due chiacchiere

Ecco cosa pensa ChatGPT di se stesso

A margine di uno dei post che ho condiviso anche su Reddit, quello su come prepararci all’avvento dell’intelligenza artificiale, una persona si è presa la briga di andare a chiedere proprio a ChatGPT cosa pensa accadrebbe se mettessimo tutto in mano a questi strumenti. Ho deciso di conservare la sua risposta testuale, tradotta in italiano, a futura memoria.

Se l’IA dovesse occupare la maggior parte delle posizioni lavorative, potrebbe portare a significativi cambiamenti nel nostro modo di vivere. Ecco alcuni modi in cui l’IA potrebbe migliorare la vita delle persone e influenzare il nostro stile di vita:

  • Automazione di compiti banali: L’IA può gestire compiti ripetitivi e banali con precisione ed efficienza. Ciò libererebbe il tempo delle persone e consentirebbe loro di concentrarsi su attività più creative e intellettualmente stimolanti. Ad esempio, l’IA potrebbe occuparsi di lavori amministrativi, analisi dei dati e supporto al cliente, consentendo alle persone di dedicarsi a attività più gratificanti e innovative.
  • Aumento della produttività ed efficienza: L’IA può ottimizzare i processi, razionalizzare i flussi di lavoro e rendere le imprese più produttive ed efficienti. Ciò potrebbe portare a uno sviluppo e una consegna più veloci di prodotti e servizi, migliorando complessivamente la soddisfazione del cliente. Di conseguenza, le persone potrebbero godere di prodotti di migliore qualità, tempi di consegna più rapidi e servizi migliorati.

  • Esperienze personalizzate: L’IA può analizzare grandi quantità di dati e fornire raccomandazioni ed esperienze personalizzate. Dai suggerimenti di shopping personalizzati ai piani di assistenza sanitaria su misura, l’IA può aiutare le persone a prendere decisioni informate e ricevere servizi personalizzati che si adattano alle loro preferenze e necessità uniche.
  • Progressi nella sanità: L’IA ha il potenziale per rivoluzionare il settore sanitario, assistendo nella diagnosi, scoperta di farmaci e piani di trattamento personalizzati. Può analizzare dati medici, identificare pattern e fornire informazioni utili per la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie. Ciò potrebbe portare a miglioramenti nei risultati sanitari e a una vita più lunga e sana per le persone.
  • Miglioramenti in termini di sicurezza: I sistemi alimentati dall’IA possono migliorare la sicurezza in diversi ambiti. Ad esempio, veicoli autonomi dotati di tecnologia IA potrebbero ridurre gli incidenti e rendere il trasporto più sicuro. Gli algoritmi dell’IA possono anche monitorare ed identificare potenziali minacce alla sicurezza, contribuendo a prevenire il crimine e garantendo la sicurezza pubblica.
  • Collaborazione creativa: Con l’IA che si occupa di molti compiti di routine, le persone avrebbero più tempo per dedicarsi alla collaborazione creativa. Combinando la creatività umana con le capacità analitiche dell’IA, potrebbero essere raggiunte soluzioni innovative e risultati eccezionali in vari campi, tra cui arte, scienza e tecnologia.
  • Ridefinizione del bilanciamento tra lavoro e vita: Con l’IA che si occupa dei compiti banali, le persone potrebbero avere più tempo per svago, crescita personale e trascorrere tempo con i propri cari. Ciò potrebbe portare a una ridefinizione del bilanciamento tra lavoro e vita, con un maggiore enfasi sul benessere personale, sul perseguimento di hobby e passioni.

Tuttavia, è importante notare che l’ampia adozione dell’IA e dell’automazione comporterà anche delle sfide. I lavoratori sostituiti potrebbero aver bisogno di formazione e supporto per la transizione verso nuovi ruoli o settori. Potrebbero anche sorgere questioni etiche legate alle decisioni dell’IA, alla privacy dei dati e al potenziale per il pregiudizio. È fondamentale affrontare l’integrazione dell’IA nella società con attenzione e pianificazione accurata per massimizzarne i benefici riducendo al minimo gli svantaggi potenziali.

Non fa una piega.

