due chiacchiere

La cena per farli conoscere

Un bravo Abatantuono (mi viene sempre il dubbio se scriverlo con una sola “b” o con due) è il protagonista di questa pellicola tutta italiana che anche recentemente ha riscosso un buon successo di pubblico e di critica: La cena per farli conoscere. In un certo senso la trama mi ricorda quella dei film di un Verdone in gran forma degli anni novanta: un attore televisivo che non riesce più a rimanere sulla cresta dell’onda, inizia a deprimersi e a far disperare le sue tre figlie, che non lo amano certo alla follia. Ma per il bene del padre, decidono di farlo incontrare con una donna, che potrà eventualmente fargli dimenticare i suoi dispiaceri.

In rete ho letto diversi commenti negativi, prima di guardare il film. Ne riporto uno preso dal sito che segnalavo poco sopra, giusto per darti un’idea:

Un film presentato come una commedia sentimentale da sottotitolo risulta essere invece un drammatico e lento susseguirsi di dialoghi poco convincenti e annoianti, la locandina anch’essa troppo da commedia tende a equivocare la trama. Insomma mi aspettavo di più da Avati e Abatantuono, anche se quest’ultimo risulta insieme alla Incontrada l’elemento più godibile anche se sottotono rispetto al suo potenziale. Poi la cena che dovrebbe incentrare tutta la storia a che si riduce? Ad una irritante interpretazione di una inutile (e secca) Francesca Neri.

Personalmente ritengo invece di dare un voto positivo a questa pellicola: vuoi per la comicità delle tre figlie (bravissima la Incontrada), vuoi per le scene tragicomiche del povero Abatantuono con l’occhio gonfio che cerca di rivalersi sul medico francese.

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