due chiacchiere

Tanto rumore per nulla

Premetto che sto scrivendo queste righe di martedì sera, prima di conoscere l’esito del voto. Anche stavolta i giornali ci hanno tartassato di questo o quel dettaglio sulle elezioni americane. Ora, posso capire qui negli Stati Uniti, ma come diceva una volta Di Pietro, che c’azzecca che in Italia le prime pagine dei giornali siano infestate da questa tornata elettorale? Lo so, il faro della civiltà occidentale meritava un posto di riguardo, perché dall’esito di queste elezioni dipendono i destini del mondo. Ma davvero è così? Davvero nei decenni ci siamo lasciati legare così stretti alle sorti del Paese a stelle e strisce? Sul voto in Israele si sono già spenti i riflettori, dato che il nostro simpatico Netanyahu ha praticamente vinto (secondo me grazie a brogli sottobanco organizzati in collaborazione con lo zio Sam, ma tant’è), e lo stesso è avvenuto per il Brasile, dopo la fuga rocambolesca di Bolsonaro ancora una volta a casa di zio Sam. Molti hanno riposto tanta speranza nella valanga democratica americana, ma sono convinto che poco o nulla cambierà in concreto.

Il fatto che non esista il concetto di crisi di governo crea una situazione quantomeno distopica, in cui il Presidente può continuare a legiferare a colpi di decreti legge (qui chiamati esecutivi), che come in Italia, devono essere convertiti in legge entro un certo lasso di tempo sennò decadono. Quindi puoi già immaginare la confusione che si creerà, con un parlamento ostile che non voterà nessuna di queste proposte per i prossimi due anni, e probabilmente non avrà la forza di scrivere leggi per limitare il potere dell’uomo arancione, perché molte dovranno comunque passare dalla sua scrivania. Vedremo. Vedremo se e come questa volta sarà diversa da quando la stessa identica situazione capitò con Obama (stupidi americani!), che quindi non riuscì a completare la sua riforma sanitaria per colpa dell’opposizione che non gliene faceva passare una. In pochi ricordano che persino la finanziaria non fu votata ad oltranza, privando di fatto dei fondi necessari molte istituzioni pubbliche. Prevedo che la storia si ripeterà, e sarà ancora di più pianto e stridore di denti per noi abitanti di questa terra martoriata.

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