due chiacchiere

Coinvolgi i tuoi lettori

I commenti, non c’è bisogno di ricordarlo, sono la vera linea di confine tra il “vecchio” ed il “nuovo” modo di fare web: i contenuti generati dai visitatori hanno segnato una rivoluzione nel modo di percepire un sito. Che viene visto come servizio interattivo e non più come mera fonte unidirezionale di informazioni. Prodotti come Facebook o Twitter non erano neppure immaginabili, prima di questa rivoluzione. I commenti non solo servono per avere un parere da chi  ti legge, ma soprattutto sono una dimostrazione d’impegno. E l’impegno è uno dei principali fattori nel convincere gli altri ad aggiungerti nel loro blogroll. I tuoi visitatori, con un commento, ti stanno mostrando che apprezzano ciò che scrivi, avviando una conversazione: non devi far altro che rispondere, ed avrai instaurato una relazione.

Fidelizza gli utenti

Ma come fare a convincere i visitatori a lasciare un commento? Il modo più semplice, ovviamente, è chiedere: usa uno stile coinvolgente quando scrivi, e concludi i tuoi articoli chiedendo l’opinione dei lettori, la loro posizione sull’argomento, o come si comporterebbero in una situazione analoga. Certo, anche la “forma” del link per lasciare un commento può aiutare ad attrarre l’attenzione. Magari sostituendo il laconico “nessun commento” (o peggio l’inglese “no comments”) con un più invitante “il tuo parere è benvenuto” o varianti sul genere.

Con la dolcezza si ottiene tutto

Se come me sei abbastanza grandicello da ricordare lo spot anni ottanta della Dolce Euchessina e del gufo che parlava seduto sul cubo (mi pare), avrai imparato dall’esperienza diretta che il motto di quella pubblicità è proprio vero: la gentilezza paga sempre. Nel caso dei commentatori, puoi ad esempio ringraziarli per aver lasciato un messaggio (solo la prima volta, altrimenti poi diventa noioso e controproducente). Justin Shattuck a tal proposito ci viene in aiuto con un plugin, Comment Relish, che svolge proprio questo compito: inviare una email di ringraziamento ogni volta che qualcuno lascia il suo primo commento sul tuo blog. Personalmente non lo uso (non mi piace essere invadente), ma credo valesse la pena citarne l’esistenza.

Il visitatore è pigro per natura

Qualche tempo fa ho lanciato una piccola campagna per convincere tutti i miei amici blogger ad aggiungere il plugin Subscribe To Comments Reloaded al loro sito. Quante volte mi capita di lasciare un commento su un blog e poi scordarmi di seguire l’eventuale discussione che ne segue. Grazie a quest’estensione, ciò non capiterà più, e tu avrai anche raggiunto lo scopo di mantenere vive le conversazioni spontanee che nascono a seguito di un tuo articolo. La persona potrà cancellarsi in qualsiasi momento, seguendo le semplici istruzioni riportate nelle email che riceverà. Perché è sempre l’utente finale a dover avere l’ultima parola su come interagire con i tuoi contenuti.

Commenti

  1. Tommy David ha detto:

    Non sai quanto condivido l’ultimo punto, e quante discussioni avrò abbandonato per dimenticanza o pigrizia… Quasi quasi lancio la tua campagna anche sul mio blog. 🙂

  2. (Lady).Chobin ha detto:

    Io sono una di quelli che ha subito aderito alla tua campagna 😛
    Grazie per tutti i consigli.

  3. Emanuele ha detto:

    L’email di benvenuto può starci se non è scritta da un plugin in maniera automatica. Altrimenti è brutta… e poi regali il tuo indirizzo e-mail a chiunque (e uno spammer che cerca quello…?!).
    Per il resto, concordo! 😉
    Ciao,
    Emanuele

  4. De Santis Business ha detto:

    Non ci sono dubbi che duechiacchiere.it possa insegnare questa “roba”.

    Si, i commenti sono importanti, l’interazione umana con l’autore del blog è decisiva per rafforzare il proprio brand. Ce io devo sapere chi scrive, devo interagire con lui..

    Poi, i commenti aiutano a migliorare il blog, non si può certo essere esperti o capaci in tutto e a volte c’è chi è più in gamba di noi( su alcune cose) e può darci una mano.

    A presto,
    Lorenzo

  5. Francesco Gavello ha detto:

    Credo che la maggior parte delle volte gli utenti siano fortemente desiderosi di commentare un nostro articolo; se non lo fanno è solo perché non trovano una buona domanda alla quale rispondere 😉

    Lasciare sempre “un po’ d’inchiostro nella penna” per completare la discussione nei commenti è un buon punto di partenza, imho.

  6. camu ha detto:

    @Tommy David: ed allora che aspetti, avvia anche tu la campagna per installare questo plugin. Io lo faccio quando lascio dei commenti su blog che non ce l’hanno 😉
    @Emanuele: si, è vero… ma si spera che Akismet e le altre barriere blocchino i malintenzionati prima di arrivare a “far scattare” la mail di benvenuto. Io in tal senso non posso proprio lamentarmi, tra i filtri in .htaccess ed Akismet, non vedo un commento di spam da tempi immemorabili 😉
    @lorenzo: grazie per la tua “benedizione” da esperto in materia, molto apprezzata. Nel mio caso mi sono basato su articoli letti in rete, che ho sintetizzato e tradotto in Italiano, quando necessario. Non è “roba” che mi sono inventato da solo
    @Francesco Gavello: ottimo suggerimento, cercherò di portare avanti questo approccio… ma sconfiggere la pigrizia della gente è davvero una bella sfida!

  7. Emanuele ha detto:

    Beh, ci son spammer di siti minori che inviano commenti giusto per grabbare le mail dei gestori del sito. Ora che ci penso è anche uno dei motivi per cui un tempo non volevo installare il plugin di sottoscrizione dei commenti (non mi piace scrivere mail da caselle che non controllo… un [email protected] non mi piacerebbe!).
    Ciao,
    Emanuele

  8. camu ha detto:

    @Emanuele: non ti seguo, la casella che uso io per le email autogenerate è separata da quella mia personale, quindi eventuale spam non mi darebbe più di tanto fastidio (ed in effetti ne ricevo, su quella casella) ogni tanto faccio piazza pulita e buonasera. Chi desidera contattarmi ha la form sul sito, oppure conosce i miei altri indirizzi 😉 Comunque la tua osservazione è abbastanza interessante: dove si traccia la linea di confine tra inseguire i lettori e tutelare la propria privacy?

  9. Emanuele ha detto:

    Io non ho diviso le caselle, ne ho a decine per varie cose, ma quelle principali sono ben poche e per il blog ne ho solo una. Penso che la vera risposta alla tua domanda sia: “quanto spam riusciamo a sopportare?”. E questo ovviamente dipende dal sistema di filtraggio, dalla nostra capacità nel riconoscere le mail pubblicitarie al volo, dalla velocità di connessione, etc…
    Ciao,
    Emanuele

  10. camu ha detto:

    @Emanuele: si, è vero, bisogna capire quale soglia di spam siamo in grado di gestire. Però avere due caselle separate aiuta 😉

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