due chiacchiere

Quando sciopera il tram

Leggo su Repubblica.it di oggi che gli autoferrotramvieri (che parola difficile) minacciano nuovamente di fare sciopero. Già tutti abbiamo dimenticato gli ottanta euro di aumento mensili che questa categoria ha ricevuto un paio d’anni fa, e ora tornano alla carica battendo cassa un’altra volta. Non ho nulla contro di loro, ma tante altre categorie “meno forti” aspettano il rinnovo del contratto da molto tempo, e non possono sfruttare l’arma del “blocchiamo tutto” per far valere i propri diritti.

Penso ad esempio a molti miei amici che lavorano a “progetto” (gli ex co.co.co.) per varie aziende della zona, o anche internazionali (operatori di telefonia mobile in testa). Ma mentre i conduttori di tram, con l’arma potente dello sciopero “selvaggio”, hanno in genere il successo che si aspettano, questi miei amici devono sottostare alle minacce, spesso neppure troppo velate, del “o fai come voglio, o vai a casa”. Ma allora in Italia deve funzionare per forza così? Solo scioperando selvaggiamente e facendo casino si può ottenere quello a cui si ha diritto?

E chi non sciopera, magari perché non può nemmeno farlo, come risolve il problema? Per lui la legge è “meno uguale” che per altri? Sono davvero disgustato. Perche’ quello che mi fa rabbia è vedere che loro hanno ottenuto 80 euro di aumento al mese, anche se il lavoro lo avevano già, e pure a tempo indeterminato. I miei amici, invece, sono anni che devono arrangiarsi per tirare a campare e nessuno si interessa di loro.

Commenti

  1. Trapanator ha detto:

    Concordo con te! E’ una vergogna.

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