, sulle difficoltà quotidiane nel dover riprogrammare il cervello a pensare che siano passati 12 anni, e su come questa situazione sia vissuta dalle persone intorno a Pierdante, a cominciare dalla moglie Cunta.

Non è una lettura semplice. Perché ci vuole coraggio a riprendere in mano la propria vita dopo un tale evento tragico, e ci vuole  coraggio nel condividere le proprie debolezze e le difficoltà di questo percorso. Non è un libro da divorare leggendone pagine su pagine alla volta. Il processo di immedesimazione con il protagonista avviene lentamente (a volte in maniera un po’ troppo pedante e ripetitiva), ma proprio per questo è più intrigante. Perché se all’inizio sembra che quelle situazioni raccontate siano bizzarre e curiose, pian piano si crea un’empatia che porta il lettore a capire il motivo di certi comportamenti, e quasi ad arrabbiarsi con gli altri che trattano Pierdante come un demente. Insomma, una bella lettura che ci porta a riflettere su quale sarebbe la nostra forza di volontà in una situazione difficile come questa.

Commenti

  1. Trap
    ha scritto:

    Interessante, grazie per il consiglio 🙂 lo terrò in considerazione!

    Risposte al commento di Trap

    1. ha scritto:

      Intanto sto cercando suggerimenti sulle mie prossime letture 🙂

      Risposte al commento di camu

      1. Trap
        ha scritto:

        Da un autore americano vincitore di un premio Nobel, ti consiglio: Uomini e topi

        Risposte al commento di Trap
        1. ha scritto:

          Grazie. L’ho trovato in inglese e l’ho aggiunto alla mia libreria su Audible. Ora sto “leggendo” il libro di Chomsky, Manufacturing Consent, che racconta tanti fatti interessanti sulla sibillina propaganda americana.

      2. Trap
        ha scritto:

        Preso il libro dalla biblioteca, ti dirò! 🙂

        Risposte al commento di Trap
        1. ha scritto:

          Sono curioso di sapere il tuo parere.

          Risposte al commento di camu
          1. Trap
            ha scritto:

            Molto bello! Leggo un po’ altri libri e poi mi prendo il suo seguito!

            Risposte al commento di Trap
            1. ha scritto:

              Sono contento ti sia piaciuto. Non sapevo ci fosse un seguito…

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