due chiacchiere

Per fortuna Sunshine sa dove vado

Avevo già letto su alcuni blog americani questa notizia, ma pare che adesso sia arrivata anche in Italia, creando grandi allarmismi: il tuo iPhone sa dove sei, ne tiene traccia e lo dice pure alla Apple 🙂 Però pochi ne parlano, ed ovviamente i seguaci omertosi del signor Jobs si guardano bene dal propagandare questa inquietante funzionalità nascosta. Già, perché alla fine della fiera è sempre Microsoft la sorgente di tutti i mali, e la Mela quella che ci salverà e condurrà in un posto felice e senza schermate blu. Se segui questo blog da un po’, saprai che non sono mai stato un grande fan di Jobs, e l’unico motivo per cui ho un iPhone è che me l’hanno dato al lavoro, pur avendo io richiesto un dispositivo Android (a caval donato non si guarda in bocca, sob). Comunque, ho scaricato l’applicazione, ed a quanto pare tiene traccia di almeno 4 mesi di miei spostamenti. Per fortuna per sunshine, altrimenti nota come la camu-moglie, non ho segreti. Ma la domanda che tutti si fanno è: a quale scopo Apple ha inserito questa funzione?

Commenti

  1. Stefano ha detto:

    Dunque da quel che ho capito, anche se a dire la verità non ho letto moltissimo, credo si tratti di una sorta di bug presente da qualche versione di iOS.

    Dovrebbe essere una sorta di cache delle posizioni visitate utilizzata per i servizi di geolocalizzazione, destinata a cancellarsi dopo un breve periodo di tempo, ma evidentemente c’è qualcosa che non funziona come dovrebbe.

    1. camu ha detto:

      @Stefano: il fatto è che io quella funzione la tengo sempre rigorosamente disattivata 🙂 Anche perché mi risparmia un po’ di batteria…

  2. Emanuele ha detto:

    camu, non sono del tutto d’accordo con quanto hai scritto. Innanzitutto perché non è vero che non se ne stia parlando: se frequenti un po’ di blog su smartphone o anche mondo-Apple vedrai che sono stati scritti vari articoli (sia in Italia che all’estero), alcuni poi sono veramente scrupolosi ed analizzano in dettaglio la questione. Inoltre (sniffing del traffico alla mano) è attestato che quei dati non escano assolutamente dai dispositivi con iOS e certamente non finiscono nelle mani di Apple. Altra inesattezza è la tua “ancora-di-salvezza” chiamata Android: sappi che anche Android ha una sua cache geolocalizzata che – al contrario di Apple e forse persino più grave – viene inviata ai server di Google ogni ora.
    Non sono qui per difendere la Apple, se leggi i miei commenti su melamorsicata (lì si che son partiti difendendo la Apple per partito preso) vedrai che mi lamento anch’io di questa mancanza di trasparenza ma non volevo neanche leggere qui così tante inesattezze (che fanno molto gossip tecnologico cattura stupore). Forse, anche tu, ti sei affidato alle prime tre fonti trovate in giro che hanno scritto solo le parti che potevano creare più scalpore in giro.
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      Grazie per le precisazioni. A me risulta che i dati siano inviati ad Apple (non ho la fonte con me visto che ti rispondo proprio dall’iphone) ma sono certo che i tuoi informatori siano più attendibili 🙂 in merito al “non se ne parla in giro” mi riferivo ai tanti blog non tecnici (anche il tuo?) dove i tenutari sono aficionados della mela e ne cantano le lodi ad ogni nuovo gadget che esce, ma tacciono in questi frangenti. Negli ambienti “specializzati” mi pare ovvio che se ne stia parlando, ma quelli sono circoli accessibili a pochi eletti 🙂

      1. Emanuele ha detto:

        Io non ho avuto il tempo di farlo, ma sembra che il mio blog abbia smesso d’essere un blog tecnico da un bel pezzo! Figurati che ho da mesi in bozza un articolo sulle mie impressioni sull’iPhone… l’ho da 5 mesi e non sono ancora riuscito a finirlo!
        Se mi trovi la fonte che mostra che i dati finiscono nelle mani di Apple mi fai un favore ma da ciò che ho letto io in giro (guarda qui ad esempio) non è così.
        Comunque io ho visto persino articoli al telegiornale (molto pressappochisti ed allarmistici devo dire…).
        Ciao,
        Emanuele

