Un paio di settimane fa, zitti zitti, io e la figlia piccola abbiamo deciso di fare una piccola vacanza in quel di Virginia Beach, una specie di Riccione per chi abita a Milano. Doveva ovviamente venire anche la figlia grande, ma all’ultimo minuto le hanno offerto un lavoro stagionale come bagnina in uno stabilimento in riva al lago, non lontano da dove abitano con la mamma, e così ha dovuto rinunciare alle spiagge, al sole ed al mare della Virginia, pur di raggranellare qualche soldo alla sua veneranda età di 17 anni (che figlia giudiziosa!). La permanenza è stata tutto sommato piacevole: lungomare chilometrico, spiagge pulite e non troppo affollate, prezzi per il parcheggio da ladri (30 dollari per 8 ore) ed idem per i vari ristoranti sulla passeggiata. Ma non è di questo che vorrei parlarti oggi.

Per ottimizzare i costi, abbiamo deciso di andare in macchina, così da non dover noleggiarne una all’arrivo, e soprattutto per poter portare molta più roba di quello che le compagnie aeree consentono oggi, inclusa una bella tenda gigante che faceva impallidire gli ombrelloni circostanti 😀 Il viaggio dura circa cinque ore e mezzo, e dalla Pennsylvania si passa per il Delaware ed il Maryland, prima di attraversare il confine con la Virgina.
Ora, devi sapere che gli americani guidano come capre, come se loro fossero gli unici sulla superstrada. Guardare prima di cambiare corsia per superare? Optional. Rallentare in tempo quando in lontananza vedi già il semaforo rosso? Macché. Ma la cosa che davvero mi ha mandato ai matti per le 11 ore di guida tra andata e ritorno è stato l’uso sconsiderato della corsia di sinistra in autostrada. Gente che si piazza lì, a 40 all’ora, finché tu non gli arrivi a dieci centimetri dal paraurti facendogli capire che devono spostarsi. Lampeggiarli non serve a nulla, non capiscono cosa vuol dire. Ed allora, o speri che si spostino (come hanno fatto la maggior parte) oppure ti ritrovi a superare la vecchietta a destra, manovra che se ti vede il poliziotto, ti fa un mazzo così. E niente, vedendo tutte quelle auto spostarsi al mio arrivo, per qualche ora mi sembrava di essere come Mosé 🙂
Nel video qui di seguito ti propongo entrambi i casi: la prima macchina cortesemente si sposta dopo aver capito, mentre la secondo non solo s’incaponisce a rimanere sulla corsia di sinistra (che, attenzione, per legge è riservata ai sorpassi, ma figurati se a loro importa), ma anche mi frena tutto d’un tratto come a dirmi “ma che cosa vuoi da me?” Non c’è nulla da fare, forse più che Mosè, ero Don Chisciotte, e combattere contro questi mulini a vento era solo una perdita di tempo. Paese che vai, usanze che trovi. A cui devi adattarti, tuo malgrado.
Commenti
Piero_TM_R ha scritto:
Vedo che il problema “autisti della domenica” che occupano le corsie senza troppi problemi è ormai diffusa. Una domanda sul sorpasso, ero convinto che nel paese dei SUV fosse prassi normale superare sia a destra che a sinistra, da quello che dici invece non è così o sbaglio?