due chiacchiere

Ci vorrebbe una piattaforma di aggregazione

Un recente articolo di Carlo Calati (aka massimolegnani) sulla diradazione della blogosfera, mi ha dato da riflettere in una di quelle notti insonni, gentile omaggio della sarcoidosi che mi fa sudare letteralmente sette camicie (o piuttosto magliette), per la gioia del sottoscritto. Mi è davvero piaciuta l’analogia del lampione, che dona un tocco noir a tutta la scena. Ma proprio il lampione è quello che non abbiamo più. Durante l’epoca d’oro della blogosfera, esistevano siti dove si poteva andare a scoprire chi erano i nostri vicini di casa virtuali. Una specie di elenchi telefonici d’altri tempi, in cui i blog erano organizzati per categoria ed altri fattori. Bastavano pochi click per entrare in questa o quell’altra comunità, e capire se fosse il posto giusto in cui passare un po’ di tempo.

Oggi tutto questo è frammentato ed isolato all’interno delle varie piattaforme. Se Carlo ha il suo blog su WordPress, potrò scoprire altri cittadini virtuali all’interno di quella piattaforma, ma nulla di più. Lo stesso vale per Blogspot, che promuove nelle barre laterali dei blog altri potenziali diari da leggere. Chi ha la peggio sono quelli come me, che non si appoggiano su una piattaforma specifica, e sono quindi completamente tagliati fuori dal mondo. L’unico modo che ho per ottenere un briciolo di visibilità, è di commentare sui blog degli altri, cosa che ovviamente non mi dispiace affatto. Dunque non stupiamoci se la blogosfera sta morendo o si sta insularizzando (lo so, non è una parola corretta, ma spero renda il significato): hanno spento il lampione principale, quindi i gatti sono andati altrove.

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