due chiacchiere

Le estensioni proprietarie uccidono i gatti

Ogni volta che un’estensione proprietaria dei fogli di stile viene riferita come facente parte dello standard CSS3, un gattino muore da qualche parte nel mondo. Stupendo, il titolo di questo recente articolo apparso su A List Apart, il punto di riferimento per i “talebani del web” attenti ai dettagli e sempre al passo con i tempi. In cui l’autore punta i riflettori su una tendenza che rischia di replicare la giungla di soluzioni web alimentata dieci anni fa dall’approccio “proprietario” di Microsoft, e dal suo cattivo ragazzo di nome Internet Explorer 6. Peccato che, mentre all’epoca tutti si strappavano i capelli e mandavano le peggio maledizioni all’indirizzo di Bill Gates, pochissimi oggi ammettano l’errore strategico in cui Apple si è andata ad infilare con WebKit. Per fortuna A List Apart sembra essere imparziale sull’argomento.

Any -webkit- feature that doesn’t exist in a specification (not even an Editor’s draft) is not CSS3. Yes, they are commonly evangelized as such, but they are not part of CSS at all. This distinction is not nitpicking. It’s important because it encourages certain vendors (*cough* Apple *cough*) to circumvent the standards process, implement whatever they come up with in WebKit, then evangelize it to developers as the best thing since sliced bread. The shiny new toys dazzle us and we start promoting them too, contributing to the echo chamber.

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Prima domanda: ma WebKit non è sviluppato da Google, Apple, Samsung, Nokia, RIM e tante altre? Perché prendersela solo con Apple?
    Seconda domanda: ma Mozilla non fa lo stesso con le sue estensioni -moz?
    Per il resto concordo: se c’è uno standard è un bene che tutti lo usino piuttosto che iniziare a seguire versioni personalizzate.
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: immagino che l’autore dell’articolo se la prenda con Apple perché all’inizio WebKit è nato da lì, ed è stata quest’azienda ad introdurre le estensioni proprietarie, cosa che poi gli altri hanno continuato a fare, dato che erano già nell’engine. Mozilla oramai conta quanto il due di spade quando la briscola è bastoni 😉 E stando ad un’intervista che leggevo, pare che i suoi sviluppatori, per cercare di recuperare quote di mercato, stiano pensando di implementare le estensioni di WebKit all’interno del loro engine, cose da matti!

      1. Emanuele ha detto:

        Beh, WebKit è diventato opensource e sviluppato da tutti quei vendor ben 7 anni fa. Ne è passato di tempo per poter dire che la sua roadmap non è più responsabilità solo di Apple ma anche di tutti gli altri.
        Quando WebKit è nato, CSS3 (di cui si parla) era ancora in draft.
        Riguardo a Mozilla, è vero quanto dici ma anni fa (quando il suo potere era maggiore) neanche loro pensarono di dedicarsi solo alle sintassi standard ma decisero di implementare varie definizioni proprietarie.
        In ogni caso io penso sempre una cosa: se si vuol fare un sito multipiattaforma (browser, SO, etc) è bene rispettare gli standard. Se invece mi serve una web-application con un target d’utenza specifico (vedi in un settore di nicchia nel privato) in cui so che useranno un’unica piattaforma (per via di altre politiche) per accedere, allora posso permettermi di usare istruzioni proprietarie.
        Nel web pubblico, nella sua accezione più ampia del termine, è una scelta che aborro completamente. Altrove… non del tutto.
        Ciao,
        Emanuele

        1. camu ha detto:

          Una volta tanto siamo perfettamente d’accordo 🙂

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