due chiacchiere

Forza Gigi, non mollare

In genere la mattina, mentre faccio colazione, do una lettura veloce ai siti dei quotidiani italiani per tenermi aggiornato su quello che succede dall’altro lato del laghetto (altrimenti noto come oceano Atlantico), come direbbero da queste parti. L’altro giorno, un nome che mi è stato molto a cuore a tempi dell’università, ha colto la mia attenzione in un trafiletto: Gigi D’Agostino. Un noto deejay della fine degli anni Novanta, che ha accompagnato tante mie biciclettate mattutine mentre mi recavo a lezione ascoltando le sue creazioni sul mio piccolo lettore MP3 tascabile, o in macchina il pomeriggio sulla stazione radio M2O (chissà se ancora raccoglie il consenso popolare che aveva in quegli anni), mentre andavo alla piscina comunale a farmi una nuotatina. Quanti bei ricordi! Peccato che, dopo essermi trasferito in America, ho perso le tracce di quest’eccentrico artista torinese. Il trafiletto in questione racconta della sua malattia, di cui non sapevo nulla, e mostra una foto recente in cui Gigi cammina verso la macchina fotografica appoggiato ad una specie di girello. Gigi, noi che ti abbiamo seguito nel tuo cammino, ti siamo vicini in questo momento difficile!

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