due chiacchiere

Niente male il tailandese

Era più di un anno che la moglie ed io non uscivamo a cena, vuoi per la perenne scarsità di fondi, vuoi per la poca fiducia nell’industria della ristorazione americana dopo quello che c’ha raccontato mio cognato da “dietro le quinte”, vuoi per mille altri motivi. L’altra settimana il mio capo c’aveva invitato a cena a casa sua, ma dato il meteo poco clemente ha dovuto disdire. Dato che noi comunque eravamo dell’umore di uscire, abbiamo deciso di provare il ristorante tailandese a cinque minuti da casa nostra. Anche sotto consiglio del capo sopra citato 🙂 Lui, incredibile ma vero, mangia questa roba praticamente ogni giorno a pranzo: è proprio un amante di tutto ciò che abbia una qualche affinità con il mondo asiatico, fidanzate comprese.

Ad ogni modo, dietro suo suggerimento io ho ordinato Masaman Curry, carne di maiale cotta in un brodino al cocco, arachidi e verdure varie, con antipasto di dumplings. Mentre la moglie è andata più sul sicuro prendendo una specie di risotto con pollo e verdure. E per finire, abbiamo degustato un sorbetto alla vaniglia e cioccolato, prontamente immortalato grazie all’iPhone

Quando ci si avvicina ad una nuova cucina, l’istinto è sempre di paragonarla a quelle che già si conoscono: avendo avuto modo d’assaggiare piatti indiani, giapponesi ed ovviamente cinesi, direi che il tailandese si colloca un po’ nel mezzo:

  • più leggero del cinese, del quale evita tutto l’amido e le fritture
  • più speziato dell’indiano, con quel retrogusto piccante così diverso dal piccante di peperoncino a cui i calabresi mi hanno abituato
  • pieno di pesce come il giapponese, con la differenza che in questo caso è tutto ben cotto e condito da un’abbondanza di verdure (broccoli, fagioli vari e verza sembrano farla da padrone)

Di certo il gusto dolciastro del cocco sulla carne di maiale non l’avevo mai provato, ma è stata un’esperienza che ripeterei volentieri. Non abbiamo neppure speso un patrimonio: ce la siamo cavata con 40 dollari in due, che in Italia spendevamo per una serata in pizzeria. E tu hai una cucina estera prediletta?

Commenti

  1. palbi ha detto:

    La cucina thailandese e’ eccellente!
    Io ho il mio ristorantino di fiducia su 8a e 27sima dove vado in pausa pranzo almeno una volta a settimana

    1. camu ha detto:

      @palbi: non capirò mai come fate a mangiare questa roba in maniera continua 😀 Va bene due o tre volte all’anno, ma non di più, per me! Meglio il giapponese allora…

      1. palbi ha detto:

        @camu: e dipende un po’ da quello che prendi. Sia il thai sia il giappo sono 2 cucine molto varie che hanno piatti ricchi ma anche piatti semplici e leggeri. Si possono tranquillamente mangiare anche tutti i giorni volendo.

        1. camu ha detto:

          @palbi: si, è vero 🙂

  2. fiordicactus ha detto:

    I sono molto tradizionale, una volta i figli hanno voluto farmi assaggiare la cucina cinese, risultato mal di testa per tre giorni, mal di stomaco ecc . . . pensare che io digerisco benissimo la “cassoela” con la polenta! 😉
    Qualche mese fa la FigliaPutativa, mi ha fatto assaggiare la cucina Colombiana, ma non rientra in quelle cose che rifarei! 🙂
    Ho trovate qualche ricetta, ho fatto un “riso alla cantonese” (ma credo che si finto, c’è il prosciutto cotto), ma, ripeto, son tradizionalista e preferisco cucinare io! 😉

    Ciao, R

  3. Federica ha detto:

    Io adoro qualunque tipo di cibo ‘straniero’…un pò perchè mi piace il piccante e un pò perchè, essendo vegetariana, è li che trovo sempre una vasta scelta e soprattutto poco o nullo uso di burro e formaggio…tranne che nei dolci, come quello delizioso che hai fotografato tu.
    Menomale che i risto vegan di LA e NY hanno tolto i dairy, 🙂 così finalmente ho riprovato l’esperienza di tuffarmi su una Sacher o simili(x non parlare della pizza vegana che hanno da Wholefoods….un ammmore,almeno per chi ha rinunciato alla pizza 4 anni fa)!!!

    1. CyberAngel ha detto:

      Allora da provare direi… anche se il giappo rimane il mio preferito!
      Il dolce comunque non mi sembra tipicamente thai…
      Ehm, e quali sono i “dietro alle quinte” dei ristoranti americani?

      PS: ho dovuto cercami cosa fossero i “dumplings”. Traduzione la prossima volta, tnx. ^_^

      1. camu ha detto:

        @CyberAngel: i dietro le quinte sono quelli tipici di tutti i ristoranti, anche in Italia ho sentito storie analoghe. Maionese tenuta fuori da frigo con un dito di muffa in superficie, roba che cade a terra e viene riusata, qualche scarafaggio… 🙂 Riguardo ai dumplings, non sapevo di potesse tradurre in Italiano 🙂

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