due chiacchiere

La democrazia americana si vede nei dibattiti

Potete dirmi quello che volete sull’America, tranne che non sia una vera nazione democratica. In cui i due candidati a guidare la nazione più potente del mondo si confrontano in un dibattito aperto, rispondendo alle domande poste direttamente dal pubblico presente in sala. Così mentre in Italia ancora si discute se le primarie siano uno strumento valido per far emergere una figura per ogni coalizione, qui già vediamo le idee dei due poli in azione, contestualizzate nelle cose che interessano ogni cittadino: tasse, servizi, educazione e politica estera. Il rito prevede tre incontri tra Obama e Romney, ed ieri c’è stato il secondo round, vinto secondo molti da un Presidente molto più determinato ed aggressivo, pronto a ribattere e colpire l’avversario nei punti deboli (geniale la frecciatina finale, quando Romney non poteva più rispondere, sulla famosa questione del 47%).

Alla fine di tutto lo spettacolo, comunque, quello che conta è la linea di fondo e la diversa visione del mondo tra i due: per il democratico i soldi vanno dati alla gente, che li spenderà mettendo in moto l’economia, per il repubblicano i soldi vanno dati alle imprese, che creeranno nuovi posti di lavoro. Nulla di nuovo sotto il sole, i due approcci classici dell’economia sono ancora una volta intrecciati in una rete di politiche sull’immigrazione, sull’educazione e sul fisco. Non sono d’accordo con chi pensa che Romney abbia vinto il match sugli immigrati, rispondendo alla domanda di una spettatrice su cosa fare di coloro che non hanno il permesso di soggiorno. L’America è un Paese fondato da emigranti, lo si vede quotidianamente in ogni contesto, ed il sistema dei visti, appesantito da tutta la robaccia antiterroristica degli ultimi anni, non sta incoraggiando la gente, specialmente quella brava, a venire qui. Ma non sono sicuro che il piano (alquanto fumoso) di Romney sia la via giusta.

Personalmente, l’ho già detto in altre sedi, voterò per Obama, perché ritengo che quattro anni siano pochi per avere la possibilità di far virare un barcone così grosso, invischiato in una tempesta economica mondiale (della quale l’America è stata la scintilla iniziale, sia chiaro). Se salgono al potere i repubblicani, toccherà ricominciare tutto da capo, e non mi sembra che questo sia un momento ideale per resettare iniziative, politiche e riforme in corso. La mia unica paura è che si verifichi una situazione di stallo con un presidente di un colore ed un parlamento di un altro colore (com’è stato negli ultimi due anni), che bloccano a vicenda le rispettive iniziative. Staremo a vedere fra qualche settimana!

Commenti

  1. Caigo ha scritto:

    Sei crudele a mettere un video con i due nonnini della politica Italiana. Brrr!!!!
    Qui abbiamo preso la brutta abitudine di spostare in avanti le decisioni che possono rendere la nostra politica credibile (i due nonnini citati ne sono un esempio), ecco perchè, sia pur con tutti i suoi inevitabili difetti, trovo il sistema Americano più funzionale. C’è un leader (vero), lavora, può far bene o male ma comunque avrà la possibilità di rimettersi in gioco lealmente e riprovarci. Se va male….a casa.
    In Italia lavorare bene o male non importa, metti radici e sei a posto. Vivacchi in parlamento facendo finta di litigare con il tuo avversario.
    Mordi ma senza far troppo male, va contro il tuo interesse.

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    1. camu ha scritto:

      Se va male… a casa. Questo è il passaggio chiave che distingue molte democrazie vere da quelle fasulle. Come sottolinei, in Italia ci sono politici che da trent’anni (io andavo ancora alle medie!) siedono tra i banchi del parlamento, e che non hanno nessuna intenzione di farsi da parte.

      Tutta gente che, volente o nolente, ha portato il Belpaese da una fiorente e potente economia (ha ancora senso di parlare dei sette “grandi” Paesi?) ad un carrozzone senza futuro e senza vitalità.

