due chiacchiere

Blogger si nasce o si diventa

Qualche giorno fa Emanuele mi ha fatto una domanda: come sei diventato uno scrittore di diari online? La risposta è tutt’altro che semplice e scontata: la nascita di questo piccolo angolino sperduto nella rete (una frase che ho coniato nel lontano 1997, quando ancora neppure si immaginava che potessero esistere i blog), risale a circa due anni fa, nel Dicembre del 2005. In realtà la mia esperienza “in linea” affonda le proprie radici nella notte dei tempi, prima che parole come posta elettronica e sito web diventassero di uso comune. Sono stato tra i primi nella storia della mia università ad essere “richiamato” dal Direttore di Dipartimento perché avevo fatto una pagina web (il dipartimento lo consentiva) che aveva sovraccaricato il server universitario per i troppi accessi.

Passato 

Quella pagina ha resistito fino ad oggi, ed è ancora visibile in linea: in essa avevo messo un “precursore” dei moderni blogroll, un test psicologico a disposizione dei visitatori e tanto altro. C’era anche un libro dei visitatori, gestito a mano, data la mancanza di pagine dinamiche: una cosa che oggi non sarebbe neppure proponibile. Da allora mi sono interessato sempre  più, a vario titolo, alla comunicazione veicolata attraverso il mezzo informatico: ho sviluppato siti (anche di una certa importanza), ho avviato qualche progetto fino a… fare semplicemente due chiacchiere. Erano i primi di Novembre del 2005 quando iniziai la ricerca del nome giusto per il mio blog: alla fine, trovandolo libero per un soffio, registrai il mio dominio attuale.

Presente 

Non mi è mai interessata la notorietà a tutti i costi, e così in questi due anni di vita, mi sono più che altro concentrato sul capire le dinamiche del “web 2.0”, che ha aperto tutta una serie di potenzialità e di problematiche prima sconosciute. Un riguardo particolare l’ho avuto, sin dall’inizio, per l’accessibilità: sono fermamente convinto che nessuno debba essere tagliato fuori da questo flusso informativo, anche coloro che navigano in rete usando mezzi diversi da quelli noti alla maggioranza degli utenti. Ecco perché il mio blog è anche il laboratorio dove sperimentare soluzioni tecnologiche adeguate ad ogni tipologia di visitatore.

Futuro

Non so dove sarà questo sito l’anno prossimo o fra cinque anni. A giudicare dalla vita media dell’80% dei blog italiani, posso dire di aver già raggiunto un buon traguardo, ma tanto ancora rimane da dire, da provare, da condividere. Sono contento di aver raggiunto una discreta visibilità, stando alle statistiche d’accesso: è la soddisfazione di essere stato almeno un po’ utile in questo grande insieme di rumore e chiacchiere inutili che è diventata la rete. Sono convinto che un blog debba essere sia una cosa personale, ma anche apportare un “epsilon” di novità e di contenuti utili: va bene scrivere quello che ho mangiato ieri sera, ma davvero interessa a qualcuno?

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Domandina: la statistica sulla vita media dei blog italiani l’hai sparata presumendo (correttamente imho), oppure hai qualche dato da qualche parte?
    E’ interessante analizzare “la blogosfera che muore”… perché senza dubbio deve esserci dietro un motivo.
    Ciao,
    Emanuele

  2. camu ha detto:

    È un dato che ho calcolato empiricamente dopo più di un anno di giringiro nella blogosfera: molti dei blog sugli spazi gratuiti quali blogger o splinder, oppure ancora quelli su msn, vengono abbandonati dopo pochi mesi, non troppi superano l’anno di vita, arrivare a due è già un’impresa 🙂 Non so se esistono dati ufficiali in merito, effettivamente sarebbe interessante capire le dinamiche in tal senso…

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