due chiacchiere

When you walked into my life

Quella sera i genitori di Laura festeggiavano il compleanno di Annalisa, la sorella minore che ancora viveva con loro. Avevano prenotato un paio di tavoli in un agriturismo a venti minuti dalla città, dove piano piano arrivarono parenti ed amici, una trentina di persone in tutto. Quel ristorante era familiare ad Enrico: era il posto dove aveva portato a cena Laura, quando finalmente lei s’era decisa a cedere a quel corteggiamento insistente ma mai invadente o petulante. Entrambi erano abbastanza imbarazzati, perché dopo mesi di considerarsi buoni amici, tutti e due sapevano che quella sera avrebbe segnato una volta nelle rispettive vite. Non serviva certo un genio a capire che quella sera l’uomo avrebbe fatto l’uomo, e si sarebbe dichiarato alla sua donna. Per entrambi non si trattava certo della prima volta, ma a queste cose non ci si abitua mai, e poi non erano più i ragazzini imbrufolati delle superiori, spesso dominati più dagli ormoni che dal raziocinio.

Lei era proprio curiosa di vedere come le si sarebbe dichiarato, era eccitata alla sola idea di pensare al subito dopo. Già, perché il confine tra amicizia e relazione sentimentale era nelle sue mani, avrebbe dovuto pronunciare una sola parola perché un nuovo mondo si aprisse agli occhi di entrambi. Ma come spesso capita in queste occasioni, c’era anche la paura di rovinare tutto, di distruggere quel legame sincero che con lavoro certosino avevano saputo costruire da quando Giacomo li aveva presentati. Forse per questo Enrico dovette sudare le fatidiche sette camicie, e non riusciva a trovare la forza necessaria per dar fiato alle parole che aveva ripassato tante e tante volte. Lei continuava a pensare che vabbè, l’attesa aumenta il desiderio, ma non ce la faceva più ad aspettare, e disse di punto in bianco “Con te sto proprio bene, m’è persino passata la gastrite da quando ti conosco” (eh già, i medici, o aspiranti tali, si fanno sempre riconoscere).

Lui sorrise, intuendo il segnale, le prese la mano e le solleticò il palmo  “Ho fatto tanti piani nella mia vita, e spesso le cose non sono andate come avrei voluto. Ora – le guance gli si infiammarono – mi piacerebbe non progettare nulla, e farlo insieme a te. Con te ho visto che tutto è così spontaneo, naturale, sincero. Non mi serve programmare il domani, se so che lo vivrò insieme a te”. Lei lo baciò senza rispondere direttamente. Poi posò le sue mani su quelle di Enrico, che gliele strinse, e sorridendo rispose “No, mi spiace”. Lui rimase per un attimo impietrito, ma lei riprese subito “Il mio carattere, lo sai benissimo, è metodico ed organizzato. Io, i progetti insieme a te, voglio farli invece”. E mentre Enrico pensava a tutto questo, entrò la torta per Annalisa, si spensero le luci e tutti attaccarono a cantare la canzone di buon compleanno. Laura si girò verso di lui e lo baciò con trasporto.

Commenti

  1. Francesco ha detto:

    Molto bella, due modelli a confronto che vanno a fondersi in un unicum probabilmente di grande equilibrio.
    Però non invidio Enrico: lei lo definisce l’uomo che le ha fatto passare la gastrite, lo mette in panico con un attimo di suspense e poi rivela – in qualche modo – di avere progetti su di leui… e poi prende l’iniziativa di baciarlo!
    Aiutoooo!
    Auguri, Enrico!

    1. camu ha detto:

      @Francesco: le donne… sanno sempre essere così tremendamente complicate 😉

  2. Francesco ha detto:

    … ma secondo chi trovano…
    Francesco (attualmente single, hehehe)

  3. Simona ha detto:

    ehmmm…..mi sento chiamata in causa: sono la regina delle complicazioni!!!!! 😀
    comunque…Camu!!! è bellissima la dichiarazione di Enrico!!!!
    Francesco, prendi ad esempio 😛 (scherzo eh!!!!)

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