due chiacchiere

Lucertola

Lo so, a volte trattare sempre lo stesso argomento può diventare noioso. Ma che posso farci se il Giappone mi è piaciuto così tanto? Ecco quindi che oggi ti parlo di un’autrice che dal Paese del Sol Levante scrive storie che ci avvicinano a quella cultura così strana e affascinante. Sin da tempi non sospetti, l’ho scoperta ed apprezzata per il suo stile delicato, il tono sempre garbato, e le atmosfere ovattate. Quadretti di vita quotidiana, dipinti con parole chiare e genuine. In Lucertola, sei storie si snodano lungo un percorso comune: una Tokyo piena di luci, di suoni, di profumi. Mi sono già ripromesso di leggerlo nuovamente: dopo aver visitato quei posti, finora solo immaginati, voglio vedere l’effetto che fa (come cantava qualcuno).

(dalla recensione su Internet Book Shop) Sei racconti intorno al tempo, alla guarigione, al destino, al fato, immersi in una Tokyo sfolgorante di luci notturne e pulsante di vita. I protagonisti sono accumunati dalla stessa sorte: tutti in qualche modo feriti si sono chiusi in un guscio che li protegge, ma contemporaneamente li separa dal mondo, impedendo loro di agire e di interagire con gli altri. Ma sensazioni dimenticate si affacciano alla memoria, la vita, prima paralizzata, ricomincia a scorrere rivelando la catartica necessità di entrare finalmente in azione e di fare i conti con il passato. E’ alle soglie di questa trasformazione che lo sguardo di Banana Yoshimoto si posa sui suoi enigmatici personaggi per raccontarne il disagio, l’angoscia, la liberazione.

In effetti passeggiando per le strade affollate di Tokyo, scrutando tra gli sguardi immersi nei propri pensieri, si incontrano tante persone vestite tutte uguali: giacca, cravatta e camicia bianca. Sembrano così sereni e sorridenti, ma la sera li ritrovi al bar a bere sake o a giocare fino allo sfinimento con le diaboliche macchinette pachinco. Segno di uno stress da scaricare che supera i livelli di guardia.

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