due chiacchiere

Lion, la strada verso casa

Qualche settimana fa, la professoressa di lettere della figlia grande ha fatto guardare loro il film Lion, la strada verso casa, e ne ha fatto l’analisi dei personaggi, dei loro sentimenti e via dicendo. Come compito per casa, una serie di domande sul perché questo o quel personaggio avesse detto qualcosa o compiuto una certa azione. Così lo abbiamo riguardato a casa insieme una sera, per aiutarla a spacchettare i vari messaggi inclusi in questa pellicola. Il film racconta la storia di Saroo, un bambino di cinque anni che abita in uno sperduto villaggio dell’India centrale. Un giorno convince il fratello maggiore Guddù a portarlo con se in città per guadagnare qualche soldo, ma essendo troppo stanco finisce per addormentarsi su una panchina, per poi salire sul treno sbagliato, che lo porterà fino a Calcutta, a 1600 chilometri di distanza da casa. Immagina un bambino di un villaggio di poche anime dell’entroterra siciliano che si ritrova catapultato da solo alla stazione centrale di Berlino. Saroo non parla la stessa lingua degli abitanti di quella metropoli, e trovandosi in un posto dove i mendicanti, anche in tenera età, abbondano, nessuno si preoccupa di aiutarlo.

La locandina del film con quattro dei protagonisti della storia

Lion è un film straordinario, che stando a quello che ho letto, ha catturato all’epoca il cuore di milioni di spettatori in tutto il mondo. Diretto da Garth Davis e basato sulla vera storia di Saroo Brierley, il film offre una toccante esplorazione della forza dell’amore, della determinazione e dell’identità. La performance di Dev Patel, che interpreta il protagonista in età adulta, è intensa e commovente, e riesce a trasmettere in maniera naturale la disperazione e la determinazione del suo personaggio. La prima parte del film, che si svolge in India, ed è girata in lingua originale con sottotitoli, è particolarmente potente nel mostrare la durezza della vita per i bambini perduti nelle strade e la loro lotta per la sopravvivenza.

Con pochi dialoghi e un montaggio fluido, Davis riesce a far emergere la dimensione Dickensiana di Saroo. Un piccolo e vulnerabile bambino, ma che sa rivelarsi sveglio e creativo all’occorrenza. Anche quando si trova di fronte a crudeltà spaventose, diventa un eroe in una sorta di avventura. L’enorme dolore della sua perdita viene a volte lenito dall’emozione della scoperta. Ti preoccupi per lui, tifi per lui e, soprattutto, rimani affascinato dalla sua storia e dalla semplicità sofisticata con cui viene raccontata.

Nicole Kidman, che nel film interpreta la madre adottiva di Saroo, si rivela un’ottima spalla nell’incarnare la complessità di emozioni che prova mentre il figlio le dice di voler provare a tracciare le proprie origini. La fotografia del film cattura la bellezza travolgente dell’India e l’atmosfera avvincente delle scene urbane, ma secondo me ciò che rende Lion un capolavoro è la sua capacità di toccare le corde emotive degli spettatori senza cadere nella sentimentalità eccessiva.

Commenti

  1. Risposte al commento di DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

    1. camu
      ha scritto:

      Le immagini dei protagonisti reali alla fine del film sono davvero commoventi.

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