due chiacchiere

Le violazioni dei diritti umani viste dalla Cina

L’occidente, a partire dalla guerra fredda, se non pur prima, ha sempre guardato agli Stati Uniti come osservatore (imparziale?) di quello che succede in giro per il mondo. Spesso leggiamo notizie di come la CIA abbia rilasciato uno studio su questa o quella questione, di come un’università abbia dichiarato che certe cose fanno bene o fanno male alla salute, e via dicendo. Ma chi controlla gli Stati Uniti? Forse sarebbe il caso di cambiare prospettiva e di considerare la terra dello zio Sam alla pari del resto del mondo, ed applicare le stesse ricerche e gli stessi parametri per misurare lo stato di salute del Paese. Eh già, perché è facile giudicare gli altri, ed avere l’esclusiva facoltà di non essere giudicati. Ecco dunque entrare in gioco la Cina, che rilascia annualmente, tra gli altri, un rapporto sulla violazione dei diritti umani negli Stati Uniti. Lo so, chi si è fatto abbindolare dalla propaganda americana, penserà subito che non vi sia nulla di attendibile in questo documento.

Ma per chi, come me, l’America la vive tutti i giorni, è chiaro che il rapporto mette in luce condizioni di vita incredibili. Ovviamente, l’occidente fa finta di nulla e guarda dall’altra parte fischiettando, ma se la stessa cosa accadesse, che so, in qualche nazione africana, allora tutti subito a strapparsi i capelli e mettere in piedi operazioni militari per affrontare la situazione. Per esempio, tutti abbiamo sempre criticato gli oligarchi russi, ma in quanti ci indigniamo per quello che stanno facendo i miliardari americani alla corte di Trump? (e non solo). Secondo le autorità cinesi, le elezioni del 2024 hanno evidenziato il peso del denaro nella politica americana, mentre le disparità economiche, le difficoltà delle fasce più povere della popolazione e le discriminazioni razziali continuano a compromettere l’effettiva tutela dei diritti.

I cinesi, con questo documento, mostrano la loro forza istituzionale, ed il fatto di non “aver paura” di criticare quest’America che invece nazioni come l’Olanda di Rutte o la Danimarca sembrano adorare a prescindere dalla pazzia di Trump. E così, mentre il peso del Paese a stelle e strisce finisce per convincere la Danimarca a cedere sulla Groenlandia, la Cina denuncia l’inflazione galoppante (sebbene i rapporti ufficiali americani mostrino dati molto meno allarmanti, beati loro) che strozza il potere d’acquisto del ceto medio, denuncia la collusione del governo con i miliardari di turno che siedono alla corte di Re Donald, e denuncia l’annoso problema delle armi da fuoco e delle tante vittime innocenti causate dal famoso secondo emendamento alla costituzione.

Insomma, una lettura interessante che evidenzia problematiche di cui per buona parte siamo a conoscenza ma di cui facciamo finta di nulla. Perché gli americani hanno un’immunità speciale al giudizio della comunità internazionale. Quando le stesse cose accadono in Russia o in Iran, allora siamo invece pronti a far scattare l’indignazione telecomandata dalla propaganda. Se vi piace così…

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