due chiacchiere

Andrea incontra Francesco

Dopo la pausa Natalizia, siamo tutti un po’ pigri e di certo la voglia di lavorare non ci salta addosso. Anche gli intervistati contattati per partecipare all’intervista doppia, si sono presi un po’ di tempo per riflettere. La prima intervista del 2009 vede come protagonisti due esperti dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (la famigerata SEO), Andrea Moro (AM nel seguito), alias Seoinabruzzo, e Francesco Gavello (indicato come FG), alias sé stesso 🙂 Il primo l’ho conosciuto in seguito ai commenti lasciati su questo blog, mentre il secondo l’ho scoperto grazie a Daniele Salamina. Ho sempre ritenuto la loro materia come qualcosa di complementare all’accessibilità, e sebbene io non sia mai stato un vero esperto in nessuno dei due campi, continuo a documentarmi ed a sperimentare i loro suggerimenti su queste pagine.

Perché nasce un blog tecnico come il tuo?

AMIl mio blog parla solo di tecnologia poiché non ho tutto il tempo per scrivere tutto quello vorrei. Del resto, come la maggior parte di noi, devo dedicarmi anche ad attività lavorative redditizie per portare a casa lo stipendio. Non voglio nascondermi dietro inutili ipocrisie: con quel blog non ci campo, e non credo sarò mai capace di farlo. Adsense rende poco, neppure ci ripago l’housing (non hosting), anche perchè proprio non affrontando la nicchia e scrivendo in maniera casuale (rispetto a tutte le mie migliori aspettative di coerenza e andando contro alle buone regole per il successo di un blog) il mio numero di visite si attesta intorno ai 5000 utenti mese.

FGFrancescoGavello.it nasce dal semplice desiderio di portare online e di tenere traccia tutto ciò che in qualche modo riguarda la mia professionalità. Sin dai primi articoli ho cercato di mantenere gli argomenti focalizzati su due ambiti: il blogging (o meglio, il meta-blogging) e il web design che ad esso si può legare. I risultati sono stati soddisfacenti: l’argomento è vasto e ancora tutto da esplorare. Non credo assolutamente di essere unico nella mia nicchia, ma credo tuttavia che chi mi legge possa trovare interessanti stimoli (e soprattutto qualcosa di utile) per bloggare al meglio.

Facebook, ovvero la privacy perduta. Cosa ne pensi?

AMAssolutamente non la penso così. Trovo straordinario il fatto che esistano certi strumenti. Io addirittura ci ho ritrovato amici che avevo perso di vista quando ancora abitavo a Roma. Invasione della privacy è quando continuo a ricevere chiamate da aziende che non ho mai autorizzato, non una richiesta d’amicizia con qualcuno. Ogni strumento implica dei pro e dei contro, ma la perdita della privacy secondo me è una bubbola. Basterebbe essere più accorti nelle configurazioni di Facebook. Ma a che servirebbe un social network blindato?

FGSinceramente credo che l’argomento non rappresenti nulla di nuovo e che Facebook sia ampiamente sopravvalutato. Non mi fraintendere, non credo che FaceBook sia una perdita di tempo; ne sono anzi un utente molto attivo e lo trovo fantastico per allacciare rapporti laddove manchi un terreno neutrale. Credo solo che tutte le problematiche alla base dei furti di identità, della continua e presunta privacy violata non siano qualcosa di legato esplicitamente a questo social network. Ben prima del web 2.0 c’erano già sufficienti modi di vedere evaporare la propria privacy online: solo era molto più difficile scoprirlo e il tutto era più macchinoso. FaceBook rende le cose più trasparenti e liquide. Le barriere di ingresso sono azzerate e molta gente non comprende come il detto “posta con la testa” sia oggi vero più che mai. Il discorso neanche a dirlo è interessante e mi riprometto di portarlo avanti il prima possibile 😉

Se fossi un film, che titolo saresti e perché

AMVediamo, mi piace molto The Bourne Identity, anche se collegare l’identità nascosta di Jason alla mia è un po’ estremo, considerato che di me puoi trovare praticamente tutto quanto di pubblico dominio ci debba essere su Internet. Nemmeno i Flinstones vanno bene, sono troppo tecnlogico. Ecco forse Ritorno al futuro, ma da intendersi solo come accostamento letterale piuttosto che alla trama del film: faccio parecchi salti nel passato con la memoria.

