due chiacchiere

Archivio degli articoli in america, pagina 2

Scegli il pane per il tuo panino

Non che di questi tempi venga proprio voglia di farsi una vacanza qui negli States, per carità. Anzi, sempre più spesso leggo di americani che preferiscono andare a passare qualche settimana all’estero per allontanarsi dal continuo martellamento di notizie deprimenti che arrivano da ogni parte. Però, se ti dovesse capitare un’occasione irrinunciabile tra le mani (ultimamente i prezzi della Norse Airline sono davvero allettanti), e decidi di venir a passare qualche giorno nella terra dello zio Sam, c’è una cosa che dovresti tenere a mente, quando arriverà il momento di addentare un boccone in uno dei tanti diner disponibili nell’interland delle grandi città: le varie tipologie di pane per ordinare il tuo sandwich preferito. Leggi il resto di Scegli il pane per il tuo panino

Immersi in un mare virtuale di dopamina

Da un paio d’anni a questa parte, da quando entrambe le figlie hanno scoperto TikTok e Snapchat (che fino ad allora avevamo cercato in tutti i modi di vietare), è come se le avessi perse in questa lotta impari contro la dipendenza da social. Leggo sui quotidiani italiani che la situazione è drammatica anche in Italia, e nessuno sembra riuscire ad arginare questo fenomeno. Il proibizionismo, è ovvio, non funziona, perché anzi rende l’agognato oggetto del desiderio ancora più forte. In Cina sembrano voler tentare la strada dell’educazione, per incentivare un uso consapevole di queste tecnologie, ma non è chiaro se quell’esperimento funzionerà. Intanto, anche a scuola, almeno qui in America, le maestre sono oramai disperate, trovandosi di fronte ragazzi spesso disconnessi dalla realtà. Ecco una testimonianza che ho trovato l’altro giorno su Reddit. Leggi il resto di Immersi in un mare virtuale di dopamina

Vita da appartamento

Nelle ultime settimane mi sembra di essere tornato ai tempi dell’università, e di essermi risvegliato nel mio minuscolo appartamento che avevo in affitto alla periferia di Pisa. Per fortuna l’amministratore di condominio del palazzo dove mi sono trasferito non è un emerito grattapanza come quello che gestiva all’epoca le palazzine pisane. Anzi, tutto sommato devo dire che finora la comunicazione è stata molto positiva. Poi certo, come dice il proverbio, gli “amici” si vedono nel momento del bisogno, quindi vedremo se saranno solerti nel mandare un operaio quando si romperà qualcosa (speriamo il più tardi possibile). La vita da scapolo non è semplicissima, ma per fortuna proprio i tempi dell’università mi hanno insegnato a gestirmi da solo, all’occorrenza, dal cucinare a fare il bucato. Leggi il resto di Vita da appartamento

Buon Natale con… Mariah Carey e Rudolph

Nell’augurare buon Natale a quei pochi che passeranno da queste parti in questo giorno di festa, vorrei riprendere lo stesso tema dell’anno scorso, quando ti parlavo di una tradizione tipica americana del periodo natalizio: lo scambio dei doni dell’elefante bianco. Ne parlavo ai miei parenti in Sicilia nelle scorse settimane, insieme alla storia del piccolo elfo monello che diverte grandi e piccini su questa costa dell’Atlantico. Un’altra tradizione di cui non si può fare a meno in questo periodo dell’anno è l’ascolto ad nauseam di una ben precisa canzone, che viene propinata ovunque, dalle radio ai centri commerciali, dal supermercato alle case di amici e parenti: All I want for Christmas is You. Leggi il resto di Buon Natale con… Mariah Carey e Rudolph

La crisi del sistema sanitario americano

Se diciotto anni fa avessi avuto anche il minimo sospetto che l’America si sarebbe ridotta in questa condizione pietosa, forse oggi avrei una bella villetta da qualche parte nelle rigogliose e bucoliche valli toscane insieme a Sunshine. Quando siamo partiti, erano i tempi della campagna elettorale di Obama, del suo “Yes, we can!”, delle riforme alla sanità pubblica che portano il suo nome, e via dicendo. Certo, come mi ricordava anche Davide quando ci siamo visti in Sicilia un paio di settimane fa, è proprio con la presidenza Obama che nasce il movimento woke che oggi si sente il diritto morale di controllare l’agenda di quello che deve piacerci, di come dobbiamo parlare e di quale colore devono essere i protagonisti di film e serie televisive. Ed è stato Obama a soffiare sul vento della primavera araba, che dalla speranza di riscatto dei popoli, si è trasformata invece in un incendio che ha finito per destabilizzare ulteriormente quelle terre martoriate. Però almeno la questione delle assicurazioni sanitarie stava tendando di risolverla. Leggi il resto di La crisi del sistema sanitario americano