      La cosa che più mi fa rabbia, comunque, non sono gli elenchi dei soldi sprecati in sè, ma il fatto che questa gente ha rubato i sogni delle generazioni future, s’è mangiata tutto lasciando i debiti sulle spalle dei figli di tutti gli italiani.

      Monti ha usato la ricetta sbagliata, influenzato fin troppo da un Fondo Monetario Internazionale troppo rigido e da una guida tedesca troppo austera. La differenza con il piano di Obama è sotto gli occhi di tutti, ed é il motivo per cui voglio continuare a dargli fiducia per altri 4 anni.

  2. Fiordicactus ha scritto:

    “ritengo che quattro anni siano pochi per avere la possibilità di far virare un barcone così grosso, invischiato in una tempesta economica mondiale. Se salgono al potere i repubblicani, toccherà ricominciare tutto da capo, e non mi sembra che questo sia un momento ideale per resettare iniziative, politiche e riforme in corso.”
    Sono d’accordo con te, anche qui in Italia dovrebbero capire che non si può sempre dare addosso alla parte avversa per il gusto di mettere i bastoni fra le ruote o, una volta cambiato governo, quello nuovo si precipita a disfare quello che ha fatto il precedente senza pensare che qualcosa potrebbe essere salvato e finito . . . questo è quello che, secondo me, è successo negli ultimi anni, da quando ci sono le nuove regole (o da quando non c’è più Andreotti che forma i governi) 🙂
    Per la cronaca io sono di quelli che vengono definiti “indecisi”, ultimamente anche di più . . . più che politica mi pare un casino e trovo che il governo dei tecnici se è stato (forse) utile a non farci finire come la Grecia ci sta portando alla fame. Aziende che chiudono ogni 3 per 2 . . . famiglie che dal oggi al domani si trovano senza stipendio e non tutti hanno aiuti dallo stato. :-/
    Ciao, Fior

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    1. camu ha scritto:

      Sono nella tua stessa condizione, e davvero non so cosa fare quando mi arriverà a casa la busta per le elezioni politiche italiane. Non vedo emergere nessuna vera alternativa nuova al solito teatrino a cui si assiste da trent’anni. Ma non voglio sprecare la mia opportunità di partecipare al processo democratico italiano, per quel poco che conta. Quindi pian piano deciderò su dove mettere la mia crocetta 🙂

      Risposte al commento di camu

      1. Fiordicactus ha scritto:

        @camu: Anche in questo: “non voglio sprecare la mia opportunità di partecipare al processo democratico italiano, per quel poco che conta. Quindi pian piano deciderò su dove mettere la mia crocetta”, concordo con te, ma sarà dura! 🙁

        Ciao, Fior

        Risposte al commento di Fiordicactus
        1. camu ha scritto:

          Assolutamente, non sarà facile per nulla. Anche perché dubito che la gerontocrazia italica di la possibilità di emergere ai giovani con idee nuove. E la cosa peggiore è la riforma del sistema elettorale, che con il ritorno al proporzionale, riesumerà gli “inciuci” di Andreottiana memoria 🙁

  3. Alain De Carolis ha scritto:

    Ciao Camu,

    il sistema dei visti non é appesantito affatto da nulla che riguardi il terrorismo.
    I vari lacci e lacciuoli di cui avrai sentito parlare nulla hanno a che fare con la sicurezza ed esistono esclusivamente per fare quello che stanno facendo e cioè limitare il numero degli ingressi al minimo indispensabile.

    Il programma di Romney in materia é fumoso? Io ti invito a riflettere sulla domanda a cui Obama non ha risposto: come mai non ha fatto la riforma dell’immigrazione (la famosa CIR) che aveva tanto sbandierato e promesso di fare entro il primo anno di Governo? La maggioranza assoluta c’era. L’intenzione di farla anche. Cos’altro é mancato?
    Romney propone una idea semplice: carte verdi per chi lavora legalmente, nessuna garanzia per chi é illegale. Qual’é invece la proposta di Obama? Spiegamela tu perché nel dibattito non é stato in grado di farsi capire. (Sempre ammettendo che stavolta sia in grado di mantenere quello che promette…)

    Risposte al commento di Alain De Carolis

    1. camu ha scritto:

      Boh, sarà ma un mio amico pakistano ha dovuto sudare sette camicie per far entrare sua cognata in America, mentre a noi europei basta un Esta “qualunque” 🙂

      Riguardo alla riforma, so che è un argomento che ti sta particolarmente a cuore, leggo spesso le cronache sulle disavventure dei tuoi amici e conoscenti. Ma forse la crisi economica mondiale prima e la mancanza di una maggioranza alla Camera dopo, avranno pesato sui ritardi.

