due chiacchiere

Grande fratello, piccolo spettacolo

Ricordo ancora che mi trovavo nella nostra amata capitale, nei giorni in cui stava per essere trasmessa la prima puntata in assoluto del Grande Fratello. C’era un gran parlare per l’atteso evento: radio, manifesti sugli autobus e sulle pensiline d’attesa, cartelloni in giro per la città. Non era ancora esplosa la moda dei cosiddetti reality, tutto sembrava così nuovo e nessuno di noi era abituato alla mania di spiare i concorrenti dal “buco della serratura” virtuale. Oggi quasi non ci facciamo più caso, hanno esagerato con una dose eccessiva di questi spettacolini, fasulli e progettati a tavolino.

Privo di televisione, non ebbi modo di guardare quella famosa prima edizione. Ricordo che erano ancora i tempi dell’università, e la sera (sfortunatamente) avevo di meglio da fare che stare ad osservare tizi in mutande, che se la spassavano tra una nuotata in piscina (o forse nella prima edizione la piscina non c’era?) ed una abbuffata a tavola. Erano i tempi del Taricone nazionale, che appunto cavalcando l’onda della novità, non si fece sfuggire l’occasione per diventare famoso. Poi, come in tutte le cose, la novità ha lasciato il posto al “già visto” e così gli altri concorrenti li abbiamo pian piano dimenticati quasi tutti.

Anche se ancora alcuni di essi ci perseguitano, apparendo nelle più svariate trasmissioni televisive, in cerca di gloria, in cerca di fama, in cerca di chissà cos’altro. Ora è arrivata la sesta edizione di questo originale format nato nel nord europa (il mitico signor “Endemol” esiste veramente!), ma premesso che non penso che lo guarderò, credo che sarà l’ennesima trasmissione “vista e rivista” che si aggiungerà al lungo elenco delle altre precedenti.

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