due chiacchiere

Alessandro incontra Caterina

Per quanto mi riguarda, esiste un’unica Caterina che sia famosa nella blogosfera, così come esiste un’unica Sara Taricani e (non me ne vogliano per l’accostamento), una sola Ninna. Ebbene si, stavolta sono riuscito ad avvicinare per un’indimenticabile intervista doppia nientepopodimeno che Catepol. Il dilemma (ed il dramma) delle interviste doppie, a questo punto diventa: accanto a “cotanta” blogger, chi potrei mai mettere? Non è facile scegliere: non tanto per mancanza di soggetti idonei, quanto per l’abbondanza. Alla fine il dardo è caduto su eiochemipensavo, il blog personale di Alessandro Bonino. Una donna che si confronta con un uomo? Embè, che c’è di male? Il problema, piuttosto, è stato nell’adattare le risposte: prolisse quelle di Catepol, succinte quelle di Alessandro. Ecco perché ho scelto di dividere l’intervista in due parti: oggi e domani.

Come intrecci blog e vita privata?

EQuesta è una domanda un po’ così. Chiedere a uno come fa a intrecciare le sue passioni con la sua vita, è come implicare che queste passioni siano altro rispetto alla sua vita. Ma è un po’ una cavolata. Togli le passioni, e cosa resta alla vita? Mangiare, dormire e lavorare. Che poi nemmeno, perché anche mangiare e dormire, son due belle passioni, e c’è persino chi mette passione nel lavoro. Il blog è una cosa della vita, far questa domanda è come chiedere a uno spaghetto come fa a intrecciarsi con gli altri. Lo fa e basta.

CIl blog è oramai una mia estensione. Nel senso che raccoglie i molteplici interessi che io ho: personali, lavorativi, di cazzeggio ecc. Sono multitasking anche nella vita reale, perchè mi occupo (o mi sono occupata) di diverse cose e spesso di queste molteplici cose diverse non riesco a confrontarmi con altri che si coccupano di cose simili. A me la condivisione della conoscenza (ma anche del cazzeggio) in rete ha dato e continua a dare tanto.

Il blog è un grosso aiuto in questo, e la blogosfera, con tutte le sue pecche, è una grande famiglia di gente che si legge perchè si interessa di cose simili. O si odia, ma si continua a leggere perchè rosica dei successi blogosferici di un altro o di un’altra.

La mia vita privata sul blog traspare molto poco. Nonostante io sia onnipresente a detta di molti, e racconti tutto via twitter o sul blog, a ben leggere di me e della mia vita privata parlo molto poco. O meglio traspare il grosso della mia personalità, ma non i fatti privati che coinvolgono altre persone, che non ho voglia di sputtanare su web gratuitamente solo perchè c’ho un blog. Io ho scelto di stare su web. Altri che mi stanno attorno, no.

Prima di esser nota, qualche post più personale (che ne so, da novella sposa sull’argomento suoceri, ad esempio) ci scappava pure. Ora un po’ meno. Non perchè ci sia nulla da nascondere, ma alcune cose non le puoi scrivere con leggerezza sapendo che ti leggono in molti, anche i tuoi familiari, e che, soprattutto, ognuno interpreterebbe a modo suo. Piuttosto che centellinare le parole da usare, preferisco non mettere proprio in piazza e non affrontare certi argomenti. Ho provato anche con un blog segreto. Avrò scritto si e no due bei post segreti. Sono abbandonati là. Non riesco a scrivere se non posso esser letta dopo. Si tratta di una pratica inutile. I 15 anni li ho passati da un pezzo, del diario segreto non ho bisogno. Però tra le righe riesci a capire comunque di che pasta son fatta realmente, anche se non scendo nei dettagli della vita privata. Certo metto sempre in mezzo il mio mitico husband. E lui lo sa. Siam cazzeggiatori entrambi, lui non ci vede nulla di male. E chi ci ha conosciuto entrambi lo sa.

Come si diventa una blogstar?

EQuando ho cominciato, nella primavera del 2004, ho da subito avuto l’impressione che la parola blogstar avesse un’accezione negativa, ovvero che denotasse una persona che, avuto un certo successo, avesse infilato la testa in una sua parte del corpo che normalmente serve a espellere i prodotti secondari del metabolismo basale, così da avvertire soltanto le sollecitazioni che avvengono all’interno del suo corpo ed essere completamente insensibile alle cose che avvengono all’esterno. Naturalmente questa è una cosa che non auguro a nessuno, perché secondo me si sta male. Per fortuna, non ce ne sono molte, di queste blogstar.

CCioè tu pensi che io sia una blogstar? Arrossisco. Mi lusinghi. No dai, le blogstar non esistono. Il mio è un grande gioco, quello dell’atteggiarsi a blogstar. Cosa che velatamente o meno fanno tutti non appena si superano i 100 lettori fedeli al blog. O non appena si occupa una qualche posizione utlie in quelle classifiche basate sui link in ingresso e poco altro. Sono quei famosi 15 minuti di notorietà, che in blogosfera cerchiamo di far durare all’infinito. Io gioco.

