due chiacchiere

Vent’anni di chiacchiere

[Musica rilassante] Sono giorni che aspetto di raggiungere questo traguardo, e finalmente il grande giorno sembra essere arrivato. Ebbene sì, oggi è il ventesimo compleanno di questo blog, ed ovviamente non potevo non festeggiare questa ricorrenza particolare con un audio post. Sebbene vi siano state delle lunghe pause, inclusa l’ultima di circa sette anni, ho sempre visto questo blog come un angolino sicuro, un posto dove trovare un po’ di conforto e riparo dai drammi della vita quotidiana, mettiamola così.

Per me questo è sempre stato un luogo dove potermi confrontare in maniera più o meno aperta con le persone che capitano da queste parti. Tant’è che in questi anni ho scritto più di 2500 articoli e ricevuto la bellezza di 13.000 commenti, esclusi i miei s’intende. Questo è un chiaro segno di come il dialogo si sia evoluto, di come le persone, insomma abbiano imparato a conoscermi e di come io abbia esteso ed allargato i miei orizzonti grazie a questo confronto costante con i miei lettori.

Tutto nacque in una notte buia e tempestosa di circa vent’anni fa, quando iniziai a sentire questo desiderio di condividere un po’ le mie esperienze con il resto del mondo, e quindi di unirmi alla moda dei blog che si andava diffondendo all’epoca. Abitavo in un piccolo appartamento alla periferia di Pisa, dove mi ero trasferito anni prima per studiare informatica, e ora stavo lavorando per un ente pubblico nella zona. Erano i tempi in cui c’era tanto entusiasmo e ancora piattaforme come Facebook, gli algoritmi, e tutte queste cose neppure esistevano, quindi era un po’ il Far West della comunicazione.

Ricordo di aver partecipato a vari eventi, ricordo i Barcamp dell’epoca, ricordo un giorno di essere andato a Roma e di aver incontrato nella mia timidezza più totale, gli altri blogger di presenza, e per me quella fu un’esperienza davvero interessante, in un mondo appunto che ci vedeva tutti esplorare queste nuove tecnologie, questi nuovi mezzi della comunicazione cosiddetta 2.0, in cui ora il web diventava un canale a doppio senso. Era tutto molto bello, molto nuovo, e molto emozionante, ecco. Ricordo proprio la semplicità anche dei Barcamp, e delle persone che vi partecipavano, e di come ognuno a modo suo cercava di utilizzare questo mezzo per unirsi alla conversazione globale.

Conversazione globale che oggi invece è completamente dominio delle piattaforme social che con i loro algoritmi invece decidono quello che dobbiamo vedere, quello che dobbiamo pensare, e quello che dobbiamo scrivere. Ci pensavo proprio l’altro giorno, che questa è forse la differenza sostanziale tra lo scrolling infinito su Facebook, Instagram e tutte le altre piattaforme, e la bellezza dei blog dove invece non c’è nessun algoritmo, c’è un semplice lettore RSS che ci fa vedere quello che le altre persone pensano senza avere nessuna influenza da parte dei grandi e dei potenti che invece vogliono farci pensare le cose secondo una logica ed un’agenda che non riesco a condividere.

E proprio da quel punto di vista, superata la soglia dei 50 anni, mi farebbe piacere vivere in un paese dove il dialogo sociale fosse ancora aperto, genuino, invece di essere così divisivo e pieno di conflitti. E non ti nascondo, vabbè l’avrei visto tra le righe degli ultimi post degli ultimi anni, la mia delusione di un paese che sembrava muoversi nella direzione giusta, ed invece è ora governato da un Presidente che cambia le scritte sotto i quadri dei presidenti precedenti pur di parlare male di loro, cose che neanche i bambini delle elementari.

E non ti nascondo che se non fosse che a 50 anni non ho certo voglia di ricominciare da capo con un nuovo lavoro, dovendo aspettare che le figlie vadano all’università e comincino la propria vita, se non fosse per quello me ne scapperei da questo posto di matti senza pensarci due volte. Chissà forse me ne andrei in Portogallo, forse in Costa Rica, forse tornerei nell’Italia di Giorgia, che dalle mie ultime incursioni mi è sembrata molto migliore di quello che ricordavo. Ma vabbè, queste sono ovviamente solo ipotesi campate in aria, ed è un modo per desiderare qualcosa pur di non vedere… e non deprimermi più del necessario guardando il presente.

Comunque, tornando al blog, volevo condividere alcune statistiche. In quest’ultimo anno ho scritto la bellezza di 145 post, e sono contento di essere riuscito a mantenere il ritmo di tre post alla settimana, anche con tutte le varie avventure che mi hanno visto protagonista in questo 2025 così movimentato. E devo ringraziarvi per essere stati sempre presenti in questa conversazione anche quest’anno.

