due chiacchiere

Turisti a quattro zampe

Quando stavo in Italia, l’estate era il momento per organizzare con gli amici qualche gita fuori porta. E si presentava sempre un “problema” (notare le virgolette): cosa fare del cane? Già, il loro cane diventava un povero incomodo quando si trattava di prenotare un albergo o andare in giro per musei o spiagge non attrezzate. Perché se da un lato la società ti dice che non è bene abbandonare un cane in mezzo all’autostrada, dall’altro non ti offre molte alternative quando il fedele segugio vuole venire in vacanza con te. Oggi scopro che la ministra del Turismo ha lanciato un portale: Turisti a 4 zampe (non più attivo, dal 2013, nda). Mi spiace che della Brambilla si parli soltanto quando c’è da etichettarla come “amichetta di Berlusconi” e si trascurino queste belle ed interessanti iniziative. Non mi pare, infatti, di aver visto traccia su altri blog o sulla stampa nazionale di quest’iniziativa. Eppure mi sembra il modo migliore per sconfiggere la piaga dell’abbandono. La teoria dell’agenda setting colpisce ancora, a quanto pare.

La prima cosa che mi ha colpito di questo sito è il suo “cuore pulsante” che si cela dietro le quinte: Joomla. Un sistema per la gestione dei contenuti aperto e gratuito (che personalmente non adoro, ma questa è un’altra storia). Segno che, sebbene a piccoli passi, la pubblica amministrazione inizia a capire il potenziale di questi strumenti a codice aperto. Probabilmente mi sto solo illudendo: la scelta di questo sistema è stata puramente dettata da uno dei collaboratori a tempo determinato che lavorano al progetto, il povero sviluppatore di cui nessuno si ricorderà mai. Ma tant’è, comunque sia avvenuta la decisione di usare Joomla, è pur sempre una buona notizia per chi, come me, crede in questa filosofia di vita e vi partecipa attivamente.

La seconda cosa che ho provato a controllare è l’accessibilità: chi conosce Joomla, sa che non è certo un campione nel produrre siti accessibili, e Turisti a 4 zampe ne è l’ennesima dimostrazione. Codice non valido, uso di tabelle, mancanza quasi totale della marcatura semantica, non fanno certo onore alla bella iniziativa. Sono certo che qualcuno prima o poi se ne accorgerà ed inizierà a porvi rimedio. Va comunque detto che servizio principale offerto dal sito, la ricerca di strutture attrezzate, funziona bene e fornisce utili indicazioni e diverse opzioni di ricerca. Tutto frutto di qualche bravo sviluppatore che ha personalizzato un plugin di Joomla rendendolo funzionale allo scopo. Non male, direi.

Commenti

  1. Andrea Moro ha detto:

    Camu, dissento quando dici che è un segno – l’uso di Joomla .- che la pubblica amministrazione stia lentamente cambiando e cercando di risparmiare.
    Per quanto vero che sia stato usato un sistrema open source e gratuito, ciò non toglie che la consulenta e la realizzazione di un portale a firma statale sia costato normalmente più del dovuto.
    Ci sono passato in mezzo a quell’ambiente quando ho lavorato per il Ministero degli Affari Esteri, e credimi non è tutto oro quello che luccica.

  2. camu ha detto:

    @Andrea Moro: cercavo solo di gettare un po’ di luce “della speranza” in questo pessimismo che riguarda il raddrizzamento delle pubbliche amministrazioni. Ma sono d’accordo con te, la PA è sempre vista come una mucca da mungere a più non posso, e basta 😉

  3. Andrea Moro ha detto:

    Camu, purtroppo altro che speranza. Ci vuole una rivoluzione. Ecco la ricetta vera.
    Fintanto che esisteranno 70enni abbarbicati e avvinghiati a quelle poltrone come l’edera sopra ad una staccionata, le cose in Italia non cambieranno mai.

    Chi sale li sopra, lo fa perchè sa cosa piglia a fine mese.

    Vogliamo decimare il numero di statali. Si faccia una legge che stablisca un tetto massimo di stipendio a 3500 euro al mese e una nota spese a piè di lista di 4000 euro in cui ci devono infilare tutto, anche i cotton fioc … vediamo quanti parlamentari andranno ancora a fare questo lavoro.

  4. camu ha detto:

    @Andrea Moro: si vero, ma quella legge la dovrebbero fare proprio le persone che andrebbe a colpire 😉 Quindi non se ne farà mai nulla. Uno dei motivi per cui la PA americana funziona un po’ meglio, qui il concetto di “attaccato alla poltrona” non esiste, dal Presidente fino ai dirigenti locali. Ogni 4 anni tutti a casa 😀 Più o meno…

  5. Andrea Moro ha detto:

    Appunto non succederà mai …. e l’Italia sarà sempre lo zimbello degli altri paesi occidentali. Ma non disperiamo, tra poco usciremo dall’Europa perchè il nostro pil, le nostre condizioni di vita sociale e tutto il resto saranno così prossime a quelle del Burundi che pur essendo geograficamente in Europa, faranno un’eccezione per noi.

  6. camu ha detto:

    @Andrea Moro: attento, gli abitanti del Burundi potrebbero offendersi ad essere paragonati agli Italiani 🙂

  7. Andrea Moro ha detto:

    Si hai ragione … diciamo che faranno un continente apposta per noi. Il continente delle banane 😀

  8. Trap ha detto:

    Progetto interessante… peccato che lo si può consultare solo su WebArchive.

    1. camu ha detto:

      Hai ragione, chissà magari la Meloni lo rilancerà quando diventerà primo ministro 😁

      1. Trap ha detto:

        Da voi sono arrivate le schede elettorali? Può votare anche la tua moglie?

        1. camu ha detto:

          Ancora le schede non sono arrivate. Si, possiamo votare entrambi. Le attendiamo con ansia 😍 Stavolta ha detto che vota anche mio suocero!

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