due chiacchiere

Autenticazione vocale

Quando mi registro su un nuovo sito per fruire di un qualche servizio, spesso mi viene chiesto di digitare una sigla “deformata”, riportata all’interno di un’immagine. In gergo viene chiamato test captcha (su Wikipedia puoi leggere tutte le informazioni in merito), e serve per scoraggiare i software automatici che vagano per la rete infiltrandosi nei forum o registrando automaticamente migliaia di utenti fittizi. Ma l’accessibilità?

Il difetto maggiore di questa tecnica sta nel fatto che un disabile non vedente, non è in grado di registrarsi presso quel servizio, in quanto non può vedere l’immagine e quindi non sa cosa c’è scritto. In effetti, i software che si tenta di tener lontani, sono al pari dei non vedenti, riescono soltanto a leggere le parole, non le immagini. Allora i cervelloni di Google hanno inventato una soluzione: la pronuncia vocale del codice da introdurre.

Un esempio di captcha su google

Gli utenti troveranno presto un simbolino apposito accanto all’immagine, cliccando il quale si potrà ascoltare il codice da digitare. Ciò in effetti può tornare comodo anche a coloro che vedono, ma hanno problemi ad interpretare la scritta deformata, per qualche motivo. Insomma, come al solito Google è sempre un passo avanti.

Commenti

  1. Trap ha detto:

    Wow! Che innovazione 🙂 Intanto ho anche io il mio gravatar… vediamo se si vede 😛

  2. camu ha detto:

    certo che si vede 🙂 ma chi ti ha ispirato questa figura da talpa al lavoro? Non era meglio una cosa tipo questa?

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