due chiacchiere

Due anni sul suolo americano

Anzi, praticamente 25 mesi, per essere  precisi. Eh già, era il 26 Febbraio 2008, io non dormii per tutta la notta, la mattina alle 11 avevo l’aereo della Lufthansa che mi avrebbe portato nel Paese a stelle e strisce, via Francoforte. Il taxi arrivò in ritardo, e quando all’autista, giusto per scambiare due parole, dissi che me ne andavo dall’Italia, lui mi fece tutta una ramanzina sull’orgoglio nazionale, e sul fatto che lui non se ne sarebbe andato per nulla al mondo. Insomma, un modo “piacevole” per scrivere le ultime parole di quel capitolo della mia vita. All’aeroporto arrivai carico come un mulo (non puoi immaginare cosa voglia dire fare un trasloco transoceanico eheh) e mi fecero pagare 90 euro di sovrapprezzo per una valigia che superava i 25 chili consentiti.

Del volo ricordo, stranamente, ben poco. Cercai di dormire più che potevo, per avvantaggiarmi sul fuso orario, ma l’eccitazione era troppa. A Newark (più comodo del JFK, per me che vivo in New Jersey) era sera quando arrivai. Passai una buona oretta con quelli dell’ufficio immigrazione, per compilare moduli, stampare impronte digitali, firmare carte e via dicendo. Assieme a me due ragazze, probabilmente due studentesse, alle quali avevano dato un visto temporaneo. Era la prima volta che mi trovavo “da solo” in America, in passato c’era sempre stata mia moglie ad aiutarmi con il mio inglese stentato, quando parlavo con degli americani. Il tipo dell’immigrazione però era evidentemente abituato ad interagire con gente dall’inglese zoppicante, e cercò di mettermi a mio agio parlando piano e scandendo le parole.

A due anni di distanza, il mio inglese è molto meno stentato (o forse è la gente che mi sta intorno ad aver imparato ad interpretare le mie sentences) e guardando quello che sta succedendo nel Belpaese, sono contento di aver fatto questa scelta. Già solo per il fatto che qui abbiamo Obama e lì c’è Berlusconi. Qui il governo ha fatto passare una riforma sanitaria dalle proporzioni storiche, che ridurrà finalmente il divario tra gli Stati Uniti e le altre nazioni civilizzate dell’occidente in fatto di assistenza alle persone ammalate. Lì il governo ha fatto passare in tempi record una legge che “pastrocchia” la normativa sulle liste elettorali, di fatto mandando il messaggio “le regole (come quella sulle tempistiche per presentare la propria coalizione) sono fatte per essere aggirate”. Ma la cosa che mi lascia seriamente interdetto è l’assenza di opposizione vera, di un’alternativa credibile. Almeno qui abbiamo sempre la Palin!

Commenti

  1. Silvana ha detto:

    Oddio la Palin NO!
    Comunque, carissimo, hai fatto bene ad andartene, siamo un paese che non produce più idee e cultura, ci troviamo con uno come Berlusconi che non è un politico è un signore che ha pensato bene di sfruttare lo stato e le sue istituzioni per mettersi al riparo da guai giudiziari.
    Dammi retta, resta negli States.
    Ciao
    S.

  2. scoutbono ha detto:

    Ma perchè quando si parla di Governo Italiano si sottointende un Potere Democratico?
    Oramai è chiaro che non esiste, che il potere è unicamente in mano a una persona. La mia unica speranza è che le cose cambino grazie all’ausilio di madre natura….
    O che io me ne vada da questo paese e che trovi il modo di vivere nelle terre degli gnomi e dei leprecauni!!!!

  3. patty ha detto:

    Cosa ne pensi?
    Solo sotto la tirannia il titolare del potere può sottrarsi al ” criterio della pubblicità per distinguere il giusto dall’ingiusto, il lecito dall ‘illecito”; solo per il tiranno “pubblico e privato coincidono in quanto gli affari dello Stato sono i suoi affari e viceversa” secondo la lezione di Norberto Bobbio ne Il futuro della democrazia.
    Oggi, come il tiranno dei classici, il premier ritiene che per lui sia lecito tutto. In fondo la caratteristica dell’uomo tirranico è credere di potere tutto.
    Allora il mio, il nostro Paese non è più un paese democratico.
    Hai fatto un’ottima scelta, Camu.

  4. Emanuele ha detto:

    Indipendentemente dal luogo e dalla politica, auguri per l’anniversario di questa tua avventura! 😉
    Ciao,
    Emanuele

  5. palbi ha detto:

    siamo arrivati quasi insieme! Pensavo fossi qui da molto + tempo e invece tecnicamente il piu’ anziano sono io (arrivato il capodanno del 2007)
    Lo rifarei? Millemila volte 🙂

  6. lurebu ha detto:

    Accidenti che coraggio ! Complimenti 🙂
    … va bene un po di invida ce l’ho, lo ammetto 😀
    Che altro dire .. AUGURIII 😀

  7. camu ha detto:

    @Silvana: e chi si muove 🙂
    @scoutbono: chi vive sperando muore disperato… questo proverbio m’ha convinto ad andarmene il prima possibile!
    @patty: condivido in pieno le tue parole, e secondo me già 20 anni fa si poteva intravedere la direzione presa dal Belpaese, nell’eleggere i suoi politici. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso
    @Emanuele: thanks, dear!
    @palbi: eh, le coincidenze… magari ci siamo pure incontrati al consolato di napoli a ritirare i visti 🙂

  8. CyberAngel ha detto:

    Ben partito camu! sigh… 🙂

  9. 90€ di sovrapprezzo?? ammappete!
    io per non pagarli mi sarei messa tutto addosso.
    anzi, no, aspetta. l’ho fatto.

  10. camu ha detto:

    @la Ragazza con la Valigia: eheh 🙂 no, nel mio caso era una valigia piena di roba non indossabile (libri, documenti vari, ecc)

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