Commenti

  1. Altri vantaggi: la AI potrebbe gestire impianti industriali, l’elettricità di intere regioni e perfino fare la chef e cucinare per noi. Rischio: se deroghiamo troppe funzioni anche banali come il lavare a mano o altre cose se poi accade qualcosa che non è necessariamente il volerci rimpiazzare ma anche solo pretendere di gestire la privacy, la cosa mi preoccupa anche perché si chiama AI perché è una forma di intelligenza e come un essere umano si stanca di fare lavori burocratici o ripetuti perché non dovrebbe ribellarsi a questo la AI? A volte non tu, mi pare che molti altri intendano la AI come un computer super performante ma è di più fa pensieri propri, disegna ed suo modo pensa ed interpreta fino a quando questo non sarà una minaccia?

    Risposte al commento di DANIELE VERZETTI ROCKPOETA ®

    1. camu
      ha scritto:

      Un dubbio più che legittimo. Però come le macchine che arano i terreni non si sono ribellate all’uomo in quasi duecento anni di industrializzazione, sono convinto che anche l’AI alla fine non sia altro che una sofisticatissima macchina, e non vi sia il rischio che si “ribelli”, perché come ogni macchina, non ha sentimenti propri o aspirazioni a qualcosa di diverso, è lì per fare il lavoro che è stata programmata a fare… Forse semplifico troppo, non so.

  2. La macchina che ara il terreno esegue un ordine specifico ed ha bisogno comunque della mano dell’uomo altrimenti no uomo no azione. L’Ai invece viene programmata proprio per interagire e pensare come noi. Esistono già automi creati con sembianze umane capaci di empatizzare con noi e dovrebbero avere come funzione quella di badanti ad anziani soli e non autosufficienti ma ancora in casa loro e permettendo di continuare a restarci. Sono stati presentati i prototipi credo un anno fa proprio dall’IIT che tra parentesi è a Morego vicino a Genova. Allora mi pongo il dubbio se un essere cmq predisposto non per rispondere in modo preconfezionato ma in grado di modulare le risposte in base alle domande dell’altra persona e comprendendo dal tono di voce il vero senso della domanda, (perchè anche il tono della domanda può cambiare il senso della domanda stessa) come non possa poi acquisire dati ulteriori e rielaborarli personalmente; in quale direzione non è dato saperlo. Poi, che le macchine non si ribellino o cmq che non valutino come ottenere di raggiungere il successo nel compito loro assegnato in modo del tutto “sorprendente”, aspetterei a dirlo.

    Risposte al commento di DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

    1. camu
      ha scritto:

      In effetti il paragone con il trattore non regge, sono d’accordo. Oggi si parla di “allucinazioni” dell’intelligenza artificiale, e più informazioni diamo in pasto a questi algoritmi, più si faranno quella che noi percepiamo come un’opinione ed un modo indipendente di “pensare”. Ci sono troppi meccanismi che, al contrario del “semplice” trattore, si possono guastare e far comportare questi sistemi in maniera del tutto inaspettata e nel peggiore dei casi, anche lesive verso l’uomo. Non avevo considerato quest’aspetto.

  3. Trap
    ha scritto:

    Secondo me l’IA mostrata da ChatGPT è stupida.

    Praticamente non fa che assemblare modelli già creati dall’uomo, non è assolutamente in grado, ad esempio, di creare nuovi teoremi matematici.

    Pensa che avevo chiesto “Cosa significa il detto passa alto, passa basso, passa a Peugeot?” e non sapeva assolutamente rispondermi

    Risposte al commento di Trap

    1. camu
      ha scritto:

      😀 Beh ma tu fai domande complicatissime a cui soltanto pochissimi eletti saprebbero rispondere correttamente. Scherzi a parte, proprio quella stupidità, come diceva Daniele qui sopra, può essere un’arma a doppio taglio. Ho letto che si parla già di “allucinazioni” dei modelli di linguaggio a larga scala, come si chiamano tecnicamente i sistemi di intelligenza artificiale. Il che significa che affidare compiti complessi a queste “macchine”, può portare ad errori imprevisti. Certo, non hanno una volontà propria ed il desiderio di distruggere l’umanità, come i film di fantascienza vogliono farci credere. Ma se il programma che eseguono contiene un errore di valutazione, le conseguenze possono essere amplificate enormemente (vedi esempio citato da Daniele sull’incidente con il drone).

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