due chiacchiere

Scegli il pane per il tuo panino

Non che di questi tempi venga proprio voglia di farsi una vacanza qui negli States, per carità. Anzi, sempre più spesso leggo di americani che preferiscono andare a passare qualche settimana all’estero per allontanarsi dal continuo martellamento di notizie deprimenti che arrivano da ogni parte. Però, se ti dovesse capitare un’occasione irrinunciabile tra le mani (ultimamente i prezzi della Norse Airline sono davvero allettanti), e decidi di venir a passare qualche giorno nella terra dello zio Sam, c’è una cosa che dovresti tenere a mente, quando arriverà il momento di addentare un boccone in uno dei tanti diner disponibili nell’interland delle grandi città: le varie tipologie di pane per ordinare il tuo sandwich preferito.

Se sei abituato ad ordinare il tuo panino in Italia, dove al massimo ti chiedono se vuoi una rosetta, una ciabatta o una focaccia, qui rischierai di andare nel panico. Perché ogni tipo di pane non solo ha una consistenza ed un sapore diverso, ma si porta dietro anche aspettative precise su cosa ci puoi mettere dentro. Un po’ come per noi non si mette l’ananas sulla pizza, per gli americani, guai ad ordinare il pane con il companatico sbagliato.

Eccoti alcuni esempi:

  • White bread: il pane bianco, soffice e neutro, quello delle merendine tristi o dei toast improvvisati.
  • Wheat bread: pane integrale, più rustico e con un sapore leggermente più deciso.
  • Sourdough: il mio preferito, pane a lievitazione naturale con quella crosticina croccante e l’interno leggermente acidulo. Perfetto con tacchino e avocado.
  • Rye: pane di segale, scuro e aromatico, tipico dei pastrami sandwich di New York.
  • Multigrain: pane ai cereali, per chi vuole sentirsi un po’ più sano senza rinunciare al sandwich.
  • Kaiser Roll: una rosetta americana, tonda e soffice, perfetta per burger o panini imbottiti.
  • Hoagie Roll: la classica baguettina morbida dei sandwich lunghi tipo Philly cheesesteak o meatball sub.
  • Ciabatta: sì, scrivono proprio “ciabatta” e la servono in versione americana, più compatta e meno alveolata della nostra.
  • Pita e Flatbread: più mediorientali, per wrap e panini più leggeri.

La cosa buffa è che il tipo di pane che scegli finisce per raccontare un po’ di te al commesso dietro al bancone. Se prendi il multigrain sei uno attento alla salute, se prendi il rye probabilmente sei un nostalgico dei negozi di alimentari ebraici anni ’50, se ordini il sourdough magari sei un hipster di ritorno da San Francisco. Perciò, se un giorno ti dovesse capitare di essere qui, affamato e spaesato davanti a un menu chilometrico, ricorda: il pane non è un dettaglio. È una dichiarazione d’intenti.

Commenti

  1. Katrina Uragano ha scritto:

    Io sono per il pane integrale semplice, senza condimenti strani.

    Risposte al commento di Katrina Uragano

    1. camu ha scritto:

      Ah si guarda, anch’io. A me tutti questi “intrugli” americani non piacciono per nulla. Che poi, tra tutta questa variegata scelta, è davvero difficile trovare un po’ di buon pane come Dio comanda 🙂

      Risposte al commento di camu

      1. Emanuele ha scritto:

        Non volevo dirlo ma probabilmente l’hai fatto tu: ne fanno cento perché non riescono a farne uno buono! 😛
        Ciao,
        Emanuele

        Risposte al commento di Emanuele
        1. camu ha scritto:

          Sante parole, Emanuele, sante parole. L’anno scorso in Sicilia sono ingrassato di quasi dieci chili perché non riuscivo a smettere di mangiare quel pane buonissimo che fanno da quelle parti. Ancora me lo sogno la notte!

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