Io blogstar non sono. Perchè mi manca il savoir faire, perchè parlo troppo, perchè dò fastidio, perchè conosco le dinamiche della rete e scherzando le spiattello a tutti, faccio giocare anche altri. C’è chi capisce e chi no. C’è chi si sente depauperato di posizioni occupate perchè si era i primi nell’orticello blogosfera. C’è chi sta allo scherzo. C’è chi si offende quando mi autoproclamo (sostenuta dagli amici) blogstar o Twitter queen. E’ tutto un gioco. Siam dentro e giochiamo.

I blog molto letti e commentati, visitati da migliaia di persone, son altri. Non è il mio e nemmeno di tante altre blogstar. Sono i Blog di gente capace di creare una community attorno che vive attorno al blog stesso ed alle persone che vi si relazionano. Sono blog su splinder magari, non presenti in nessuna classifica, ma blog di belle persone che scrivono e si confrontano.

Se poi mi intervistate perchè pensate che io sia una blogstar, sono lusingata. Ma lo devono dire gli altri, i lettori, se lo sono realmente e perché. Io non posso autoincensarmi per l’ennesima volta in un0intervista a cui molti storceranno il naso. Già lo faccio troppo, diranno. No, ommioddio catepol pure qua. Parlare di me, intendo. Essere catepolcentrica in tutto. Bè, ho un grande ego. Questo sì. Se poi questo fa di me una blogstar, non so.

Quante volte fai qualcosa e poi pensi “questa la pubblico sul blog”?

EMagari per giorni non succede neanche una volta, poi in un giorno mi succede anche dieci volte, e cerco di segnarmi gli episodi che poi possono essere fatti diventare un post. È una questione di visione, certi giorni il mondo ti sembra una fucina di storie, e certi giorni è completamente opaco. Ma è perché lo sei tu. Succede. E quando succede che mi sento opaco non mi piaccio mica tanto, devo dire.

CPraticamente sempre!! Mi piace raccontare le cose che faccio, ma non per scrivere un diario. Infatti non racconto quasi nulla alla fine, se non episodi romanzati, roba che faccio o che mi capita e per le quali mi si illumina dentro una lampadina, una frase, un qualcosa su cui posso esercitarmi a scrivere e narrare. Si, mi piace scrivere, ma solo se l’episodio mi riesce a dare un LA di intuizione e parole che possono diventar miniracconto, chiuso in sè, magari per strappare un sorriso alla gente che mi legge. A volte ci sono episodi che narrerei volentieri, ma riguardano troppo la vita privata (i miei, husband, i suoceri, i colleghi ecc.) e sarei troppo acida perché racconterei ingigantita una cosa per far ridere e non lo faccio, anche se mi divertirebbe scrivere certi post acidi perchè il guizzo narrativo mi arriva e la voglia di digitare è tanta. Ma non è più un bloggetto che leggono pochi amici. E allora evito.

Però ogni cosa che leggo, ogni tool che trovo e provo, quello si, lo posto subito dopo averlo provato se ritengo che possa avere una qualche utilità per chi mi legge. Le cose simpatiche, poi, e i video virali, per quelli praticamente penso sempre ora lo posto sul blog. Ce l’ho, dopotutto. Perché non farlo?

Commenti

  1. neemo ha detto:

    Cosa ne penso? Che siete una gran rottura di scatole voi che attaccate “star” alla parola blog. Mai pensato di costruire qualcosa di concreto voi che vi autointervistate invece di “conoscervi meglio”?
    Poi sti due… eio e catepol, se avessero un minimo di reale competenza nelle parole, li avrei già letti su qualche rivista online o cartacea. Loro, come molti altri, sono solo firme di se stessi, persone che hanno tempo da spendere in post per costruirsi la propria celebrità.

  2. Sara ha detto:

    @Camu: Ma quando hai intervistato me e Miss Lei_Non_Sa_Chi_Sono_Io c’era un limite di parole per risposta! 😛 Riguardo al colore di questo mese, mi sto ricredendo sull’usabilità -> mi sto disinnamorando del viola argh!

    @Neemo: la questione è complessa. Non è la rivista a dare autorevolezza a prescindere, credo, ma il feedback dei lettori 🙂

    1. camu ha detto:

      @Neemo: innanzitutto non mi piace il tuo tono “aggressivo” con cui arrivi e spari parolacce (che ho dovuto moderare) gratuite. Comunque, siccome qui c’è spazio per tutti, è giusto che anche tu, seppur con i toni forti che usi, esprima il tuo punto di vista. Penso che il tuo sia solo un attacco di invidia, e se avessi seguito questa rubrica dall’inizio, avresti visto che qui non si intervistano solo le blogstar (ma ancora esiste questo termine?), anzi mi piace proprio dare visibilità a quegli angoli inesplorati della blogosfera. Se vuoi candidarti per un’intervista o suggerire qualcuno di tuo gradimento, non hai che da contattarmi 🙂 Comunque lo spirito della mia iniziativa è proprio il contrario di quello che pensi, ti basta leggere le interviste precedenti per rendertene conto!
      @Sara: per il colore dovrai tenere duro solo un’altra settimana, poi “scatta” la tonalità di dicembre 🙂 Riguardo alla lunghezza delle risposte, anche per i due personaggi qui sopra ho chiesto il rispetto dei limiti, ma Catepol mi ha rilasciato quest’intervista fiume che mi sembrava un vero peccato tagliare o modificare. Comunque non preoccuparti, come promesso sei già “in coda” per l’altra intervista! Quindi se vuoi potrai rifarti eh eh

  3. neemo ha detto:

    Si si, lo conosco il feedback dei lettori.. Le classifiche technorati, poi i grafici usciti su Nova24, poi blogbabel e altro: tutti stanno a contare il numero di link, il numero di commenti.. la rivista dà autorevolezza perchè richiede la responsabilità di ciò che si scrive nei confronti di chi paga. Vorrei vedere se davvero certe blogstar poi sanno sostenere online una discussione su un argomento di loro competenza.

    E poi siamo seri: chi è che dà autorevolezza a catepol? 😀 È un personaggio del web come un Malgioglio lo è della televisione!

  4. camu ha detto:

    @Neemo: non capisco il motivo del tuo dente avvelenato, a dire la verità. Su questo blog non si è mai contato in maniera spasmodica il punteggio di blogbabel o le apparizioni su nova24. Io mi assumo la responsabilità di ciò che scrivo, giorno dopo giorno. Forse per questo non sono “famoso” (e non voglio diventarlo) come pensi tu. Riguardo a Malgioglio, credo che tu conosca poco il “popolo” italiano, se pensi che nell’opinione pubblica lui abbia scarsa autorevolezza. Se così fosse, non apparirebbe tanto in tv 🙂 Invece alla gente piace proprio questo tipo di persone, e per “de gustibus non est disputandum” o qualcosa del genere. Se a te non piace è un conto, ma non per questo deve non piacere anche al resto del mondo! 🙂

  5. Sara ha detto:

    @neemo: intendevo altro tipo di feedback veramente. L’uso di aggregatori e classifiche è relativo, alla fine. Per quello che vale il mio punto di vista, Catepol mi sembra una donna in gamba, Bonino decisamente sopravvalutato. Poi, siamo liberi di seguire i blogger che preferiamo.

  6. neemo ha detto:

    Le parole sono importanti, se me la sostituisci con “scatole” non mi fai passare il concetto del commento. Almeno passa il tono, quello non lo si può censurare.

    Non è invidia. Difficile da dimostrare, lo so, quanto facile da pensare.
    Ti segnalo questo http://adayinthelife.splinder.com/ . Non mi sto autosegnalando(ti risparmio questo pensiero automatico). Lui è interessante: è poco visitato ma conosciuto, esiste dal 2003.. navigatelo.

  7. neemo ha detto:

    Malgioglio ha l’autorevolezza del personaggio televisivo che piace perchè malleabile e buffo. A me può anche essere simpatico, pensa te. Ma catepol no, mi dà solo l’idea di buffa “invadenza”.

  8. neemo ha detto:

    Altro tipo di feedback: la qualità dei commenti ricevuti?

  9. Sara ha detto:

    Sì, con contorno di patate fritte. Salse a parte.

  10. camu ha detto:

    @Neemo: anche se ti autosegnalavi, non ci avrei trovato nulla di male, anzi! Comunque darò un’occhiata al blog che mi indichi, e di sicuro sarà inserito nel mio palinsesto delle interviste. Ho forse già le domande giuste da fare… ma devo trovare un partner adeguato eh eh.

  11. catepol ha detto:

    @neemo ma io e te…hai presente l’aborigeno di guzzanti? Ecco…mica mi devi seguire per forza no? Paragonata a malgioglio non me l’aspettavo.

  12. neemo ha detto:

    Anche se non ti seguo cmq ti trovo (qui, là, ovunque). Ma in molti hanno già ironizzato su questo presenzialismo.

  13. catepol ha detto:

    in molti ironizzano sul mio essere ovunque in rete e lo faccio anche io, non so cosa posso averti fatto neemo, però se non ti piaccio non mi seguire, non c’è nulla di male. Però poi da chi non mi segue e non sa cosa scrivo, perchè scrivo, quando scrivo e cosa scrivo poi non accetto critiche, fatte pour parler e perchè “in molti hanno criticato catepol”.
    Lo scrivo senza voler far polemica. L’intervista che state leggendo mi ha divertito e ho risposto anche per divertire, con la giusta dose di ironia.
    Tutto qui

  14. neemo ha detto:

    Ma infatti, nemmeno io le accetterei.
    Io mi fermo qui, non solo perché mi sto annoiando ma anche perchè sto esagerando (in attesa di vederti in tv, alternata a Zoro chessò…).

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