Ripropongo l’oggetto misterioso

Domani si festeggia il Giorno del Ringraziamento in America. Ricordo ancora quello del 2012 quando, mentre gustavamo tutte le prelibatezze cucinate dai vari invitati alla cena a casa di mia cognata, pensavo a qualcosa da condividere sul blog riguardo alla festa più tradizionale che esista nel Paese a Stelle e Strisce. Così pubblicai un post in cui chiedevo ai miei piccoli lettori di indovinare un oggetto misterioso. Non metto il link a quel post semplicemente perché nei commenti troveresti subito la soluzione 😅 Sfogliando il mio archivio, ho deciso di riproporre quel curioso oggetto, per vedere se anche tu riesci a capire di cosa si tratta. Prima di scorrere a leggere gli eventuali commenti (in caso qualcuno indovini al primo colpo), soffermati per qualche minuto sull’immagine. Non si vince nulla, ma è un modo per entrare nel clima (speriamo sereno) di questa festività americana. Leggi il resto di Ripropongo l’oggetto misterioso

Ho mantenuto la mia promessa

Il grande giorno è finalmente arrivato: domani si vota per eleggere la nuova presidentessa degli Stati Uniti. Il mio pronostico, visto il martellamento mediatico che abbiamo subìto in queste settimane su questa sponda dell’Atlantico, è che vincerà la Harris, con conseguenti giorni di mal di pancia da parte dei repubblicani. Che si chiederanno se sia il caso di mettere Trump in frigo e scongelare qualche altro candidato. Not so fast, direbbe qualcuno. Il popolo dei suoi seguaci sarà ancora più infervorato, ancora più elettrizzato, ed ancora pronto a combattere per la libertà e per conservare la gloria di quest’impero in declino. Io intanto un paio di settimane fa ho ricevuto la mia scheda elettorale per posta, e l’ho rispedita subito con il nome che avevo promesso di scrivervi sopra. Voto per posta perché domani mi sarei dovuto svegliare alle 4 del mattino per passare tutto il giorno come presidente di seggio in una sezione vicino casa mia (non quella dove voto). Mi dispiace di aver dovuto lasciare i miei colleghi di seggio da soli, essendo io ancora in Italia. So già che sarà una giornata molto lunga per loro. Che Dio gliela mandi buona. Leggi il resto di Ho mantenuto la mia promessa

Il fondo sanitario integrativo per le spese mediche

Trovandomi in questi giorni nel profondo sud d’Italia a combattere (quasi letteralmente) con le storture della sanità pubblica di queste terre dimenticate da Dio, non potevo che affrontare l’argomento su queste pagine. Ma non voglio annoiarti con i dettagli di una burocrazia sanitaria che probabilmente conosci molto meglio di me. Piuttosto, vorrei suggerire un’idea per migliorare le cose. Chissà che il governo non sia all’ascolto 🙂 Qualche mese fa ti parlavo di come funziona l’assicurazione sanitaria nel Paese a stelle e strisce. E spiegavo come la deducibilità di certi importi qui è applicata direttamente in busta paga, e non a fine anno quando si compilano le tasse.

Nel mio caso, ad esempio, ho chiesto al mio datore di lavoro di versare in una carta di credito sanitaria circa 200 dollari al mese, decurtati dallo stipendio prima di calcolare le tasse, così che alla fine dell’anno l’importo imponibile sia più facile da calcolare. Quei soldi non devono però necessariamente sedere in quel conto a non far nulla: si possono spostare su un fondo sanitario d’investimento, gestito dalla stessa compagnia che fornisce la carta di credito, che si preoccuperà di investirli e farli crescere secondo le mie indicazioni. Potrò scegliere se usare un approccio aggressivo, investendo in mercati ad alto rischio (ed alto beneficio) oppure uno più conservatore, acquistando titoli di stato e strumenti analoghi. Leggi il resto di Il fondo sanitario integrativo per le spese mediche

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