due chiacchiere

I server virtuali di Tophost in anteprima

E così mentre ancora aspetto che Volunia mi faccia avere un invito per provare il loro rivoluzionario motore di ricerca, e la gente si trastulla tra servizi innovativi di chat e mappe degne dei migliori giochi di ruolo anni Novanta, io ho avuto la fortuna di poter provare in anteprima mondiale la nuova infrastruttura di server virtuali di Tophost. Il servizio non è ancora stato ufficialmente aperto al grande pubblico, ma l’azienda ha fornito degli accessi speciali ad una manciata di utenti, al fine di testarne la bontà e raccogliere le prime impressioni. Bisogna notare che non si è trattato di un fulmine a ciel sereno: già da mesi è presente, sul blog dei clienti di Tophost e sulla loro pagina Facebook, un sondaggio in cui si chiede ai visitatori quale “taglio” di server virtuali sarebbe più gradito: uno entry level da 512 mega di RAM, uno da 1 giga oppure uno da 2 giga. Più di 1400 persone hanno votato, di cui la metà per quello di base, facendo intuire che l’azienda si orienterà in tal senso, per entrare in quest’agguerrito mercato. Ma facciamo un piccolo passo indietro, cercando di capire di cosa si sta parlando.

Un server privato virtuale, come il nome stesso lascia intuire, è un computer nel cloud, una macchina a cui si ha accesso soltanto tramite una di quelle finestrelle nere in cui gente con gli occhialoni digita comandi incomprensibili evitando, a 2 secondi dalla fine, che il cattivo di turno porti a termine il suo piano malvagio. La differenza con un comune piano di hosting da 10 euro all’anno, è che qui tu sei l’amministratore del server: puoi installare programmi, decidere la configurazione di Apache, aggiornare MySQL o cambiare i parametri di PHP, proprio come faresti sul computer di casa dove conduci i tuoi test. Con la differenza che questo server è pubblicamente accessibile in rete, è acceso 24 ore su 24, e fa parte dell’infrastruttura robusta ed affidabile di Seeweb. Il sogno di chi, con il classico piano hosting, si sente claustrofobicamente rinchiuso all’interno delle restrizioni imposte dal provider.

L’attivazione del prodotto segue una logica alquanto nuova, almeno per me. A differenza dei pacchetti tradizionali, dove si paga il servizio per un anno, a prescindere che lo si utilizzi o meno, Topserver si basa su di un sistema a tempo, come nei cellulari prepagati: l’utente acquista delle ricariche (Topvoucher), ognuna delle quali (almeno nella versione beta) consente ad un server di rimanere acceso e funzionante per 30 giorni (o 43200 minuti = 43200 Topcoin). Non è dato sapere quali tagli di ricarica saranno disponibili a regime e quanto costeranno, ma il concetto è interessante per la sua flessibilità: se decido di creare un server oggi e domani lo “cancello” (spegnerlo non basta), avrò pagato soltanto il tempo effettivamente consumato, non l’intero mese. E se mi serve maggior potenza, posso aggiungere altri server al volo, con qualche click, senza particolari problemi.

Visto lo stato di “beta” del servizio, ricordo che le schermate qui di seguito sono da considerarsi provvisorie, e suscettibili di cambiamento. Non di meno, per me è un piccolo scoop!

Acquistata la ricarica, si accede al pannello di amministrazione del proprio parco macchine. Qui si può vedere il saldo ed il numero di server che possono essere creati, l’elenco dei server attivi ed il pulsante per gestirli.

Premendo l’ingranaggio, come dicevo, si accede alla pagina di gestione di quel server. Qui è possibile avere un terminale a caratteri, la possibilità di spegnere la macchina o metterla in stand-by, monitorare l’uso delle risorse (CPU, dischi, traffico di rete), visionare i log di sistema e via dicendo.

La finestrella nera di cui dicevo all’inizio, non è nient’altro che una semplice console SSH: basta scaricare il classico Putty e digitare l’indirizzo IP del server, per essere subito in linea.

