due chiacchiere

Archivio degli articoli in biblioteca, pagina 3

Due chiacchiere con il muratore americano

Con l’arrivo della bella stagione, e considerando che alcuni pochi fortunati ancora usano la casa come luogo di lavoro, il desiderio di rimodernare (renovate) la propria abitazione è sempre dietro l’angolo. Noi ne abbiamo approfittato un paio d’anni fa per sistemare il pian terreno della nostra abitazione, togliere la vecchia moquette originale (carpet) e rimpiazzarla con dei bei pavimenti (tiles) italiani. In genere, quando si è pronti per iniziare qualsiasi tipo di lavori, ci si rivolge ad un capomastro (contractor) che poi assumerà i vari lavoratori a seconda di quello che serve (falegname, elettricista, idraulico, e via dicendo). Ora stiamo pensando di rimodernare la cucina, e mentre io e Sunshine ci confrontavamo sulle varie idee, ecco che mi si è accesa la lampadina per le curiosità sull’inglese che ti propongo oggi. Due chiacchiere con il muratore americano: Leggi il resto »

Due chiacchiere con l’idraulico americano

Dato che un paio di settimane fa siamo andati a parlare con il meccanico, mi è venuta l’idea di continuare questa miniserie esplorando le parole usate in vari mestieri. In questo modo posso unire l’utile ed il dilettevole e farti scoprire alcune curiosità tipiche di quel mestiere, di cui raramente si parla in altri ambiti. Da quando abbiamo comprato casa, volente o nolente ho dovuto imparare ad aggiustare o sostituire varie cose che con il tempo si andavano rompendo. Ad esempio, l’anno scorso ho installato dei nuovi tubi in PVC (PVC pipes) per il drenaggio dell’aria condizionata centralizzata dal ripostiglio in cui si trova fino al giardino dietro casa. Il mestiere dell’idraulico (plumber) è abbastanza semplice, una volta capite le basi: serve solo avere gli attrezzi giusti ed un garage dove poterli conservare. Ad esempio, molte delle tubature nelle case costruite negli ultimi 50 anni sono in rame (copper pipes), e generalmente saldate (soldered) tra di loro con una torcia ossidrica. Oggi invece si preferiscono tubi in polietilene, concatenati tra loro a pressione da un anello metallico. Due chiacchiere con l’idraulico americano: Leggi il resto »

Due chiacchiere con il meccanico americano

L’altro giorno ho portato la macchina dal meccanico per un cambio dell’olio ed una controllatina a freni e liquidi vari. Sin da quando ero in Italia e guidavo la mia fidata Yaris su e giù per lo Stivale, ho sempre considerato il buon stato di salute delle mie autovetture una priorità inderogabile. E così mentre aspettavo nella sala d’attesa che l’untuoso ometto completasse l’opera, mi è venuta in mente l’idea per la lezione d’inglese di oggi. Il tagliando qui si chiama tune up, ed in genere comprende oil change, tire rotation, visual inspection of brakes, brake fluid, radiator coolant and battery, e lascerà il tuo portafogli più leggero di una sessantina di dollari. Se il tizio sta cercando di spillarti qualche dollaro in più, potrebbe inventarsi qualche difetto che necessita una costosa riparazione: se ti parla di timing belt (cinghia di distribuzione), exhaust pipe (tubo di scappamento), alternator (alternatore) oppure di brake pads (pastiglie dei freni), saranno dolori per il conto corrente in banca. Prova a sentire un altro meccanico giusto per confermare che il primo non stesse cercando di approfittarsi di te. Due chiacchiere con il meccanico americano: Leggi il resto »

Le espressioni gergali in inglese

Guardavo l’altra sera un film con Edoardo Leo (che recensirò nei prossimi giorni), e mi sono reso conto come nell’italiano parlato abbiamo la tendenza ad usare espressioni gergali per esprimere quello che ci passa per la testa: dai malati a bizzeffe alla pioggia a catinelle, dall’essere in un mare di guai al dover stirare una montagna di panni. Tutte espressioni che il mio amico Josè, che sta cercando di imparare l’italiano su Duolingo, non potrebbe certo capire. Ed allora mi è venuta la curiosità di andare a cercare l’equivalente opposto, e di condividere i risultati di questa ricerca con i miei piccoli lettori. Così quando verrai in vacanza a New York e ti diranno che hai una big mouth, saprai che vogliono semplicemente dire che stai parlando troppo, mentre se ti consigliano di don’t blow all your money at the casino, non stanno letteralmente dicendo di soffiare sui soldi, ma piuttosto di non sperperarli. Le espressioni gergali in inglese: Leggi il resto »