    2. camu ha detto:

      Trovata la fonte 🙂 [link rimosso perché inesistente]

      1. Emanuele ha detto:

        Scusa ma quello mi sembra un articolo di un anno fa inerente un altro problema (correlato): Apple (e non è una novità) richiede dati sulla geo-localizzazione per i suoi servizi (vedi Find my iPhone) e deve ovviamente prenderli dal dispositivo. In quell’articolo si fa notare che Apple, ovviamente, ha dovuto modificare la sua privacy policy per far ciò. Il problema odierno (e confermo che sia un problema) è che esiste un db storico delle posizioni geografiche registrate dal dispositivo. Si è evinto però che Apple non riceva mai consolidated.db mentre Google riceve ogni ora l’aggiornamento dei dispositivi e per questo mantiene una semplice cache.
        Premesso che non mi piace nessuna delle due realtà, personalmente reputo più invasiva quella di Google col suo Android.
        Ciao,
        Emanuele

        1. camu ha detto:

          Grazie per il chiarimento 🙂

        2. Emanuele ha detto:

          Ecco, e adesso se non arriva il post contro Google penserò che anche tu fai parte di quella stampa che si scaglia sempre e solo contro chi non vede di buon occhio ma è disposto a soprassedere sui difetti dei propri pupilli! 😛
          Ciao,
          Emanuele
          PS: il punto è che ormai la tecnologia ci traccia sempre di più… e non esiste multinazionale “santa”: i dati di profilazione, seppur resi “anonimi”, è chiarissimo che valgono miliardi.

        3. camu ha detto:

          @Emanuele: prima di fare il post contro Google, voglio vedere quello contro Apple di chi la loda e difende sempre a spada tratta, a prescindere 🙂 Chiedo troppo?

        4. Emanuele ha detto:

          No beh, di gente simile non ne manca, se vuoi fai un salto qui oppure qui: io sto pensando di rimuovere quel blog dai feed… non si può essere tanto accondiscendenti “solo perché è Apple”.
          Io apprezzo i prodotti della mela perché è un ecosistema che, da ingegnere, vedo funzionare bene per tanti motivi… ma questo non significa che sia perfetto o che non abbia aspetti che rivedrei diversamente. Bisogna saper apprezzare e criticare, sempre. Altrimenti si sta semplicemente idolatrando…
          Il discorso vale ovviamente anche per Google che fa “don’t be evil” come suo motto e poi ogni ora geolocalizza i dispositivi silenziosamente…
          Ciao,
          Emanuele

  3. Emanuele ha detto:

    Ah, leggi (a partire da) questo, c’è un articolo del WSJ interessante.
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: beh, iPhone fa lo stesso con iAd o sbaglio? E poi suvvia, Jobs che punta il dito contro Google per distrarre l’attenzione dalla notizia sui suoi telefoni è da bambini delle elementari, dai!

      1. Emanuele ha detto:

        Parlare di iPhone fa vendere di più, nell’articolo si parla degli smartphone in generale e poi la foto è di un iPhone… lo sanno bene i giornali.
        Comunque camu io non sono qui per difendere Apple, se leggi i miei commenti in quei due link passati prima vedrai che anch’io sono contrario a questa invasività (non mi piace neanche se i dati rimangono in locale), cerco di essere obiettivo e Google tra le due mi sembra quella che, da questo punto di vista, ne tragga vantaggi maggiori al momento. Poi è ovvio, se si scopre che anche Apple accede a quei dati il discorso cambia: al momento sembra però che usi il db semplicemente per velocizzare l’accesso alle wifi (tant’è che a differenza di Google non registra la posizione GPS ma si crea una mappa triangolando i segnali wifi).
        Ripeto che, ovviamente, mi piacerebbe fosse possibile disattivare la funzione così come non amerei (nonostante non abbia neanch’io nulla da nascondere) che Google sappia sempre dove si trova il mio dispositivo Android.
        Ciao,
        Emanuele

        1. camu ha detto:

