due chiacchiere

I contenuti invecchiano presto

Nelle scorse due puntate, abbiamo visto come il “male” che colpisce i siti di molte grandi organizzazioni è che i “capi” ne sottovalutano le potenzialità, e di conseguenza investono lo stretto indispensabile per gestirli. Va a finire così che, a causa della mancanza di uno staff dedicato alla cura del sito (la redazione web), i contenuti tendono a non essere aggiornati per lunghi periodi di tempo. Oramai anche le pietre sanno che alla base di una solida presenza in rete non stanno più i “trucchi” di un tempo (scrivere sesso replicato 100 volte nelle keywords non aiuta), ma i contenuti migliori e freschi. Io lo sperimento ogni giorno con il mio blog: la marcatura semantica e la bontà di quello che scrivo sono fattori che Google premia senza dubbio.

Impariamo dagli errori del passato

Quello che mi è capitato di vedere nella mia esperienza, è che dopo un paio d’anni di completo abbandono, qualcuno si accorge che il sito è diventato causa d’imbarazzo, magari perché all’ultimo convegno uno dei concorrenti l’ha fatto notare al Direttore Generale. Allora si decide di adottare la soluzione più drastica: una costosa riprogettazione. Lo spreco principale, comunque, non è nel denaro speso per quest’operazione, ma nel bagaglio di conoscenze accumulato durante l’esistenza in vita del vecchio sito, che andrà completamente perduto. La mia professoressa di storia mi diceva sempre che studiamo le gesta dei nostri antenati anche per non rifare gli stessi errori. Un simile approccio andrebbe seguito quando si decide di aggiornare un sito web.

Riallineare, non riprogettare

La parola magica, in questo caso, è riallineare. Ovvero riprendere le fila del “discorso” da dove era stato interrotto prima che il sito venisse di fatto abbandonato, intavolare una discussione con i vari editori che l’hanno mantenuto in questo lasso di tempo, raccogliere i loro suggerimenti e ripartire da lì. Ogni ufficio conosce le proprie esigenze e le proprie mansioni, quindi loro stessi sapranno dirti cosa e come vogliono comunicare tramite la loro sezione sul sito. Di tutte queste esperienze è possibile far tesoro nella stesura di un piano d’azione che sintetizzi le linee guida da seguire nell’ammodernamento del sito.

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Verissimo questo discorso tanto quanto quella di “brand” del sito che non passa solo attraverso il logo, quanto tramite l’intera struttura. Rivedere e aggiornare, quando possibile, è molto meglio del radere tutto al suolo e ripartire come se non si fosse mai esistiti sul web. E’ un po’ come se io venissi domani sul tuo blog e trovassi un tema psichedelico senza un minimo di spiegazioni. Se ci fai caso, è una cosa che ho tenuto in considerazione sul mio blog durante il restyling (e ancora non ho fatto un post a riguardo…).
    Ciao,
    Emanuele

  2. camu ha detto:

    @Emanuele: infatti quando avrai un po’ di tempo, sarebbe interessante leggere qualcosa riguardo al tuo nuovo tema, che completi la serie che hai già scritto 🙂

Lascia un commento