due chiacchiere

Buon Natale con l’elefante bianco

Non so quanti tra i miei piccoli lettori si preoccuperanno oggi di controllare il loro feed per scoprire cosa succede nella blogosfera. Prima di tutto vorrei augurarti che tu possa passare questo Natale con attorno le persone più care che ti fanno star bene. Perché, significato religioso e commerciale a parte, il vero senso di queste feste è, secondo me, quello di riconnettere i rapporti sfilacciati da tre anni di montagne russe (tra Covid e guerre varie),  che hanno fiaccato la nostra voglia di socialità. Proprio in quest’ottica, vorrei raccontarti oggi di una tradizione molto diffusa nel Paese a stelle e strisce, specialmente nell’ambito lavorativo: lo scambio dei doni dell’elefante bianco. Tutti ci siamo trovati in una situazione in cui non sapevamo cosa regalare ad un gruppo di amici o di colleghi in ufficio. Bene, l’elefante bianco può essere la soluzione che toglie d’impaccio tutti quanti. Il nome, stando a Wikipedia, sembra legato ad una diceria secondo cui un principe thailandese regalò, appunto, un pachiderma albino ad alcune persone che gli stavano antipatiche: vista l’unicità dell’animale, non se ne sarebbero potuti disfare facilmente, ed avrebbero dovuto sobbarcarsene i costi relativi.

Un elefante bianco indossa un berretto rosso natalizio, con accanto la scritta in inglese: regole ufficiali dell'elefante bianco

Ricordo quando ancora andavo in ufficio a Manhattan tutti i santi giorni, ed un Natale lo organizzammo tra colleghi nella sala riunioni: quel giorno ci siamo fatti un sacco di risate scambiandoci dei regalini con il metodo dell’elefante bianco. Le regole sono semplici: prima di tutto si stabilisce una fascia di prezzo dei regali, diciamo 30 euro. Ogni partecipante acquisterà un oggetto più o meno originale in quella fascia di prezzo. Il gruppo può decidere se vi siano generi di regali vietati (che so, niente giochi da tavolo), o altri dettagli a cui tutti dovranno attenersi. Poi si stabilisce una data in cui tutti portano il proprio dono. Tutti i doni andranno messi su un tavolo, ed i partecipanti si riuniranno tutt’intorno ad ammirare il bottino.

Ed è qui che comincia il divertimento: si mettono tutti i nomi dei partecipanti in un cestino, e qualcuno eletto dal gruppo tira fuori a caso un bigliettino (nel nostro caso l’incarico fu dato alla persona più anziana). Chi viene estratto ha facoltà di scegliere uno dei regali sul tavolo, che provvederà a scartare e mostrare al resto del gruppo. Quello è, almeno per il momento, il regalo che spetta a questa persona. Si continua dunque estraendo un secondo nome dal cestino. Questa persona può scegliere se rubare il regalo della persona precedente o prenderne uno dal tavolo. Quando un regalo viene rubato, la persona a cui viene tolto può a sua volta rubarne un altro (tranne quello che le è stato appena sottratto) o prenderne uno dal tavolo. Ogni regalo può essere rubato solo due volte (altrimenti non si finirebbe mai), e si possono usare dei post-it per marcare quelli che non possono essere più rubati.

Il gioco continua finché non ci sono più nomi nel cestino e tutti i concorrenti hanno un regalo in mano. A questo punto, chi aveva aperto le danze, non avendo all’inizio avuto l’occasione di rubare un regalo, chiude il gioco decidendo se vuole tenersi il proprio regalo o scambiarlo con un altro. Puoi immaginare l’ilarità che si scatena durante le varie fasi: dai pacchetti che possono tradire il contenuto (nel mio caso usai una scatola gigantesca per una piccola tazza da te con base riscaldante), alle diatribe scherzose per accaparrarsi il regalo più bello. E forse adesso è più chiaro perché questo gioco è anche chiamato, come dice Wikipedia, Shifty Santa, the Grinch Game, Thieving Elves, Snatchy Christmas Rat, Cutthroat Christmas.

Commenti

  1. ha scritto:

    In seconda liceo la mia classe organizzò qualcosa del genere per la lezione di tedesco: a fare scalpore fu la compagna il cui dono era… la scatola.

    Buon Natale!

    Risposte al commento di Mondo in Frantumi

    1. camu
      ha scritto:

      Ahah, devvero originale. Buon Natale!

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