due chiacchiere

Un computer che non dimenticherò mai

La notizia è circolata in queste ore sui giornali (grazie Trap per avermela segnalata): il fondatore della Commodore International, Jack Tramiel, è passato a miglior vita ad 83 anni. Se ne va un altro piccolo tassello dell’epoca che mi ha visto bambino, dell’epoca in cui iniziavo a muovere i primi passi nel fantastico mondo dell’informatica, quello popolato da Supercar e Tron, dal Tagliaerbe e Spazio 1999. Ricordo ancora come fosse ieri le ore passate con gli amichetti delle elementari a cercare di sconfiggere l’astronave nemica in Scramble, a maltrattere e rattoppare il povero joystick, ed imprecare contro il mangianastri quando un gioco non si caricava a dovere. Bei tempi, bei ricordi.

Commenti

  1. soloparolesparse ha detto:

    Io vinsi con il concorso di un giornalino un Commodore 16 con tanto di mangiacassette per caricare i programmi.
    Era comodissimo perchè potevo caricare il gioco, andare a fare merenda e quando tornavo il gioco era quasi pronto per essere giocato!

    1. camu ha detto:

      @soloparolesparse: verissimo, facevamo così anche noi. Una delle nostre merende preferite era il pane “intinto” nello zucchero… altro che le schifezze che si mangiano i bambini oggi.

  2. Trap ha detto:

    Con il Commodore avuto a 10 anni ci facevo tutto di più, anche grazie a GEOS che forniva un’interfaccia grafica scopiazzata da quella di System dei Mac e ai suoi programmi d’ufficio (GeoWrite, l’elaboratore di testi, e GeoCalc, il foglio di calcolo) con i quali ho scritto svariate relazioni per la scuola fino a quando comprai un PC 386 dopo aver frequentato la terza superiore.

    1. camu ha detto:

      @Trap: un mio zio aveva persino la stampante attaccata al Commodore, e ricordo un Natale passato a casa sua in cui giocavamo a tombola con i numeri estratti a caso da un programmino scritto al volo sul Commodore 🙂

      1. Trap ha detto:

        @camu: io avevo questa 😀

  3. Caigo ha detto:

    Sembra preistoria.
    Ricordo un programma radiofonico della RAI dove “trasmettevano” softaware.
    Collegavi il mangianastri allo stereo e facevi partire il rec al via dello speaker.
    Qualche minuto di…rumori infernali et voilà, il programmino era tuo.
    All’epoca non avevo il computer, c’era un amico che aveva provato la cosa rimanendo però deluso dai risultati (chissà cosa si aspettava). I software erano semplici e didattici, niente super-giochi. Ma che fascino!

    1. camu ha detto:

      @Caigo: vero, non ci pensavo più. Mi hai fatto ricordare una radiolina rossa a forma di cubo che tenevo sulla mensola e che avevo modificato con un’antenna speciale per migliorare il segnale per quello scopo 🙂 Wow, quanta strada abbiamo fatto da allora…

  4. Trap ha detto:

    Signori e signore, vi invito a guardare questa demo.

    Notare:

    – all’inizio il cubo vuoto renderizzato con una tecnica simile al ray-tracing (sicuramente l’algoritmo è ottimizzato all’estremo e il programmatore avrà utilizzato molti trucchi, visto che persino un Intel Dual Core fa fatica a farlo in tempo reale)
    – il labirinto stile doom verso la fine, è l’implementazione più veloce che abbia mai visto su un C64 che va ad 1Mhz!

    questa sì che è programmazione sopraffina.

  5. Trap ha detto:

    Ancora oggi seguo il mondo del Commodore 64, ed è incredibile la quantità di nuovi giochi che escono ogni anno, alcuni dei veri e propri capolavori, come Briley Witch, gioco dell’anno 2021.

    Ciò è facilitato anche dal fatto che ora abbiamo anche degli IDE che girano sui PC e generano codice per il 64.

    1. camu ha detto:

      Incredibile che ci sia ancora oggi gente che si occupi di mantenere in vita questo pezzo di storia. Mi hai messo curiosità, andrò a spulciare i link che hai suggerito.

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