      Obama stesso ha ammesso che si sarebbe potuto fare di più, ma non dimentichiamo che Romney ha applaudito le leggi “razziali” dell’Arizona, quindi non so quanto ci si possa fidare delle sue promesse. E poi diciamola tutta, come farebbe ad allentare i vicoli sui flussi migratori, il repubblicano? Ho cercato info in merito, ma ho trovato ben poco… Si fa presto a dire “carte verdi per tutti”, mi ricorda i manifesti Berlusconiani tanto popolari un rete una decina d’anni fa (meno tasse per Totti)

      Il piano di Obama invece è facilmente reperibile sul sito della Casa Bianca, e spiega chiaramente il suo pensiero in merito.

  4. Piero_TM_R ha scritto:

    Anche secondo me 4 anni sono niente per rimettere in sesto una nazione e a prescindere dalle dimensioni di uno stato.

    Trovo che poi sia terribile questo fare e disfare continuo quando si avvicendano i governi, praticamente si resta fermi e non si va da nessuna parte, forse si riesce solo ad affondare.

    Non ho seguito le vicende americane, a dire il vero ultimamente seguo pogo i telegiornali, mi viene nervoso, non digerisco, non dormo e mi deprimo, quindi li evito accuratamente!

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    1. camu ha scritto:

      Ti capisco, ma così fai il loro gioco. Essere poco informati, vuol dire correre il rischio di fare la scelta sbagliata alle elezioni, cosa già avvenuta in più occasioni in Italia.

  5. Arquen ha scritto:

    Voterai Obama? Uhm… allora scegli volontariamente di schierarti contro Chuck Norris. 😀

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    1. camu ha scritto:

      A quanto pare si… Comunque se alla presidenza si fosse candidato Schwarzenegger, lo avrei votato ad occhi chiusi 🙂

  6. giglio ha scritto:

    Camu, non conosci il rottamatore? Ispirandosi ad Obama, sta mettendo in confusione la classe politica, a partire all’interno del suo partito.
    Per assurdo i suoi compagni lo denigrano e i suoi avversari lo esaltano…

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    1. camu ha scritto:

      @giglio: beh, essendo un tuo corregionale, non avrei dubitato che avresti tifato per lui. Il mio dubbio è che non arrivi a superare i tanti paletti che il suo stesso partito gli sta mettendo davanti, e che quindi non abbia una maggioranza forte per governare seriamente quel Paese.

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      1. Trap ha scritto:

        @camu: neanche Obama ha una grandissima maggioranza, ora come ora 😀 anzi, il contrario… viva il Super-Commitee!

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        1. camu ha scritto:

          @Trap: beh, sicuramente più grande di quella di Renzi 😉

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        2. Trap ha scritto:

          @camu: ancora non è stato eletto 😀

  7. giglio ha scritto:

    Infatti il rischio è proprio questo. Vedremo. Intanto a Firenze ha fatto buone cose, una su tutte ha reso dignità al centro storico, in preda da anni alla sciatteria e degrado.

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    1. camu ha scritto:

      @giglio: e di Vendola cosa mi dici?

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      1. Trap ha scritto:

        @camu: su Vendola potrei fare una citazione di Ignazio Silone, che nel 1951 disse a Togliatti dopo una conferenza del PCI: “La lotta finale sarà tra i comunisti ed ex-comunisti”

        Risposte al commento di Trap
        1. camu ha scritto:

          E come diceva il buon Highlander, ne rimarrà soltanto uno…

      2. giglio ha scritto:

        @camu: Che ti devo dire di un politico che vuole “pestare i calli ai poteri forti”…

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