due chiacchiere

L’utente farà la sua parte

L’interessante discussione avuta col mio capo su quali funzionalità accessibili implementare sul portale che stiamo riprogettando, m’ha dato lo spunto per scrivere una miniserie di articoli su quanto sia efficace propugnarsi talebani dell’accessibilità. Personalmente mi ritengo sempre un grande sostenitore di questa filosofia, ma ammetto che negli ultimi tempi la mia posizione s’è spostata verso l’ala più moderata del movimento. D’altro canto, l’ho già detto anche parlando d’altro, l’estremismo (in qualsiasi contesto) non paga mai, porta soltanto lotta e distruzione 🙂 In passato, m’è capitato, infatti, di etichettare come “pigre” certe redazioni web che non offrivano un livello di accessibilità soddisfacente sul proprio sito. “Questi lavativi non se ne fregano una cippa dei disabili” (o di chi usa un telefonino per navigare, o degli ipovedenti, ecc), tagliavo corto, dopo una breve analisi del sito.

Con il tempo, però, lavorando dietro le quinte di grandi siti, mi sono reso conto che non è solo questione di pigrizia del webmaster. Intendiamoci, in Italia c’è ancora tanta ignoranza in materia, sebbene siano passati quasi 6 anni dall’entrata in vigore della legge Stanca. Ma in alcuni casi, il fatto che la funzione A non sia stata implementata, è il frutto di una scelta esplicita, nell’ambito di un piano di sviluppo del sito ben chiaro. Insensibilità? No, semplicemente un mero calcolo economico: se quella funzione costa 2 settimane di sviluppo e beneficia soltanto lo 0,5 percento dei visitatori, forse non ne vale la pena. Anche perché probabilmente quel piccolo gruppo ha già sul proprio computer qualcosa per aiutarsi nella navigazione quotidiana.

L’esempio tipico è quello dell’ipovedente. Non sono molti i siti che offrono la possibilità di aumentare la dimensione del font, ma certo questa categoria d’utenti non si è lasciata scoraggiare da tali ostacoli, e s’è installata vari strumenti (oggi messi spesso a disposizione dallo stesso sistema operativo) per vederci meglio. Io personalmente conosco un paio di ipovedenti che, grazie a tali ausili, navigano senza difficoltà anche nei siti più ostici. In altre parole, non ci si può aspettare che coloro che progettano un sito tengano in considerazione ogni possibile disagio, handicap, scelta del browser, dispositivo mobile e combinazioni varie. Sarebbe carino, certo. Ma non pratico.

Dai un’occhiata alla tua scrivania in questo momento. Probabilmente ci sarà qualcosa di stampato, un libro, la fotocopia di un documento, una ricetta di cucina tratta dal mio blog. Bene, facciamo un esperimento. Prendi in mano quel documento ed analizzane l’accessibilità. Trovato nulla? Certo che sì: il carattere è probabilmente piccolo o la foto non è dotata di testo alternativo quando ci passi sopra con il dito. E di certo la dimensione del font non si può aumentare. Accidenti, come si permettono? E quel biglietto da visita lì nell’angolino? Lo sfondo rende il testo poco leggibile per la poca differenza di contrasto. Probabilmente chi te l’ha dato non t’ha offerto l’opzione di avere un biglietto alternativo ad alto contrasto bianco su nero. Un vero sfrontato. Eppure, nessuno si sognerebbe mai di lamentarsene, nel mondo reale. Come la mettiamo?

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