due chiacchiere

Giallini dice che è per il tuo bene

Ogni tanto ho bisogno di prendere una pausa dal machismo cinematografico americano, dove il protagonista è spesso un gran fustaccio armato fino ai denti che sa sempre cosa fare nelle situazioni più estreme. Così grazie alla variegata collezione di servizi di streaming a cui siamo abbonati (o di cui condividiamo l’abbonamento con amici 🤫), riesco a trovare qualche film italiano da guardare. Alcune settimane fa, tra le pellicole suggerite, c’era È per il tuo bene, con Marco Giallini, Giuseppe Battiston, Vincenzo Salemme e le loro consorti Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi e Valentina Lodovini. La trama è presto spiegata: tre cognati si ritrovano nella stessa situazione, insoddisfatti delle scelte sentimentali delle rispettive figlie. Sicuri di agire per il loro bene, decidono di aiutarsi a vicenda per incoraggiarle a riconsiderare le proprie scelte affettive. Una commedia leggera, senza nessuna pretesa di spiegare allo spettatore cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

I sei protagonisti, tre uomini in alto e tre donne in basso, in posa mentre guardano verso la telecamera

Il cast a disposizione del regista è di tutto rispetto, e l’accoppiata Giallini – Battiston l’abbiamo già vista riscuotere un successo di critica e di pubblico in film come Perfetti Sconosciuti, che personalmente considero una delle più belle commedie contemporanee prodotte in Italia (e ti prego di suggerirmi altri capolavori, se non sei d’accordo). Ma questo non sembra essere bastato a mettere insieme una trama intrigante e fuori dagli schemi. L’esecuzione è apprezzabile, ma le uniche due scene che mi hanno fatto davvero ridere sono state quella in cui si trovano chiusi nel bagno delle ragazze a scuola, e quando vanno a comprare la droga (spero di non aver rovinato nulla con questi due particolari). Lo scontro generazionale di questi tre padri di oggi, insomma, è raccontato attraverso una storia di cui già s’immagina il finale sin dalle prime battute. Il risultato è piacevole ma in fondo un po’ banale. Incluso lo stereotipo che due lesbiche debbano necessariamente essere ambientaliste sfegatate con il poster di Greta Thunberg in bella vista.

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