due chiacchiere

Il male bianco della modernità

L’anno scorso la mia amica Giovannina mi ha consigliato la lettura di Cecità, un libro scritto da Josè Saramago (titolo originale: Ensaio sobre a Cegueira), a detta di molti uno dei più importanti autori portoghesi contemporanei. Le recensioni che lessi all’epoca erano molto promettenti. Ed a circa un anno di distanza, posso confermare che è un romanzo che vale la pena leggere: perché fa riflettere su cosa succederebbe se una simile situazione capitasse ad ognuno di noi. La trama racconta di un uomo che improvvisamente diventa cieco, mentre sta fissando un semaforo rosso. Ma non si tratta della cecità solita, descritta dalla letteratura medica, bensì di una cecità bianca, abbagliante. Come trovarsi immersi in un mare di latte.

Un mondo sempre più cieco

La macchina del tipo rimane ferma, anche quando il semaforo diventa verde. E come accadrebbe in qualsiasi città del mondo, subito dietro iniziano ad inveire contro di lui, a suonare il clacson ed innervosirsi. Basta poco per capire che c’è qualcosa che non torna: l’uomo chiede di essere accompagnato a casa dalla moglie, che gli presterà i primi soccorsi. Presto si scopre, però, che questo insolito e incredibile evento è contagioso. Senza possibilità di capire come, a poco a poco tutti gli abitanti dello Stato (quale non importa, il narratore non ce lo dice, nel suo resoconto) sono colpiti da questa disgrazia. Tutti tranne uno: ma essere vedente in un mondo fatto di ciechi, non sempre è un vantaggio.

La disabilità ai tempi di Internet

Visto che mi occupo di accessibilità del web e di tutto ciò che vi ruota intorno, la mia interpretazione del racconto di Saramago è proprio in questa direzione: chi sviluppa un nuovo sito, non pensa quasi mai a costruirlo con la prospettiva di renderlo fruibile a tutti i visitatori, a prescindere dal modo in cui questi comunicano con il resto del mondo. In una società del web progettata quasi esclusivamente per vedenti, sarebbe un disastro se tutto d’un tratto si verificasse quello che Saramago ci racconta nel suo libro. Ecco perché rimango un convinto sostenitore dell’informazione accessibile da parte di tutti: e per primo la promuovo rendendo sempre migliore questo piccolo angolo della rete.

Commenti

  1. zardo ha detto:

    cecità di Saramago è l’ultimo libro che ho comprato ed è lì sulla mia libreria in attesa di essere letto (nel frattempo sto leggendo altro). Ne ho sentito anch’io parlare bene tempo fa, e questa conferma non può che farmi piacere.

    Per quanto riguarda la disabilità e la fruizione dei siti web ti capisco (sto facendo la tesi proprio su questo argomento!), pochi pensano a rendere fruibile quello che pubblicano a tutti (o comunque ad escludere meno persone possibile)… Il problema è che finché non ci penso io con il mio blog non è grave; la situazione diventa problematica quando a non pensarci sono gli sviluppatori di siti delle università, degli enti pubblici, dei comuni, delle banche…

  2. camu ha detto:

    Allora, visto che stai facendo la tesi su questo argomento, non puoi perderti un paio di articoli che “andranno in onda” fra qualche giorno su questi schermi 🙂

  3. camu ha detto:

    Ithilien, come dico sempre a tutti… grazie per i complimenti 🙂 Sono il modo migliore per rallegrarmi la giornata. I disegni, come puoi leggere a fondo pagina, sono stati realizzati “su misura” da un grande artista, RxStrip. Ne vado molto fiero, anche perché danno quel tocco di originalità al blog, che ho sempre voluto. Allora il ringraziamento va anche a Jgor da parte mia, per avermi portato un nuovo visitatore eh eh.

  4. Ithilien ha detto:

    Ho iniziato a leggere il tuo blog da qualche giorno (grazie ad Jgor) 🙂 Complimenti per la grafica/i disegni (sono davvero molto belli!!!). Mi terro’ aggiornata sui vari ‘articoli’ che pubblicherai. 🙂

  5. Vin ha detto:

    Innanzitutto grazie per essere passato dalle mie parti, tornerò presto con più calma per rileggerti con più attenzione!!
    Ciao a presto!! 😉

  6. camu ha detto:

    Bene, vedo che questo spazio inizia a calamitare nuovi visitatori 🙂

  7. camu ha detto:

    Jcrc, non sapevo che stessero per fare il film di questo libro. Lo andrò a vedere sicuramente, anche se oramai sono convinto che il cinema, quando trae spunto da un libro, non riesce a riprodurne fedelmente (per tanti legittimi motivi) le stesse vibrazioni. L’ho notato con Il cacciatore di aquiloni, ad esempio.

  8. jcrc ha detto:

    Ho letto il libro qualche anno fa. Qui nel Portogallo abbiamo un proverbio che dice “Em terra de cegos, quem tem olho é rei” (in terra di ciechi, chi ha un occhio è re). Nel libro, la moglie non diventa regina ma invece una specie di schiava degli altri. Tutto dipende della natura di ciascuno.
    Per me il libro riflette il modo in cui noi, comunità globale, ci occupiamo (o non) di problemi come la fame, l’inquinamento ed il riscaldamento globale, la dipendenza del petrolio, ecc. Tutti sappiamo che esistono, sappiamo più o meno quello che dobbiamo fare, ma invece quelli nei posti di potere, come se colpiti da cecità, continuano a fare gli stessi errori, mettendo in pericolo il futuro del pianeta e delle generazioni future. Aspetto il film con un po’ di curiosità. Qui arriverà soltanto in novembre, dunque lo vedrai prima di noi.

  9. giulia ha detto:

    Un altro libro che comprerò, da mettere sulla pila che si è formata nella biblioteca di casa, di libri in coda, in attesa di esser letti!
    A Milano, mi sembra 4 anni fa, c’è stata una mostra stupenda, così bella che l’influenza che ha avuto sulla gente è stata a dir poco incredibile.
    Si chiama “Dialogo nel buio”, è una specie di percorso (dove si è davvero nel buio pesto, più totale, altrochè spiraglio di luce a cui l’occhio lentamente si adatta) a gruppi, dove si è guidati da un non vedente, attraverso tutta una serie di situazioni: una gita in barca, un giro al mercato, per la strada, in casa o in un bar.
    E si sente, si tocca, si percepiscono i caffè e le bancarelle della frutta per i profumi: tutto, tranne vedere.
    La guida in tutto questo, sembra allucinante a pensarci, ma è quella che in quel momento ne sa più di te, riesce ad aiutarti nonostante tu sappia che in realtà hai tutti e 5 i sensi e lui uno in meno.
    Alla fine, ci si siede con lui/lei ed il resto del gruppo al bar, e si può chiacchierare, fare domande.
    Davvero un’esperienza bellissima.
    La mostra ha riscosso un successo così grande che l’hanno lasciata fissa, aprendo, nel luogo dove l’hanno allestita, una specie di centro dei non vedenti.
    Consiglio vivamente per chi passa da Milano 😛

  10. camu ha detto:

    Giulia, ne avevo sentito parlare… anche qui a New York credo ci sia una cosa del genere, in pianta stabile 🙂 Prima o poi ci farò un salto, deve essere un’esperienza emozionante!

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