Non perdere il treno per New York

Sebbene ancora mi stiano dando la possibilità di lavorare da casa, un paio di mesi fa sono andato in ufficio per prendere alcune cose che mi servivano. Era da parecchio tempo che non mi recavo in stazione, e tutto sembrava così strano, quasi surreale. Prima di avviarmi, avevo diligentemente controllato sul sito quali fossero i nuovi orari: di questi tempi non si capisce più nulla, e non volevo rimanere su una panchina ad aspettare per ore. Un treno sarebbe dovuto essere lì alle 7.20 del mattino, per giungere alle 8.10 alla Penn Station sulla Trentatreesima strada. Verso le 7.10, una voce gracchiante ci comunica dagli altoparlanti che the 7.20 train to Manhattan has been cancelled. Essendo una persona positiva per natura, invece che inveire contro la situazione, mi son messo a pensare a questa lezione d’inglese. D’altro canto, come dicono gli americani, se la vita ti manda limoni (l’equivalente delle nostre “ciofeche”, facendo una traduzione non letterale), tu facci una bella limonata, ovvero fai del tuo meglio con quello che la vita ti offre. Non perdere il treno per New York: Leggi il resto »

Occhio alla lingua

Per la lezione d’inglese di oggi, ho trovato un video dove un povero insegnante cerca di insegnare la lingua anglosassone ad una classe di persone provenienti da varie parti del mondo, incluso il tipico italiano con il suo modo di fare spavaldo. Si tratta di un siparietto estratto dalla sitcom inglese Mind your language andata in onda negli anni ’70, ma più che attuale ancora oggi. Per facilitare la comprensione, ho aggiunto la trascrizione sotto. Buona visione.

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Questa macchina qua devi metterla là…

Come sappiamo, le reti social dei nostri tempi hanno di fatto dato un megafono ai tanti tipi strani che popolano questo pianeta, che fino a quel momento non avevo altro pubblico che i loro compagni di classe ed amici del quartiere. E dato che la stragrande maggioranza della comunicazione, almeno fino all’avvento di Instagram e TikTok, è avvenuta dando forma scritta ai propri pensieri, si è alzato il velo sul basso livello culturale di queste persone, principalmente nel corretto uso della sintassi e della grammatica nella propria lingua madre. E se in itaGliano si vedono spesso verbi possessivi senz’acca, in inglese è principalmente la pronuncia di parole simili, anche note come omofone, a trarre in inganno i poveri analfabeti digitali. Sfortunatamente, queste parole a volte mettono il bastone tra le ruote anche a quelli come me che hanno un accento. Ricordo sempre quella volta quando con i miei colleghi si parlava dei fratelli Koch (pronunciato più o meno co-uq), miliardari americani che da sempre sovvenzionano il partito repubblicano. Beh, ti lascio immaginare come ho pronunciato il loro cognome (un po’ come se uno straniero sbagliasse a pronunciare una vocale nominando il Signor Cozzo 😯), e le risate di tutti intorno al tavolo. Questa macchina qua devi metterla là…: Leggi il resto »

I falsi amici di cui non fidarsi

In quasi 14 anni di permanenza sul suolo americano, ho avuto modo di esplorare in lungo e largo le magagne che si nascondono tra le pieghe inesplorate della lingua inglese. Sebbene non abbia perso il mio accento, molti mi dicono oggi che è quasi impercettibile e sono stupiti dalla mia padronanza del vocabolario. Tutto merito, non c’è dubbio, delle solide basi acquisite ai tempi del liceo scientifico in Italia, dove i professori d’inglese prendevano il loro mestiere seriamente. Questo per dirti che se stai imparando una lingua straniera a scuola, prendila sul serio: un giorno potrebbe aprirti un sacco di opportunità. Oggi voglio parlarti dei cosiddetti false friends, parole inglesi che assomigliano spudoratamente a parole italiane, ma che hanno un significato completamente diverso, e sibillinamente traggono in inganno chi le vede in un certo contesto. Per esempio, se a scuola il tuo compagno di classe ha un problema di addiction, non vuol dire che non è bravo a fare le addizioni, ma che ha sviluppato una qualche dipendenza, tipo tv addiction. I falsi amici di cui non fidarsi: Leggi il resto »

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