          @Emanuele: ma infatti io sono assolutamente d’accordo con te, sul fatto che alla fine non è solo iPhone da condannare. Però volevo controbilanciare, con il mio articolo, quelli che parlano SEMPRE bene di Apple a priori e si ostinano a tacere quando qualcosa non va. Il fatto che io abbia citato Android nel mio articolo è legato piuttosto alle funzionalità ed alle app disponibili su questo tipo di dispositivi, che a mio parere superano di varie lunghezze (calendario e posta in testa) quelle di Cupertino. Non era per difendere Google 😉

        2. Emanuele ha detto:

          E’ notizia dell’ultim ora che WP7 invia a Microsoft all’incirca gli stessi dati (compreso MAC Address questa volta). Diciamo che un po’ tutte le grosse compagnie hanno capito che il singolo dato vale poco ma la collezione intera ha un valore enorme… sanno dove la gente ama andare d’estate o il primo Gennaio. Sanno se eventi politici comportano spostamenti, sanno miliardi di cose che potrebbero sembrare stupide ma permettono di fare previsioni di mercato o sfornare funzioni mirate.
          Chi non capisce che questi dati non dovrebbero finire in mani loro Apple/Google/Microsoft (o HTC o chiunque altro) non ha capito proprio questo. Nessuno – in linea di massima – ha “qualcosa da nascondere”, forse è meno dell’1% la popolazione mondiale che deve vivere nell’anonimato. I dati valgono perché messi insieme spiegano migliaia di altre cose…
          Ecco, se il post lo scrivevi così, diciamo che mi piaceva di più. 😛
          Ciao,
          Emanuele

        3. camu ha detto:

          @Emanuele: la prossima volta, prima di scrivere qualcosa su Apple, ti consulto 😀 Ottima, comunque, la riflessione sull’utilità di questi dati aggregati.

        4. Emanuele ha detto:

          Ahaha… non è questione di Apple o meno, io sono contro questa subdola “bontà” delle multinazionali e sono convintissimo che per rimanere con competitività nel mercato, nessuna di esse si risparmia in azioni simili e ai limiti della legalità.
          Ciao,
          Emanuele

  4. Emanuele ha detto:

    Comunque la riflessione più seria l’ho letta non ricordo dove e faceva pressappoco così: “Ma Ruby non ha l’iPhone?”. 😀
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: a me quella che ha fatto più ridere invece è stata “oggigiorno non si può più essere malviventi e godersi gli ultimi ritrovati della tecnologia in santa pace” 🙂

      1. Emanuele ha detto:

        Ahaha… quant’era bello delinquere trent’anni fa! 😛
        Ciao,
        Emanuele

        1. camu ha detto:

          @Emanuele: comunque sulla storia di Ruby, qui in America, nello stato del Michigan mi pare, lo fanno davvero di guardare nei cellulari per raccogliere prove su dove si trovava la persona al momento del delitto 🙂

        2. Emanuele ha detto:

          Eh qui se Ruby si propone parte civile in effetti potrebbe portarla anche come prova adesso… sempre che i suoi legali siano a conoscenza di ‘sti sistemi (ma d’altronde hanno già visto che ad Arcore è stata varie notti semplicemente dalle celle GSM a cui era attaccata…).
          Ciao,
          Emanuele

  5. Trap ha detto:

    Stallman non ha tutti i torti 😀

    “I cellulari sono il sogno di Stalin. Strumenti del Grande Fratello. Non ho intenzione di portarmi dietro un dispositivo che registra tutto il tempo dove vado e con chi parlo, che mi sorveglia e può essere usato per origliare le mie conversazioni”

    http://gadget.wired.it/news/cellulari/2011/04/15/stallman-smartphone-sogno-stalin.html

    Non è solo la Apple a controllarti, ma anche il provider.

