due chiacchiere

Soldi in cambio di rottami

La frase del titolo di oggi non è scelta a caso, ma è la traduzione più o meno letterale di come è stata ribattezzata dagli americani la legge varata da Obama che offre incentivi a chi rottama la propria vecchia auto: cash for clunkers. Clunk è il suono sordo e ovattato di pezzi di metallo che sbattono tra loro, quindi un clunker è un oggetto che produce questo suono, un qualcosa di scassato praticamente. A parte la digressione sul linguaggio, la domanda che si pongono molti blogger americani in questi giorni è se una tale legge ha davvero senso. In Italia l’abbiamo vista già varie volte in passato, promossa dai vari governi per “risollevare il mercato dell’auto” quando soffre.

Personalmente condivido l’idea di chi preferirebbe vedere un cash for modems, un’iniziativa in cui il governo incentiva il passaggio ai collegamenti internet veloci, ed una maggiore copertura delle aree rurali. In fondo acquistare nuove macchine si traduce in un danno per l’ambiente: basta pensare a che fine faranno i rottami accumulati prima di essere riciclati, oppure al fatto che, seppur “verdi” nel nome, di fatto le nuove auto continueranno ad inquinare l’aria, intasare il traffico in città, e non daranno un impulso duraturo all’economia. Già, perché una volta rinnovato il parco auto e passata l’euforia del momento, le cose torneranno ad essere grigie come prima.

Incentivando la banda larga in maniera aggressiva, si potrebbe iniziare a parlare seriamente di telelavoro. Ammettiamolo, la presenza fisica in ufficio, oggi come oggi, non è più indispensabile come soltanto una decina d’anni fa. Molte delle mansioni che svolgiamo seduti alla nostra scrivania, potremmo tranquillamente portarle a termine da casa: tecnologie come VPN, web services, lavagne condivise, videoconferenze, oramai hanno raggiunto una maturità tale da rendere sicure ed affidabili. Certo, non ci si potrebbe incontrare più alla macchinetta del caffé con i colleghi, ma sicuramente si risparmierebbe tempo e denaro (necessario a muovere ogni giorno milioni di persone per condurle al lavoro), senza contare il beneficio per l’ambiente.

Personalmente, ad esempio, già “chiacchiero” con il mio capo tramite Messenge, evado le richieste che m’arrivano via email, e non di rado partecipo a conferenze telefoniche con colleghi ed aziende che presentano i propri prodotti. Il mio essere fisicamente in un luogo piuttosto che in un altro, voglio dire, sta diventando un dettaglio trascurabile. Ma forse quella di andare in ufficio è alla fine una scusa che ci consente di uscire di casa, staccare dal solito ritmo casalingo, che rischierebbe di trasformarci in pigroni pantofolai. Però chi ci rimette, in questo caso, è l’ambiente ed il nostro stile di vita.

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