due chiacchiere

Uno stile da ricordare

È passato un po’ di tempo dall’ultimo intervento su come si cambiano gli stili in una pagina web. Alcuni visitatori hanno apprezzato quanto già descritto a suo tempo, ma vorrei continuare aggiungendo l’ultimo tassello del mosaico: la memoria. Per rinfrescarti la memoria (guarda caso), l’argomento di cui si parlava era la possibilità di cambiare “dinamicamente” il foglio di stile associato ad una pagina, premendo un pulsante al suo interno: un po’ quello che accade se premi i pulsanti del cassetto accessibile in alto a destra in questa pagina.

Partendo da una breve introduzione su come funzionano gli stili, eravamo arrivati a capire come il linguaggio Javascript, oramai supportato dalla quasi totalità dei browser moderni, potesse aiutarci in questo compito. Ora che sappiamo come fare, possiamo dare ai visitatori la possibilità di personalizzarsi la propria navigazione: abbiamo migliorato la pagina, non l’intero sito. La preferenza impostata si applica, in altre parole, solamente alla pagina in esame; appena si clicca su un collegamento (interno allo stesso sito), tutto tornerà come prima.

Ciò accade perché, di per sé, la navigazione è per definizione “senza memoria”: i meccanismi che consentono al tuo browser di farti navigare, sono stati concepiti per essere indipendenti tra loro. Quando visito una pagina, e dopo ci ritorno, nessuno si ricorderà che ci sono già stato. A meno che…

Ebbene si, il problema è stato già affrontato ed ampiamente risolto: in molte situazioni è comodo ricordarsi di un utente, quando torna su un sito già visitato. Per i più svariati motivi. Come fare allora? Basta fare in modo che il sito, prima che l’utente esca, gli lasci un “foglietto” con dei parametri: alla prossima visita l’utente restituirà il “foglietto” al sito, che lo analizzerà e si ricorderà di noi. In gergo questo foglietto è chiamato cookie. E lo useremo anche noi per annotarvi sopra la preferenza sul foglio di stile.

Ancora una volta useremo una funzione Javascript per interagire con questi strumenti: una scrive sul foglietto, l’altra legge. Una terza funzione servirà a vedere quale stile è attualmente impostato: un ciclo attraverso tutto gli elementi di tipo link del documento consentirà di indagare su questo valore. Se si tratta di un collegamento ad un foglio di stile, se ne verifica l’esistenza del titolo: questo consente di sapere se si tratta di uno stile preferenziale o alternativo (vedi puntate precedenti). L’ultimo controllo serve a stabilire se lo stile è attivo oppure no: se anche questa operazione restituisce un valore positivo, allora possiamo dire qual’è lo stile attualmente in uso [scarica le funzioni]. Nella prossima puntata, vedremo come e dove usare tutti questi strumenti che abbiamo introdotto oggi.

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