due chiacchiere

Non c’è proprio da scherzare

La triste verità, ammettiamolo, è che molte aziende vedono il proprio sito web e le persone che ci lavorano, come un vero e proprio costo, nella pianificazione delle risorse. I responsabili, se interrogati, risponderanno candidamente “Le persone in cima alla piramide dei guadagni per quest’azienda sono i nostri addetti alle vendite”, come se ogni altra idea fosse quasi una bestemmia. Ma anche il miglior venditore, con quanti clienti potrà mai parlare in un mese? 50? 200? 1000? Certo nulla in confronto ai milioni di visitatori che possono approdare su un sito web: tutta gente che si farà immediatamente un’idea dell’azienda basandosi sulle impressioni ricevute proprio dalla navigazione tra i contenuti del sito. Il punto, comunque, non è svalutare l’opera dei venditori, ma dare la giusta priorità al ruolo degli sviluppatori web nel definire la percezione che di un’azienda hanno i suoi clienti. Perché ancora oggi il web design non è preso abbastanza sul serio.

I capoccia sono tutti uguali

Se anche tu sei mai stato coinvolto nello sviluppo di un sito, per un tempo sufficientemente lungo, allora non ti sarà difficile riconoscere questi fattori decisionali comuni a tutti i processi:

  • Egocentrismo dirigenziale. “Dobbiamo pubblicare una foto con delle anatre nella pagina principale del sito, perché il nostro Direttore ama le anatre”
  • Invidia da competizione. “Avete visto come hanno cambiato il loro sito, quelli di Concorrenzicon Spa? Anche noi dobbiamo implementare le stesse funzionalità, subito”
  • Strategia da neologismo. “Serve Ajaxificare il sito della compagnia, ed aggiornarsi con i social media per consentire la partecipazione attraverso gli user-generated content. Il Web 2.0 oramai è una realta, non possiamo permetterci di rimanere indietro”
  • Tradizionalista. “Quella modifica che migliora l’usabilità del sito non è consistente con gli standard di progettazione di quest’azienda”

La morale, in ogni caso, è una sola: la maggior parte delle persone che decidono come indirizzare lo sviluppo di un sito, non sono semplicemente qualificate a farlo. Quanti direttori, dirigenti e funzionari hanno maturato un’esperienza concreta di progettazione, usabilità e marketing per la rete? Quanti di loro saprebbero leggere e comprendere le statistiche d’accesso al sito? Secondo me molto pochi. Ed ancora meno sono quelli che prendono le decisioni riguardanti la progettazione, basandosi sull’impatto che queste avranno sul rapporto con l’utenza.

Commenti

  1. Occhidigiada ha scritto:

    non ci ho capito quasi nulla di quello che hai scritto però una cosa è certa: ad ognuno il suo lavoro!! 😉
    grazie di essere passato da me, torna quando vuoi!

  2. camu ha scritto:

    Volentieri, ti ho aggiunto al mio lettore RSS. Comunque l’articolo è un modo “ironico” per delineare i problemi con cui gli sviluppatori di siti “professionisti” si scontrano tutti i giorni 🙂

  3. camu ha scritto:

    Massi, è vero… non è soltanto una cosa relativa allo sviluppo di pagine web, ma visto che è il mio mondo, ho voluto puntare i riflettori su questo particolare aspetto. Simili considerazioni si potrebbero fare parlando di amministrazione della rete locale aziendale, ad esempio.

  4. MassiGrassi ha scritto:

    beh è un problema legato a tutto il mondo IT. Però devo anche dire che spesso alcuni “pirati” cavalcano la non coscienza del cliente di certi aspetti per vendere robaccia.

    Comunque la parte sulla strategia da neologismo è fantastica e verissima … ogni volta che mi capita devo far finta di avere un forte attacco di tosse per non mettermi a ridergli in faccia !!

  5. Andrea ha scritto:

    Ma come fa quello del nick occhidigiada a dire di non aver capito nulla si dovrebbe chiamare occhidighiaia anzi orecchiedighiaia, dico così perchè mi spiace vedere tanta insensibilità per una riflessione molto profonda su una realtà purtroppo–troppo ingiusta, parliamone tutti di più nel web affinchè certi personaggi ignoranti del mondo del lavoro vengano spu..anati come dovrebbero..
    sono al cento per cento solidale con te.

  6. camu ha scritto:

    Andrea, grazie per la solidarietà, molto apprezzata. Questa miniserie in tre puntate che ho scritto, avrebbe proprio l’ambizione di svegliare un po’ le coscienze di chi opera in questo settore, di stimolare il dialogo e di far capire, con un pizzico di ironia, che certi problemi non vanno presi sottogamba.

  7. Nemuriko ha scritto:

    Lavorando nel campo non posso che essere d’accordo con te al 100% (perché tocco queste cose con mano).
    Non solo chi deve decidere e scegliere non conosce l'”argomento”, ma son tutti convinti che per fare un sito basti saper schiacciare due tastini “tanto il computer fa da solo”.
    Ignorando completamente le problematiche di progettazione che stanno alla base.

    Ciao!

  8. camu ha scritto:

    Posso iniziare a dire… mal comune, mezzo gaudio 🙂 Io pensavo che queste cose succedevano solo dove ho lavorato negli anni scorsi!

  9. Sba ha scritto:

    Ah, e per chiarezza, il sito del concorrente XY manderebbe la depressione anche a Tonino Guerra, di fronte ad un simile layout si arrenderebbe anche Ghandi.

Rispondi a Anonimo

Torna in cima alla pagina