due chiacchiere

Lost, seconda stagione

Ho avuto tra le mani negli scorsi giorni un cofanetto proveniente direttamente dagli Stati Uniti: conteneva la seconda stagione completa del telefilm Lost, andato in onda sulle reti americane l’anno scorso (televisivamente parlando). Sono riuscito a vedere, per ora, soltanto i primi due episodi: la comprensione dei dialoghi in inglese, per fortuna, è facilitata dalla presenza dei sottotitoli. Ma un po’ per mancanza di tempo (il mare reclama la sua parte), un po’ per non sciuparmi la “sorpresa” in pochi giorni, ho deciso di diluire nel tempo la visione dei vari episodi.

Stai tranquillo, non ti svelerò cosa si cela al di là del portello che John Locke, Jack e Kate hanno fatto saltare nell’ultima puntata della prima serie. Ma posso dirti che “gli altri” esistono veramente: sono esseri umani e non immagineresti mai di chi si tratta. Per il resto, devo scoprire tante cose io per primo, quindi anche volendo, non potrei dirti nulla di particolarmente “avvincente”, per ora. Anche perché il trucco di questi telefilm è spesso il solito: allungare “la minestra” facendo continui flashback con spezzoni già visti, o richiami alle puntate precedenti.

Quando è iniziata la trasmissione in Italia, mi ero perso le prime puntate, ma grazie al loro modo di fare continui riferimenti al passato, ho presto recuperato il terreno perduto. Poi c’è anche stata una puntata speciale, verso la fine, in cui hanno praticamente riassunto tutto quello che era successo dall’inizio fino a quel punto, quindi avevo finalmente un quadro completo della situazione. Come nel mio precedente intervento, rimango comunque ancora adesso scettico sulla “solidità” della trama: un misto tra fantascienza e realtà, tra sentimenti di comunione e individualismo esasperato.

Commenti

  1. giocatore ha detto:

    NON DIRMI NIENTEEEEEE!!! 😉

  2. camu ha detto:

    ok ok cercherò di rimanere in silenzio per non rovinarti la sorpresa, promesso. però sai quella signora che negli ultimi episodi aveva nascosto… ok, stavo scherzando 🙂

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