due chiacchiere

Un lavoro a tempo pieno

Abbiamo visto la volta scorsa come le organizzazioni di una certa dimensione spesso sottovalutino la gestione del proprio sito web, demandandola a gruppi frammentati e con competenze limitate ad uno specifico campo d’azione. Come dicevo, la creazione di una redazione web è il primo passo per affrontare il problema nella maniera corretta. Ma questo non basta: la mia esperienza m’insegna che non solo la cura del sito è spesso affidata a marketing e sistemi informativi in maniera disaggregata, ma che questo è un compito secondario, che non ha mai precedenza rispetto alle altre mansioni di queste persone. Si tratta di una specie di “lavoro tappabuchi” a cui dedicarsi quando non si hanno altre cose da fare.

Innovazione, non manutenzione

Anche quando viene costituita formalmente una redazione web, la gran parte del tempo di queste persone si spreca nella manutenzione ordinaria del sito: aggiornamenti delle pagine, correzione di errori del codice HTML, creazione di nuove categorie e via dicendo. Non c’è tempo per sedersi intorno ad un tavolino e fare un po’ di sano brainstorming, per pianificare una strategia d’azione a medio e lungo raggio. Io ho sempre definito questo approccio molto miope: senza un piano chiaro, si avanza a tentoni, per prove  ed errori, inventandosi qualcosa giorno per giorno, pur di stare a galla ed offrire il minimo indispensabile. Finendo per avere tra le mani un sito rattoppato, la cui struttura assomiglia ad un campo incolto, in cui ognuno ha costruito il proprio orticello.

Diamo potere ai giovani

Questa situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che le persone all’interno della redazione web hanno spesso un profilo “junior” e non parlano con i piani alti dell’amministrazione. Non hanno l’autorità o l’esperienza per proporre (ed imporre, quando necessario) nuove soluzioni tecniche, organizzative e di comunicazione. Così finisce che anche le idee più brillanti nate all’interno del gruppo, stentano ad affermarsi, dovendo attraversare i tanti filtri che separano la redazione dal livello in cui si prendono le decisioni. Serve che le organizzazioni inizino ad investire seriamente nel proprio sito assumendo personale qualificato e dandogli “pieni poteri” e l’autorità necessaria per gestirlo.

Commenti

  1. salvogullotto ha detto:

    io penso questo: il TOP management, spende almeno l’80% della sua giornata lavorativa, a far si che continui ad essere considerato “TOP management” appunto.

    I cambiamenti di strategia, a volte, includono anche piccoli scontri tra manager e quindi meglio bypassare

  2. gabi ha detto:

    Sto riflettendo sul concetto di creazione di una “redazione web”. Ok, quali sono le dimensioni aziendali per le quali si giustifica il costo di una redazione web che si occupi full time del web? Oppure quale mercato giustifica una redazione web? Io sono nell’industria. Due volte prima dell’azienda dove sono ora lavoravo in una multinazionale tedesca con 50.000 dipendenti nel mondo. Non fra le più grosse ma discreta. Lì non c’era una redazione web ma avrebbe potuto esserci. Ora sono in un’azienda di 200 persone con un fatturato di 60 mil euro. E non ce la vedo dentro una redazione web. Ma come ho detto ci sto riflettendo.

  3. camu ha detto:

    @gabi: molto dipende da quanto la vostra attività può avvalersi di un canale web. Nel mio caso ho lavorato per aziende che vendevano prodotti tramite web ed ho lavorato per un paio di università, e per altri enti pubblici. In queste situazioni la comunicazione tramite il web era molto richiesta (pensa ad un ente: certificati online, blog del sindaco, aggiornamento viabilità, e chi più ne ha più ne metta) e quindi aveva senso costituire una redazione web che facesse da vigile urbano (mi si perdoni il gioco di parole) tra i vari uffici, controllando il traffico di cosa andava a finire sul sito. Un’industria che si accontenta di un sito fatto di 5 paginette, e che non necessita di molto di più per la natura dell’attività in cui opera, non avrà certo bisogno di una redazione web. Ma se iniziano ad affacciarsi esigenze come vendere i prodotti online, attrarre clienti tramite strumenti sociali (facebook, twitter, ecc), fornire informazioni specifiche a varie categorie d’utenza, allora può avere senso.

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