due chiacchiere

Baratteresti felicità e democrazia?

Da qualche tempo ho preso a seguire su YouTube il canale Nova Lectio, in cui il toscano Simone Guida, classe 1992, si occupa di divulgazione culturale dedicato alla storia, alla geopolitica e alle questioni sociali. I suoi video sembrano essere confezionati in modo davvero professionale, sebbene qualcuno su Reddit dice che ogni tanto anche lui spara qualche minchiata. Grazie a Simone ho avuto modo di scoprire e rivivere vari capitoli della storia del Belpaese e non solo, dalle vicende intorno al caso Sindona all’organizzazione politica ed economica di nazioni di cui non conoscevo neppure l’esistenza. L’altra sera ho guardato il video in cui si parla di Singapore, che durante la narrazione viene descritta come un’autocrazia ideale, un paradiso in cui la disoccupazione è sempre bassa, il reddito pro-capite è migliore degli Stati Uniti, e la criminalità pressoché inesistente. Certo, prosegue Simone, ci sono vari risvolti della medaglia, come la limitazione della libertà di stampa, o il fatto che i genitori spesso educhino i loro figli con punizioni corporali, oppure ancora che vi siano multe salatissime per chi getta una carta per terra.

Le tre torri simbolo di Singapore

Però Singapore è trentesimo nella lista dei Paesi più felici al mondo. La Francia è ventisettesima, mentre per l’Italia bisogna scorrere fino al 41esimo posto. Poi come facciano gli Stati Uniti ad essere al 23esimo posto ed Israele al quinto è tutto un mistero, ma tant’è. Proprio partendo da queste considerazioni, e leggendo alcuni dei commenti in calce al mio recente post su Reddit, mi chiedevo se la forma odierna di democrazia al soldo della finanza, in cui si buttano nel cestino tradizioni e cultura in nome del portafogli, sia davvero migliore di un’autocrazia illuminata come quella che la dinastia Lee, con l’appoggio del Partito Popolare d’Azione (un partito conservatore nato dalle ceneri di un partito di sinistra), ha messo in piedi a Singapore. Perché in occidente ci vantiamo sempre di essere liberi, ma in fin dei conti, lo siamo veramente? Lo siamo quando in America le mamme hanno solo 6 settimane di congedo parentale mentre si spendono fantastilioni in arsenali militari? Lo siamo quando la criminalità in certe aree del Belpaese strozza gli onesti fino alla disperazione? Lo siamo quando andiamo a votare, ma alla fine non cambia mai nulla e si fatica ad arrivare a fine mese?

Lo so, appena qualcuno dice autocrazia, la mente corre a Putin o chissà quale dittatore in giro per il mondo. Ma non deve essere necessariamente così: il modello di Singapore, con le persone giuste a cui verrebbe dato il potere di portare avanti la propria agenda senza sé e senza ma, potrebbe creare un mondo migliore per tutti. La democrazia è nata dalla resistenza del popolo al dominio autocratico dei monarchi tirannici dei secoli scorsi, come ad esempio durante la Rivoluzione Francese. Se le persone sono scontente del loro governo, hanno il potere di chiedere un cambiamento. Ma poi rifletto sul fatto che per la prima volta meno del 50% degli aventi diritto ha votato alle recenti europee. Oppure che fra qualche mese le uniche due scelte sulla mia scheda elettorale saranno Biden o Trump. Ed allora mi chiedo se davvero ho ancora il potere di chiedere che le cose cambino. Forse tanto vale togliere il velo da questa ipocrita messinscena: i governi autocratici possono essere migliori di quelli democratici, quando si preoccupano del loro popolo. Lee Kuan Yew ha governato l’isola per più di 30 anni, ed ora Singapore è uno dei paesi più sviluppati in Asia e rivale di Hong Kong per la corona di principale hub finanziario regionale. Nel frattempo l’Europa e gli Stati Uniti brancolano nel buio dell’incertezza.

Basterebbe semplicemente copiare la sua ricetta per filo e per segno.

Commenti

  1. ha scritto:

    A tessere le lodi di Singapore sono o gli expat o i “vincitori” del sistema… che è figlio di circostanze molto particolare e vive sullo sfruttamento di locali e migranti.

    Sono tanti i blog di singaporiani che hanno preferito andarsene e vivere nel nostro periglioso Occidente, perché non è tutto oro ciò che luccica, e il prezzo del successo può essere molto alto.

    Risposte al commento di Mondo in Frantumi

    1. camu
      ha scritto:

      Puntiamo il dito contro lo sfruttamento di locali e migranti che apparentemente avviene a Singapore, e poi però non ci accorgiamo che lo stesso problema ce l’abbiamo dentro casa. Il corpo in fin di vita del povero disgraziato di turno è stato letteralmente buttato sull’uscio di casa, cose che manco le bestie. Nella democraticissima Italia.

  2. Baratto inconcepibile ed inammissibile

    Risposte al commento di DANIELE VERZETTI ROCKPOETA ®

    1. camu
      ha scritto:

      Forse la cosa migliore, come dicevano i latini, è una via di mezzo. Come il presidenzialismo, appunto. Intanto, in America, zitti zitti, la destra sta proprio pianificando una presa di potere, nel caso di vittoria di Trump, che farà impallidire il nostro spoils system.

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