due chiacchiere

Un passo indietro

Ho contattato un mesetto fa un gruppo che si occupa di valutare l’accessibilità (e ti pareva) dei siti web di tutto il mondo. Chiedendo loro se potevano dare un’occhiata al mio, e suggerirmi eventuali problemi o aree in cui migliorare l’interazione con i visitatori. Mi hanno risposto che avrebbero messo la mia richiesta in coda, facendomi notare però subito un problema nel rispetto degli standard: sebbene avessi specificato come tipo di documento un XHTML 1.1, avevo omesso di modificare il cosiddetto mime type con cui venivano servite le singole pagine.

Non si trattava di una dimenticanza, lo ammetto, ma di una cosa che non sapevo: lo standard prevede che la versione “uno punto uno” del linguaggio XHTML sia servita come application/xhtml+xml anziché come text/html come si usava in precedenza. Così mi sono documentato sull’argomento, scoprendo tra l’altro un interessante sito che affronta in maniera spiritosa e semplice le questioni dell’accessibilità: Wazzubi.com (peccato che non sia più online, nda). Dopo essermi erudito, sono giunto alla conclusione che la versione 1.1 di XHTML è “troppo nuova” per la media dei browser disponibili sul mercato, e sono tornato alla versione 1.0.

Ci sarebbe la possibilità di modificare il sistema di gestione per servire il corretto mime type ai browser che già supportano la nuova funzionalità, mantenendo quindi la versione 1.1 del linguaggio. Ma la domanda a questo punto diventa: serve davvero essere così alla “moda” oppure è più facile fare un passo indietro e rispettare meglio gli standard? Perché complicarsi la vita quando in effetti su queste pagine non faccio un uso reale dello standard più aggiornato? Domanda retorica…

Commenti

  1. Trap ha detto:

    Diceva lo stesso Donald Knuth: “Premature optimization is the root of all evil”

  2. P|xeL ha detto:

    Conoscevo quell’articolo e… era da tempo che volevo parlarne ma non ho mai trovato il tempo di farlo in modo completo. Mi hai anticipato, però è una cosa sulla quale dovremmo riflettere (almeno noi geek! :-P).
    Ciao,
    P|xeL

  3. camu ha detto:

    Sono d’accordo con entrambi: spesso la corsa agli “armamenti tecnologici” per essere all’ultima moda, si traduce nell’incapacità di rispettare correttamente le specifiche tecniche. Per fare un “buon” web non basta una bella grafica o qualche funzione “stile due punto zero” sparsa per il sito.

  4. Elfuccia ha detto:

    Ciao! Concordo pienamente con te, anche se credo che si debbano considerare con attenzione i “passi indietro”… in fondo la virtù sta nel mezzo 🙂
    Complimenti per il bellissimo e interessantissimo blog: è fatto veramente bene!

  5. camu ha detto:

    elvino, prima di tutto complimenti per il tuo sito, semplice e molto accessibile; riguardo alla descrizione di quell’articolo, è ciò che dicevo io nella domanda finale: vale davvero la pena complicarsi la vita come spiega l’autore, andando a modificare le funzioni interne del sistema? Riportandole ogni volta che esce una nuova versione di wordpress?

  6. Elvino ha detto:

    camu grazie dei complimenti!
    Sto facendo alcuni test in wp 2.2.1, con negoziazione del mime type come descritto nell’ articolo sopra, più l’ utilizzo di un diverso Doctype in base al mime type stesso.
    XHTML 1.0 Strict con text/html o XHTML 1.1 con application/xhtml+xml, esclusivamente modificando il file header.php di un tema.
    Per ora sembra perfettamente ok…
    Quando e se riesco a fare qualcosa di decente, poi posto l’ url.
    Ciauz

  7. Elvino ha detto:

    Vale davvero la pena complicarsi la vita come spiega l’autore, andando a modificare le funzioni interne del sistema?

    In un’ ottica di anticipare i tempi, dipende sopratutto se in futuro lo standard diventerà XHTML 2 o HTML 5.

Lascia un commento