Vi leggo la classifica del 2025, che vede Trap al primo posto con 96 commenti seguito da Scricciolo con 57, Carlo Calati con 23, e poi Katrina Uragano (20), Franco Battaglia (19), Paolo (15), kOoLiNuS detto anche Nicola (14), Emanuele (11), Giuseppe Marino (8), e per finire in bellezza ovviamente Samuele (7). Che dirvi, un grazie a tutti per aver reso questo dialogo su questi schermi interessante come sempre.

Vorrei concludere con una breve riflessione sul tempo che passa. In queste giorni ovviamente tutti riflettiamo sul passato, su quello che abbiamo fatto in quest’anno, cominciamo a ragionare sui buoni propositi. E poi ho letto le parole di Luca Conti che sta attraversando quella che io considero la prova più difficile della sua vita, con una malattia che lo priva sia delle forze fisiche quelle mentali. E pur con tutto questo lui non si dà per vinto, e questo mi ispira davvero, mi ispira un profondo senso di rispetto e anche di valore della vita, ecco.

In un recente post ha scritto che quando viene a mancare il futuro, la vera sfida diventa un’altra: se il significato non può venire dal futuro, dice Luca, dove trovarlo? Le risposte sono due: la densità del presente per far contare il tempo che rimane, e la chiusura del passato, per dare un senso a ciò che è stato. Che dire, anch’io sto imparando a concentrarmi molto su questi due aspetti, chiudendo questioni in sospeso, e facendo valere le mie idee nel presente, invece che metterle da parte per far sempre contenti gli altri.

Perché, come ho ribadito in passato, alla fine quello che rimane di noi è la sensazione del ricordo che chi ci è stato vicino ha di noi. Ed allora non bisogna sprecare questa opportunità di lasciare un segno, e di lasciare, come sempre dico io, il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato. Anche in questi piccoli gesti, e queste piccole riflessioni. E allora tanti auguri al mio blog, e a questi vent’anni, e grazie per essere stati parte di questo viaggio fino a questo momento.

Un abbraccio a tutti.

Commenti

  1. Franco Battaglia ha scritto:

    Ehi che bel traguardo.. e pensavo di aver scritto di più da te.. ora recupero.. e grazie per il bellissimo assunto “non bisogna sprecare questa opportunità di lasciare un segno”, credo valga proprio la necessità di continuare a scrivere, ricordare, sperare, conoscere.. complimenti ancora.. 😉

    Risposte al commento di Franco Battaglia

    1. camu ha scritto:

      Prima di tutto grazie per aver letto le mie farneticazioni fino alla fine. L’idea di lasciare un segno per dare agli altri uno spunto genuino di riflessione è alla base di ogni blog che valga la pena di leggere. Mi viene in mente il paragone con il cibo spazzatura: i social, con i contenuti studiati e prodotti con il solo scopo di monetizzare la propria presenza online, sono come hamburger, patatine e coca cola, un pasto veloce per riempire lo stomaco. I blog sono come la cena cucinata a casa con calma, usando le verdure del fruttivendolo sotto casa, preparate con cura e amore per gustare un pasto in buona compagnia.

  2. Luca ha scritto:

    Grazie di cuore per il pensiero che mi hai dedicato. Felice di essere una piccola fonte di ispirazione. Felice anche del traguardo che hai raggiunto. Avanti così. Buon cammino 😉

    Risposte al commento di Luca

    1. camu ha scritto:

      Luca, grazie di essere passato da queste parti. Altro che piccola, sei una grande fonte di ispirazione e di maturità. Un forte abbraccio.

  3. Katrina Uragano ha scritto:

    Venti anni sono tanti, se ci si pensa.
    Eppure a volte li attraversiamo accorgendocene appena.
    Auguroni!

    Risposte al commento di Katrina Uragano

    1. camu ha scritto:

      Proprio vero. Ripercorrevo con la mente alcune delle pietre miliari di questi vent’anni, e mi sembra quasi impossibile che siano passati così in fretta.

  4. Trap ha scritto:

    Vent’anni orsono iniziai la mia “lunga carriera” in Comune (anche se, ad essere pignoli, il prossimo 2 gennaio saranno ben 21) , in questi anni ne è davvero passata di acqua sotto i ponti e ti ho visto “crescere” durante questo tempo, nella buona e cattiva sorte 😊

    Risposte al commento di Trap

    1. camu ha scritto:

      Cresciamo ma a volte rimaniamo uguali, sempre con quella voglia di non mollare, e quel briciolo di entusiasmo che ci spinge ad andare avanti, seppure con tutte le avversità e le difficoltà che ci si parano davanti.

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