due chiacchiere

I parrucchieri all’Università di Boston

E poi mi dicono che devo cercare di essere ottimista e pensare che in Italia non va tutto così male come vogliono far crederci i mezzi d’informazione ed i vari gufi della politica. Anche volendo foderarsi gli occhi con dell’ottimo prosciutto di Parma dolce, non si può fare a meno di sentire un brivido lungo la schiena leggendo l’intervista a Gigliola Staffilani, che in Italia avrebbe fatto al massimo la parrucchiera, e che invece gli Stati Uniti hanno accolto a braccia aperte dandole un lavoro importante e ben pagato.

(da Riviera Oggi) Un lavoro di parrucchiera a Martinsicuro il futuro che le era stato prospettato. Insegnante di matematica al Massachusetts Insitute of Technology (Usa) quello che è invece diventata. Segno che quando agli ostacoli e alle difficoltà che la vita inevitabilmente pone lungo il percorso si risponde con tenacia, grinta, impegno e determinazione, si può vincere la partita con il destino.

Io ho provato a lavorarci in un’università italiana, ed ho vissuto in prima persona le cose che racconta Gigliola, posso confermare che non si tratta dei deliri di una poveraccia che sputa veleno contro un sistema che non l’ha accettata. Ecco, se proprio Monti vuole salvare lo Stivale, invece che rubare la pensione a quelli che già ne prendono poca, dovrebbe pensare a riformare un sistema di caste che ha bloccato il Paese per fin troppi anni.

In questo periodo l’Italia non mi manca affatto, anzi sono contenta di non viverci. Sono molto preoccupata per la situazione economica, per la cultura basata sull’apparenza che è stata “predicata” e “attuata” negli ultimi dieci anni, per l’instabilità dei valori, per come le donne sono troppo spesso vittime di violenza, domestica e non. I ragazzi non vogliono più andare a scuola “perché tanto non serve a niente”, e non c’è più rispetto per la cosa pubblica. Per tutte queste ragioni preferisco stare fuori dall’Italia e sperare che lo spirito italiano, quello intraprendente, lavoratore, geniale, torni a galla e aggiusti il tutto.

Commenti

  1. Fiordicactus ha detto:

    Povera mamma, se stava in campagna in quel di Martinsicuro, fare la parrucchiera, magari di qua di Tronto (nella Città sulla Costa), dove poi ha studiato al Liceo, le poteva sembrare un ottima cosa per sua figlia … 🙂

    Evidentemente, a Gigliola, come alla FigliaPiccola i nostri confini stavano stretti, contenta che lei ce l’abbia fatta . . . ho speranze che anche la FigliaPiccola possa un domani trovare la sua felicità professionalmente parlando.(se è negli USA, va be’, prenderanno lo stesso aereo!) 🙂

    Ciao, Fior

  2. Massimo ha detto:

    Vorrei scappare anche io da questo paese, fatto solo di furbetti ed evasori. Camu mi spieghi una classica giornata americana?
    Max

    1. camu ha detto:

      @Massimo: bella domanda. Ottimo spunto per farci un post 🙂 Ci lavoro un po’ sopra…

    2. Federica ha detto:

      @Massimo: Io credo di averne parlato molte volte sul mio blog…e alcuni dettagli li inserisco tuttora, quando penso a cosa la facevo automaticamente…e qui ora manca!
      Tutto tenendo conto però che Los Angeles non è New York!

  3. Fiordicactus ha detto:

    Ma quelli di Riviera oggi lo sanno che li hai citati??? 🙂
    Adesso chi li tiene più . . . al giornale on line concorrente si deprimeranno! 🙂

    Ciao, Fior

    1. camu ha detto:

      LOL no, in effetti non lo sanno 🙂 Tu conosci qualcuno da quelle parti?

  4. Jack ha detto:

    ma… questa gente che sviluppa modelli matematici, che inventa cose nuove come fossero pane giornaliero, e poi ti vengono a dire che non sono cervelli in fuga, ma si prendessero un minimo di meriti! 😀

  5. Pesso ha detto:

    Secondo me centra il punto quando dice che “non c’è più rispetto per la cosa pubblica”, anche se io direi piuttosto che non c´è mai stato! La nostra è una tara culturale ed è (anche) questo che ci ha condotto dove siamo. E´ inutile dare la colpa alle riforme economiche (lungi da me difendere Monti, ma obiettivamente: o così o a spasso) o ai “gufi della politica” che non sono in grado di valorizzare i nostri cervelli. E´la nostra società intera che non è capace di farlo, la politica non ne è altro che lo specchio.
    Comprendo benissimo lo sfogo di Gigliola, e mentre scrivo queste righe dal computer dell´università di Bologna sogno di poterlo fare da un campus americano come quello del MIT. Se i cervelli scappano, qualcuno li lascia partire a cuor leggero.

    1. camu ha detto:

      @Pesso, ti lascio il commento soltanto perché oggi mi sento buono, ma il tuo indirizzo IP da cui hai scritto il commento è in Germania, non a Bologna. Se stai cercando di fare spam, per favore vallo a fare da un’altra parte…

  6. Pesso ha detto:

    Si parlava per l´appunto di fuga di cervelli! 🙂

    1. camu ha detto:

      Si ma tu dici di essere a Bologna, nel tuo precedente commento…

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