Si può scegliere tra una distribuzione Debian classica o una più avanzata Ubuntu 11. Le mie conoscenze sistemistiche di entrambe sono alquanto basilari, quindi mi sono solo divertito a giocare al “piccolo sistemista”, installando Apache ed altri pacchetti, ed assegnando un CNAME dal dominio del mio blog, per non dovermi ricordare l’indirizzo IP ogni volta. Buona parte dei 512 mega disponibili su questa macchina di prova sono al momento liberi, e bastano per mettere in piedi un server web discreto e performante. Per carichi più intensi, si può pensare di avere due server separati, suppongo: uno su cui far girare Apache e l’altro per MySQL. La banda di 100Mbit inclusa, dovrebbe rendere tutto più facile.

Per i più curiosi, alcune informazioni tecniche sul prodotto:

  • macchine virtuali Xen, appoggiate sulla IAAS (infrastructure as a service) di Seeweb, come del resto l’hosting Topweb
  • il prodotto è totalmente unmanaged: il cliente ha pieno controllo sull’attivazione, sulla disattivazione e sulla gestione di ogni macchina; la sicurezza è a totale carico dell’utente
  • la banda è di 100Mbps ed il traffico non si paga
  • saranno disponibili in tre configurazioni: 512 mega, 1 giga e 2 giga di memoria
  • sarà possibile accedere ad un marketplace delle immagini (no, nulla a che fare con Flickr, nda): il cliente potrà effettuare lo snapshot della propria macchina e decidere se rendere l’immagine pubblica o meno
  • il rinnovo non è automatico o meglio, non c’è una scadenza effettiva: il server rimane acceso finché ci sono TopCoin disponibili; finiti i TopCoin la macchina si spegne, e se non si ricarica entro un paio di giorni, viene “cancellata” definitivamente
  • ogni server ha 20 giga di spazio disco a disposizione, che è in linea con l’offerta di tanti altri provider
  • il prezzo non è al momento stato annunciato, ma dando un’occhiata a pacchetti simili sia italiani che esteri, direi che si posizionerà intorno ai 10-20 euro al mese
Insomma, mentre qualcuno sogna di far concorrenza a Google con il proprio motorino di ricerca, Tophost si prepara a dar battaglia ad Amazon EC2, il cloud computing elastico su cui si basano alcune grosse aziende del calibro di IBM, The Guardian e persino Unicredit Banca. Le premesse per un ottimo successo ci sono tutte: ne vedremo presto delle belle.

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Che CPU virtuale ti offrono?
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: ecco cosa dice /proc/cpuinfo

      processor : 0
      vendor_id : AuthenticAMD
      cpu family : 6
      model : 13
      model name : QEMU Virtual CPU version (cpu64-rhel6)
      stepping : 3
      cpu MHz : 2200.020
      cache size : 512 KB
      fpu : yes
      fpu_exception : yes
      cpuid level : 4
      wp : yes
      bogomips : 4400.04
      TLB size : 1024 4K pages
      clflush size : 64
      cache_alignment : 64
      address sizes : 48 bits physical, 48 bits virtual

      1. Peter ha detto:

        @camu: Più che altro il problema non sta nel processore ma nel collo di bottiglia che si può presentare sui dischi rigidi…

        1. camu ha detto:

          @Peter: i dischi sono connessi in fibra, a cosa ti riferisci esattamente?

        2. Peter ha detto:

          @camu: Alla velocità in RPM… ho visto società montare decine di VPS su dischi da 7200 RPM e ti posso dire che non era il massimo…

        3. camu ha detto:

          @Peter: ricordati che stiamo sempre parlando di piani entry-level da pochi euro al mese. Se vuoi la performance che cerchi, forse a te conviene un server dedicato 🙂 Non tutti hanno le stesse esigenze, ed è bello avere qualcosa anche per chi vuole semplicemente iniziare a sperimentare…

        4. ondiz ha detto:

          @Peter: mai visto server con dischi da 7200 giri, ne scsi ne sas. Sempre da 10000 in su.