FGQuesta è la domanda più complicata di tutte 🙂 Ci provo: Ocean’s Eleven. Adoro il modo in cui sono riusciti a montare una trama non banale, articolata e curata fino all’ultimo dettaglio. E vado anche matto per il suo montaggio che, nonostante non sia una novità di per sé, riesce sempre a farmi passare un piacevole paio d’ore. Credo che in fondo sia perché vado matto per i film che uniscono una certa “leggerezza” ad una concreta capacità di stupire con meccaniche geniali. Un po’ quello che cerco di fare scrivendo sul mio blog: essere utile in maniera molto terra terra e riservando sempre qualche interessante sorpresa a chi decide di seguirmi.

Accessibilità nei blog: pura utopia?

AMNo. Tutte le principali piattaforme stanno lavorando sull’accessibilità. La velocità con la quale questo potrà avvenire è difficile da prevedere. Personalmente utilizzo un CMS open basato su .Net. Lo trovo molto potente e flessibile, ma al contempo contiene parecchie cose da aggiustare, ma gli autori sembrano starci dietro ed è giusto di qualche giorno fa un articolo sul loro blog nel quale dicevano di essersi accorti di un potenziale errore sulla 508 che avrebbero risolto quanto prima. Certo è che se le istituzioni sono anche le prime a darci il cattivo esempio, la vedo dura che piccole realtà e i blogger nostrani siano veramente consci di questo problema. Io dal canto mio devo esserlo, ho perso la vista ad un occhio due anni fa, e da quel giorno mi si sono aperte nuove prospettive di ragionamento.

FGNon sempre. Il problema è che molti blog che “funzionano” sono bel lontani dall’essere accessibili e trascurano molte delle basi non solo di accessibiltà, ma dell’usabilità in toto. D’altronde come farne una colpa ai loro autori? Molto spesso chi scrive ottimi contenuti non è tenuto ad essere anche un buon designer, o coder, attento a queste esigenze. Spesso ottimizzazioni di questo tipo vengono rimandate ad un futuro imprecisato. Per cercare di smuovere un po’ questo panorama basterebbe ricordare che un layout accessibile è solitamente un buon layout a prescindere: leggero, ottimizzato e con il codice giusto dove serve. Tutte caratteristiche che se messe in pratica faranno, in maniera indiretta, la felicità dei nostri utenti.

Blog come attività di marketing: può funzionare?

AMSicuramente si. I motori di ricerca in generale e Google in particolare pongono sempre più l’accento sul discorso blog. Questo inevitabilmente vuol dire maggiore visibilità, che è in fin dei conti l’essenza del marketing: il sizzling, ovvero l’accrescimento della consapevolezza di un marchio. Se usato bene, quindi, lo strumento può risultare straordinariamente vincente, ma qua in Italia questi concetti di digital marketing sono duri da far digerire. Ecco perchè ho deciso di andarmene all’estero. Sto solo aspettando l’occasione giusta.

FGNon in maniera automatica; un blog non funziona solo per il fatto stesso di esistere. Soprattutto non funziona in questo modo quando prendiamo in esame blog aziendali e mirati a promuovere qualcosa di “fisico” fuori dal web. Non puoi piegare un mezzo alle tue esigenze solo perché pensi di poterlo sfruttare secondo meccaniche obsolete. I blog oggi più che mai vivono di interazione, di relazioni solide e di trasparenza. Se vengono a mancare questi punti alla base, un blog diventa poco più di un comunicato stampa. Sarebbe un discorso molto più ampio, ma mi verrebbe solo da dire che prima di pensare ad un blog per promuovere il proprio prodotto molte aziende tutt’oggi sul mercato dovrebbero prima pensare a come migliorare il loro rapporto con i clienti in tutti gli altri settori, più tradizionali, che spesso sistematicamente ignorano.

Commenti

  1. Francesco Gavello ha detto:

    Da parte mia non posso che ringraziarti Camu per la possibilità che mi hai dato 😀

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