due chiacchiere

La cotognata di Cinzia

Ho questa ricetta in bozza da alcuni mesi, ed ora che la stagione delle mele cotogne è arrivata, mi sono finalmente deciso a pubblicarla. Si tratta in realtà di un suggerimento inviato da Cinzia, un commento alla mia ricetta originale per fare la marmellata di cotogne (che come saprai è cosa ben diversa dalla cotognata). Questo dolce mi fa tornare in mente l’infanzia, ed in particolare i tempi in cui mamme e nonne si riunivano intorno ai fornelli, indaffarate a non far attaccare alla pentola questa speciale miscela ipercalorica. La particolarità erano le formelle in terracotta in cui veniva versata la marmellata, dalle forme più svariate: pesci, fiori e composizioni varie.

 

Ingredienti

2 chili e mezzo di mele cotogne, 1 chilo e mezzo di zucchero, 1 limone, acqua quanto basta

Tempi e strumenti

Come puoi intuire dagli ingredienti, non serve essere laureati alla scuola alberghiera per preparare la marmellata. Ci vuole, però, tanta pazienza (almeno un’ora) e forza di braccia. Tieni a portata di mano un cucchiaio di legno, una pentola capiente, un passaverdure, un coltello ed un mestolo.

Sbuccia le cotogne, tagliale a spicchi piuttosto sottili, togliendo anche i torsoli. Mettili in una pentola adatta per marmellate aggiungendo due dite di acqua sul fondo. Cuocile a fuoco vivo facendo attenzione che non attacchino (le cotogne perdono poco liquido durante la cottura), quindi passatele nel setaccio. Questo passaggio richiederà un po’ di tempo, dato che le cotogne sono tenaci ed hanno un alto contenuto in pectina, che le fa attaccare facilmente al setaccio.

Incorpora lo zucchero ed il succo del limone, e rimetti in pentola a fuoco medio, finché la cotognata non si sarà addensata, quasi a staccarsi dalla pentola di cottura. Disponi la cotognata su una lastra di marmo, o su un piatto appena immerso nell’acqua fredda, spianala con un coltello a lama larga, dando una forma rettangolare o quadrata. Lasciala raffreddare, e tagliala a quadretti di cinque centimetri di lato. Quadretti che poi metterai in un posto asciutto ed aerato per un paio di giorni, al riparo da moscerini e mosche.

 

Commenti

  1. Cinzia ha detto:

    L’hai inserita davvero!!
    Fantastico, grazie.

    1. camu ha detto:

      Grazie a te per averla condivisa, e per essere ripassata da queste parti!

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