        5. Peter ha detto:

          @ondiz: Hostmonster e keyweb sono i primi che mi vengono in mente che montano dischi da 7200 rpm sui loro server destinati alla virtualizzazione…

  2. Napolux ha detto:

    Mmmm… Interessante, vedremo prezzo e stabilità 😛

    1. camu ha detto:

      @Napolux: su Facebook, dove hanno linkato questo mio articolo, qualcuno già si sbilancia sulle possibili applicazioni, tipo avere un server Asterisk remoto 🙂 Ci sarà sicuramente da divertirsi…

  3. Matteo ha detto:

    Cioè, scusa il doppio commento, su paperblog per capire dov’è il tuo articolo originale ci impieghi un bel po’!!

    1. camu ha detto:

      @Matteo: si, me ne ero accorto dal link di Tophost su Facebook. Paperblog prende gli articoli di questo blog da un pezzo (con il mio permesso) ed è forse ora che faccia un passo indietro e cancelli la mia iscrizione. All’inizio pensavo riportassero solo le prime righe, non l’articolo completo 🙁

      1. evilripper ha detto:

        @camu: lol anche a me mi portavano via l’articolo completo senza contare che non mettevano manco il backlink diretto.

        tornando in topic i server virtuali saranno anche più prestanti rispetto al piano dell’hosting normale?

        1. camu ha detto:

          Ho annullato la mia sottoscrizione con Paperblog: io faccio lo sforzo e loro si beccano tutti i benefici, mah.

          Si, a mio parere i server virtuali sono più performanti per il semplice fatto che non li condividi con altri 10.000 utenti 😉

  4. Caigo ha detto:

    Bel progetto!. Nonostante sia risaputo che tophost “non mi ami” non posso fare a meno di fare il tifo per loro. 😀

    1. camu ha detto:

      @Caigo: ecco, mi piace il tuo spirito sportivo 🙂

  5. ondiz ha detto:

    Anch’io anch’io voglio testarli 😉

    1. camu ha detto:

      @ondiz: eheh, fatti avanti sulla loro pagina Facebook e vedi se ti danno un invito.

      1. ondiz ha detto:

        @camu: non sono così social 😉
        Credo di essere tra i pochi a non avere FB…
        Non fa niente…

        1. camu ha detto:

          @ondiz: guarda, neppure io sono social 🙂 Il mio account Facebook lo uso esclusivamente per queste cose…

        2. Hesh ha detto:

          @ondiz: Guarda a non avere FB non ti perdi niente. C’è gente che farebbe di tutto pur di far sparire ogni traccia da quel social (me compreso) ma pare che non sia possibile.

        3. camu ha detto:

          Dovevi pensarci prima 🙂

  6. ondiz ha detto:

    No no infatti so di non perdermi niente. Non avrei nemmeno tempo da buttare via dietro a questo strumento a dire il vero…

  7. Jack ha detto:

    Io sto provando il cloud di Seflow, ho notato comunque che moltissimi provider offrono la prova gratuita. Davvero bello il cloud, tutto funziona ad ore e vieni addebitato solo dall’effettivo utilizzo! E poi con un semplice pannellino web puoi aggiungere core, memoria RAM, spazio su disco… se non addirittura creare nuove macchine virtuali per i tuoi clienti con sistemi operativi tutti diversi ed installabili in qualche minuto.
    Spero che Tophost in questa cosa sia piu’ elastico, mi sembra di aver capito specie dai piani web hosting che non offrono mai modifiche o aggiunte di risorse… Nel tuo account di prova puoi modificarle o e’ tutto fisso?

    1. camu ha detto:

      @Jack: nel caso della beta, tutto viene predeterminato in maniera statica.

  8. Michele ha detto:

    Quando ho letto che stavi aspettando l’invito per Volunia (sono arrivato un po’ tardi, lo ammetto) mi sono profondamente commosso. Non ho mai provato i server virtuali di Top Host e mi domando se a distanza di un paio di anni si siano rivelati un buon investimento. Se qualcuno li ha poi provati me lo faccia sapere, magari con un commento qui in basso. 🙂

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