Il fine settimana senza un po’ di umorismo rischia di diventare più grigio. Ed allora eccomi arrivare in tuo soccorso con la barzelletta di oggi. Dato che si parla di New York, non potevo fare a meno di citarla. Allora, c’è una bionda che sale su un aereo per la Grande Mela. Senza neppure leggere sul biglietto quale posto le è stato assegnato, si siede in prima classe, nel primo posto libero che trova. Quando arriva l’effettivo proprietario del posto, trovandolo occupato, cerca di spiegare la cosa alla bella ragazza, che tutta impettita risponde “Sono bionda, sono bella, devo andare a New York e da qui non mi alzo.” Non sapendo che fare, il pover’uomo si rivolge ad un’hostess. Ma la tipa ripete anche a lei “Sono bionda, sono bella, devo andare a New York e da qui non mi alzo.”
Archivio degli articoli in umorismo, pagina 7
Due vecchietti molto arzilli
Da un po’ non pubblico una barzelletta, che aiuti a rendere meno pesante la giornata lavorativa. Questa la traduco dall’originale in inglese, che ho letto qualche giorno fa in rete. Se non ti piacciono le barzellette “sporche” evita di proseguire la lettura 😉 Una coppia di anziani al ristorante sta celebrando l’anniversario di matrimonio in intimità. Il marito si avvicina e sussurra nell’orecchio alla moglie “Ricordi la prima volta che abbiamo fatto l’amore cinquanta anni fa? Dopo aver cenato a questo stesso tavolo, siamo sgattaiolati nel retro, tu ti sei appoggiata alla ringhiera ed io ti ho amata”
Lei tutta assorta nei ricordi “Oh, come potrei dimenticarlo” guardandolo provocatoria. “Beh, che ne dici di farci un giretto nel retro per ricordare i vecchi tempi?” propone il marita. “Birbante, tu mi porti alla perdizione” annuisce lei. Al tavolo vicino, un poliziotto ha ascoltato tutta la conversazione, e pensa “Non posso perdermi questi due attempati che fanno sesso, li seguirò per assicurarmi che non combinino guai” e li guarda mentre i due si allontanano aiutandosi con il bastone. Leggi il resto di Due vecchietti molto arzilli
Le parole… chiavica
Ogni tanto, mentre analizzo le statistiche d’accesso per capire come migliorare i contenuti del mio blog, mi piace sbirciare tra le stringhe di ricerca con cui sperduti naviganti della rete sono approdati su quest’isola felice. Avendo lavorato qualche mese per Google (grazie ad una segnalazione di Matteo) come valutatore della qualità delle pubblicità AdWords, ne ho viste davvero di cotte e di crude. Quindi non mi stupisce troppo sapere che qualcuno ha cercato “sono una donna di 40 anni vorrei un terzo figlio” (ma vorrei capire su quale pagina si trova tale informazione, nel mio blog), oppure “sesso in casa con il postino” (devo mettere delle telecamere nascoste a casa mia per controllare mia moglie, mi sa). Leggi il resto di Le parole… chiavica
Basta con queste catene
Ho fatto ciò che mi hai detto. Ho spedito il tuo messaggio a dieci persone come mi hai chiesto, e sto ancora aspettando che il miracolo si avveri! Non voglio diventare come questo tizio qui sotto: anche lui sta ancora aspettando! Ha deciso di non mangiare, bere e addirittura di non muoversi, in attesa della buona sorte.

A tutti i miei amici che negli ultimi mesi mi hanno mandato messaggi di buona fortuna, catene di sant’Antonio, ed altre promesse di felicità nel caso avessi inoltrato la mail: non ne ha funzionato neppure una, di quelle cretinate! Per il 2009, gradirei ricevere soldi, buoni benzina, biglietti per il cinema e biglietti aerei. Grazie.
Confessiamoci con Google
No, non è l’ultima frontiera della religione attraverso la rete. Ma poco ci manca: guardando le frasi cercate dagli utenti di Internet per arrivare su questo blog, c’è proprio da chiedersi se non stiamo diventando un popolo di introversi che preferiscono nascondersi dietro un monitor, piuttosto che dialogare apertamente con la gente. Qualcuno ad esempio chiede a Google se può andare in vacanza ad ottobre, mentre un’altra cerca consigli per affrontare la relazione con il proprio ragazzo che la chiama solo per soddisfare le proprie pulsioni fisiche. Ma il mio premio virtuale va stavolta a chi ha cercato la ricetta per cucinare i mitici fagioli alla Bud Spencer. Chissà se è riuscito a trovarla! Leggi il resto di Confessiamoci con Google
Heroes? No, zeroes
Non ho commentato ancora il ritorno sul piccolo schermo (americano) della serie televisiva Heroes, forse perché già in rete si è detto tutto quello che c’era da dire. Molti scettici, come sempre, non capiscono che gli autori usano sempre la stessa tecnica: molta confusione all’inizio, che pian piano viene spiegata. In fondo se la serie deve durare qualche anno, non si può pretendere di sapere subito tutto. Il tempo dell’Uomo da 6 milioni di dollari o di Starsky e Hutch è finito: il nuovo canovaccio usa tecniche diverse. Ad ogni modo, io confermo tutta la fiducia agli autori. Intanto, per la serie “oggi è venerdì”, ti propongo una parodia di Heroes, quasi più spassosa dell’originale. Leggi il resto di Heroes? No, zeroes
Un cornuto alla finestra
Per l’angolo del buonumore del fine settimana, oggi ho deciso di darti un consiglio. A te che ami viaggiare in tutto il mondo. A te che vorresti andare in Russia. A te che hai sempre avuto una certa sensibilità per i disabili.

Il consiglio è questo: se qualcuno a Mosca ti taglia la strada mentre stai guidando, non fargli il gesto raffigurato qui sopra. Ho appena scoperto che nella lingua dei segni (per i non udenti) di quella Nazione, significa semplicemente finestra. Immagino cosa penseranno i non udenti russi che vengono in Italia: “ma perché la gente continua a dire ‘finestra’ urlando al tizio che lo precede in automobile?” 🙂 Al contrario, mettere il pollice tra l’indice ed il medio, mi dicono dalla regia, in Russia è molto offensivo. Misteri dei segni. Per i più curiosi, in inglese invece il segno delle corna vuol dire bullshit.
Per chiudere la settimana
Finalmente è Venerdì: anche questa settimana ce la siamo tolta di mezzo. Il mondo è ancora qui, l’esperimento del buco nero è andato bene. Se sei rientrato da poco dalle ferie, deve essere stata dura, lo so. Riprendere il ritmo non è mai facile, quando si sta così bene ammollo nell’acqua cristallina e ci si sveglia alle dieci del mattino, col profumo di un bel cornetto caldo ed un caffè appena fatto. Puff, tutto sparito. Almeno fino a Natale. Per consolarti, ti propongo una barzelletta del fine settimana, molto famosa qui in America: parla di quanto furbi siano gli Italiani che si sono trasferiti qui. Sarà vero? Sarà falso? Sarà… Ferguson? Leggi il resto di Per chiudere la settimana