due chiacchiere

Cento colpi di spazzola

Questo libro (Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire) mi era stato già consigliato tempo fa da un amico, ma non avevo mai avuto occasione di leggerlo. Poi visto il mio viaggio in treno di un paio di giorni fa, ho approfittato del fatto che l’avevo caricato sul palmare in versione elettronica, per leggerlo ingannando l’attesa del ritorno a casa. Dalle recensioni ascoltate in radio e lette in giro per la rete, me ne ero fatto un’idea diversa: una ragazza poco di buono che si concede al primo che passa. Invece leggendo paragrafo dopo paragrafo, ho capito il dramma e la sofferenza della protagonista in questa frenetica ricerca di sesso dei ragazzi.

Una delle tante recensioni che ho trovato, recita:

Catania, Sicilia, sedici anni. Un diario, la scoperta di un mondo nuovo e diverso: il proprio corpo di adolescente, un viaggio, una ricerca. Il desiderio di afferrare quel sentimento che è l’amore, imprendibile, inafferrabile. L’illusione di trovarlo in molti letti, in molti corpi. L’ingenuità, la segretezza, il dolore, l’umiliazione. Sedici anni. Per Melissa tutto comincia con la sua prima volta: lì capisce (o si illude di capire) che gli uomini non desiderano gustare l’essenza, non sono in grado di amare prescindendo dal corpo. Per questo lo concede a chiunque lo chieda, per questo si dà speranzosa che qualcuno, guardandola negli occhi, si accorga della sua sete d’amore.

Molti si sono messi a criticare fortemente il libro, che sembra essere stato soltanto un “evento mediatico” da dimenticare dopo qualche tempo. Penso invece che, con tutta la sua crudezza, il libro racconta una storia che ancora oggi si ripete, per molte ragazze. L’era in cui ci troviamo, ci ha abituati a vivere le passioni “del momento”, ad avere tutto e subito, senza sapercelo guadagnare con la pazienza e con la fatica. Anche l’amore. Che diventa, per tanti adolescenti, solo atto fisico mirato all’appagamento delle pulsioni di pubertà.

Il film, invece, l’avevo visto lo scorso inverno, e ora che ho letto il libro, devo dire che si tratta di due cose completamente diverse. Si, lo dicevano anche i critici, e la stessa autrice del romanzo ha rinnegato la trama cinematografica. Ma non pensavo che la differenza fosse così grande: in pratica vengono raccontate due storie completamente autonome l’una dall’altra. Nella versione cartacea, la protagonista ha un atteggiamento più deciso, una carica maggiore. Nel film sembra tutto annacquato, un miscuglio tra Melissa e Lolita, entrambe addomesticate e represse.

Una sceneggiatura che occhieggia a meta-letture intimiste e sociologhicheggianti, una realizzazione tecnica riconducibile a nulla più che a una modesta fiction televisiva, mettono a nudo un film che trova la sua cifra nell’essere un catalizzatore di introiti pubblicitari e di botteghino e poco più, sfruttando beceramente un caso letterario che, nel suo essere tale, si connotava già come opera falsa e furba. Una qualsiasi commedia all’italiana anni ’70 servirà, e meglio, a soddisfare le domande che si pongono rispetto al film.

Commenti

  1. mary jo ha detto:

    non ho lettto il libro… ma so cosa si intende parlando di una ragazza siciliana con sete di amore… con tutta la mia solidarietà verso Melissa… e la su triste scoperta… gli uomini rifiutano l’incontro dell’anima con la donna perché la disprezzano… senza il disprezzo non avrebbero creato il loro potere fondato sul negativo e la distruzione… la mia è una triste scoperta dopo tanti tentativi a 41 anni… però qualche donna è riuscita a essere felice, sai qual è il problema? che le donne devono essere solidali e appoggiarsi fra di loro… e non lo stanno facendo più

    abbracci

    Maria Grazia (una siciliana)

  2. camu ha detto:

    Non posso che condividere, pur essendo un uomo, la tua frase “non avrebbero creato il loro potere fondato sul negativo e sulla distruzione” parlando degli uomini. Non solo il medio oriente con le sue leggi restrittive e con il burqa, ma anche qui in occidente c’è ancora tanta discriminazione. In Italia poi la donna oggetto è sotto gli occhi di tutti: in tv cosce e tette, sulla cronaca pestaggi e omicidi, e via dicendo. Non abbiamo più rispetto per i nostri stessi simili!

Lascia un commento