    1. Emanuele ha detto:

      Si beh, che i provider sappiano dove siamo è noto da un pezzo. La nuova realtà da accettare/documentare/legiferare è che i produttori di device mobili sappiano dove siamo (per ora solo gli smartphone, poi i navigatori “sociali”, poi le fotocamere con modulino gps… etc).
      Stallman ha decisamente ragione. 😉
      Ciao,
      Emanuele

  6. Emanuele ha detto:

    Devo ancora trarre le mie considerazioni, in ogni caso è appena uscito a riguardo un comunicato stampa Apple: http://www.apple.com/pr/library/2011/04/27location_qa.html
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: “This data is sent to Apple in an anonymous and encrypted form. Apple cannot identify the source of this data” visto che avevo ragione io allora? 😀

      1. Emanuele ha detto:

        Non è piaciuto neanche a me e come dicevo io nessuna di queste multinazionali vuole rinunciare a quei dati…
        Ciao,
        Emanuele

      2. Emanuele ha detto:

        Comunque, in realtà, fanno una cosa un tantino diversa (rileggendo meglio). Non tracciano la posizione dei dispositivi, probabilmente perché in America è vietato tracciare un dispositivo senza avere un permesso giudiziario (altrimenti son sicuro l’avrebbero fatto), piuttosto loro salvano le posizioni delle wifi intercettate, così da poter velocizzare la localizzazione del dispositivo quando usi una mappa o quando devi scattare una foto (con le info di geolocalizzazione al seguito). Sai bene che per una localizzazione classica via GPS i chip attuali necessitano di qualche minuto e non andrebbe bene per una foto in cui la app viene chiusa dopo poco o comunque il dispositivo può spostarsi.
        Mi sembra giusto ragionare in questi termini e non su quelli da “grande fratello” perché, in effetti, sono due cose abbastanza diverse. Finché si fa questo, può anche starmi bene, anche perché i dati sono “anonimizzati”, nessuna informazione sul tuo dispositivo viene registrata.
        Ciao,
        Emanuele
        PS: volevo scriverti un’altra cosa ma mi sono appena accorto che su questo blog non è possibile linkare uno specifico commento (non mantieni da qualche parte un link con anchor…).

        1. camu ha detto:

          Sono sempre stato un accanito oppositore del deep linking 🙂 Per il resto mi trovi d’accordo ma è bene comunque che la gente sappia. L’omertà di certi blog non fa bene a nessuno…

  7. Emanuele ha detto:

    Nono, è giusto che la gente sappia, questo è sicuro. Se vedi l’ultimo post a riguardo di melamorsicata… assurdo, un finale che giustifica troppo. Io penso che Apple un minimo, come tutte, su ste cose ci marcia.
    Per il deeplinking peccato, è comodo poter segnalare un singolo commento…
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: beh, se proprio vuoi, spulciando nel codice sorgente l’ancora al commento c’è 😉 Solo che non è una cosa che reclamizzo volentieri eheh

      1. Emanuele ha detto:

        Si ma cavoli, non puoi chiedermi di verificare tramite il sorgente… mentre sto commentando voglio un sito funzionale, non un codice sorgente miracoloso! 😛
        Ciao,
        Emanuele

        1. camu ha detto:

          @Emanuele: beh allora accontentati di quello che passa il convento 😀

        2. Emanuele ha detto:

          Sicuro eh. Ma non diventarmi troppo Google-centrico… che so perché rinunci a quei link! 😛
          Ciao,
          Emanuele

        3. camu ha detto:

          Sshhhh non dirlo a nessuno 🙂 Scherzi a parte, il deep linking non mi è mai piaciuto a prescindere, sui commenti. Mi piace che la gente veda tutta la discussione, non solo dei pezzi…

        4. Emanuele ha detto:

          Si ma può essere utile, come serviva a me per segnalarti un determinato commento. Tra l’altro ho notato che è la nidificazione (che brutta parola) dei commenti che allontana le persone dal seguire tutto lo stream e li spinge a focalizzarli solo sul loro thread (accade spesso nelle pagine con molti commenti).
          E poi è Google che deve adattarsi a noi e non – totalmente – il contrario. Finché fai qualcosa conforme agli standard (W3, accessibilità…) secondo me è lecito ed utile.
          Ciao,
          Emanuele

        5. camu ha detto:

          Facciamo così, se vedo che la cosa è richiesta da più persone, la aggiungo 😉

        6. Emanuele ha detto:

          So bene d’essere l’unico rompiballe, tranquillo! 😛
          Ciao,
          Emanuele

  8. Emanuele ha detto:

    Tadà. Dovevo fartela vedere per forza. 😛
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      In effetti è perfetta per gli argomenti recenti che ho trattato…

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