due chiacchiere

Il litio è raro, eppure non lo ricicliamo

Devo ammetterlo, il documentario di Greta Thumberg che ho guardato qualche mese fa, non ha certo contribuito a migliorare lo stato di leggera depressione con cui convivo negli ultimi anni. D’altro canto, c’è poco da stare allegri di questi tempi: negli ultimi quindici anni abbiamo attraversato due crisi finanziarie, una pandemia mondiale ed una guerra fin troppo vicina a casa nostra (non che le altre siano di serie B, sia ben chiaro). Tutto questo mentre i governanti si dimostrano sempre più incompetenti sia a destra che a sinistra, ed il tempo a nostra disposizione per salvare il pianeta è praticamente scaduto, stando a vari scienziati che di queste cose se ne intendono. Ovunque mi giro, le notizie sconfortanti piovono a catinelle da ogni parte. Prendiamo il litio ad esempio: le auto elettriche ed i cellulari, giusto per citare un paio di prodotti comuni, ne fanno un grande uso, eppure nessun governo sembra porsi il problema di riciclarlo in maniera organizzata.

Batterie viste dall'alto, disposte a formare tre frecce che puntano in varie direzioni

(da ArsTechnica) C’è una disparità estrema tra batterie al litio e al piombo. Nel 2021, il prezzo medio di una tonnellata di carbonato di litio era di 17.000 dollari rispetto ai 2.400 dollari  del piombo, che ancora si usa in batterie più piccole. Eppure si preferisce continuare ad estrarre litio fresco dalle miniere. Lo squilibrio del riciclaggio è controintuitivo anche in termini di approvvigionamento: le fonti globali di litio ammontano a 89 milioni di tonnellate, la maggior parte delle quali provengono dal Sud America. Al contrario, la fornitura globale di piombo ammonta a 2 miliardi di tonnellate, secondo stime recenti di istituti internazionali. Eppure uno studio all’inizio di quest’anno dell’Indian Institute of Science ha rilevato che meno dell’1% delle batterie agli ioni di litio viene riciclato negli Stati Uniti e nell’Unione Europea rispetto al 99% delle batterie al piombo. Secondo lo studio, le sfide del riciclaggio vanno dalla tecnologia delle batterie in continua evoluzione al costo della spedizione dei materiali pericolosi fino a normative inadeguate.

Intanto le auto elettriche continuano a costare un occhio della testa, ovviamente non solo per mancanza di materie prime (il nickel russo ce lo potremo scordare per un po’), ma per vari problemi della catena di distribuzione internazionale. Alcuni governi (non quello americano, sigh) stanno distribuendo contributi a pioggia per calmierare il mercato ed incentivare l’acquisto di auto elettriche, ma senza una pianificazione efficace dei processi industriali per il recupero di queste materie, non andremo molto lontani. Un modo per riciclare efficacemente è convincere i produttori a pensare alla riciclabilità fin dall’inizio, ed implementare un’economia circolare,  in cui le batterie esaurite vengono lavorate ed i loro materiali rispediti al mittente, per produrne di nuove. Tanto il litio, da quello che capisco, non si rovina con l’uso.

Ma bisogna fare in fretta.

Commenti

  1. claudio ha detto:

    il litio SI rovina con l’uso 🙂
    Il problema oggi e’ che non esiste un sistema di riciclaggio come ho detto piu’ vole sul mio blog (che so che leggi).
    Le batterie al Pb di fatto basta fonderle: la plastica da una parte e il 99% del metallo e’ il nostro piombo che fonde prima di altri metalli.
    Le batterie statiche, che fanno uso di Pb in grande stile sono “ricaricabili” essendo smontabili. Le sviti e poi togli le piastre, ne metti di nuove e non sprechi quasi nulla.

    Le batterie al litio sono pacchetti di batterie che a loro volta sono piccoli cilindri sigillati di metallo connettente paste complesse, strisce di metallo spruzzato di roba il tutto incollato insieme.
    Smontare un pacchetto tesla nella stessa maniera in cui in 20 minuti smonti una batteria di un muletto potresti metterci 3 anni e rischiare l’incendio e non hai ancora iniziato a separare i metalli.

    Ad oggi l’assurda via (quando sui giornali dicono che INIZIERANNO (che poi mai lo fanno) e’ dar fuoco alla batterie con un boato d’inquinamento e cercare nella cenere con rendimenti pessimi.
    Oppure fai come i 2 piu’ grandi costruttori di auto che nascondono le batterie meno peggio nei gruppi statici (addio rendimento).

    Il fatto che fino a che non costruisci le batterie per essere riciclate (e allora addio rendimenti e dimensioni per cui il litio e’ cosi’ togo) non sarà mai una via percorribile.

    1. camu ha detto:

      Ciao Claudio, ho salvato questo tuo commento dalle grinfie dell’antispam all’ultimo minuto. Grazie per la spiegazione, L’articolo da cui ho tratto spunto per il mio post non diceva nulla riguardo alla difficoltà di “spacchettare” le batterie al litio. Certo che se le cose stanno in questo modo, hai voglia a promuovere un futuro “verde” spingendo le persone (eco incentivi?) a comprare auto elettriche: si finirà per creare un problema ancora più grande e complesso di quello che abbiamo tra le mani oggi con le emissioni di anidride carbonica da gas di scarico. Immagina milioni di auto elettriche che producono tonnellate di litio da buttar via. Un disastro ambientale di proporzioni apocalittiche 🙁

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