due chiacchiere

Ciao America

Ho scelto non a caso il titolo dell’edizione inglese del libro di Severgnini, per aprire quest’intervento. Oggi si chiude un’epoca, come ama sempre dire in queste occasioni il mio amico Trap. Eh già, mentre tu leggi queste righe io sono in volo verso la mia nuova vita, che inizierà da domani, sul suolo che ha dato i natali a Bruce Springsteen e che recentemente sta votando per l’elezione del suo prossimo Presidente: gli Stati Uniti. Sono uno dei tanti cervelli in fuga, lo ammetto. Perchè l’aria che tira in Italia non mi piace più: troppe tasse, troppa incertezza, troppa fatica per arrivare a fine mese, troppa putrefazione sociale. Non è stata una scelta semplice, anzi in più occasioni ha dato vita a scontri e incomprensioni tra me e la moglie, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

Un capitolo lungo otto anni

Non è facile trovare le parole per riassumere tutto ciò che è successo da quando questo capitolo si è aperto nel lontano 1999, anno in cui ho conosciuto mia moglie. Il destino tra l’altro ha voluto che il capitolo si chiudesse praticamente lo stesso giorno: il 18 dicembre decidemmo di “metterci insieme” (ancora oggi provo un certo pudore nel pronunciare queste parole) ed esattamente otto anni dopo eravamo davanti al delegato consolare a Napoli, per ritirare il visto che mi apre le porte da permanent resident.

Galeotta fu l’università

A sua volta, questo capitolo iniziava dove se ne stava chiudendo un altro: quello della mia esperienza universitaria (completata con un bel pezzo di carta con sopra scritto Laurea, che attualmente in questo Paese sembra avere meno valore delle azioni Alitalia nel suo periodo peggiore). La moglie era la mia vicina di casa, e sai com’è… un giorno le bussavo con la scusa del sale, un giorno con la scusa dell’olio… alla fine ha avuto compassione di me e ha abbassato le difese. Ricordo quel momento come fosse ieri sera, era tutto così nuovo, così inesplorato; e di certo non immaginavo di portarla all’altare, e neppure questo colpo di scena finale.

Coraggioso o incosciente?

Eppure il grande giorno è arrivato. Da domani si cambia musica: tutto un nuovo mondo da esplorare e da vivere giorno per giorno, dalla patente di guida alle pratiche per la pensione. Ma sarò cittadino di uno Stato che mi toglierà soltanto il 15% di tasse, lasciando a me la libertà di decidere come spendere il resto (sanità, divertimenti, famiglia); uno Stato che non impone una sanità pubblica allo sbando, ma garantisce ai lavoratori un servizio funzionale e veramente a disposizione del cittadino; uno Stato pieno di contraddizioni ma dove l’amore sincero per le tradizioni costituisce il miglior collante sociale che abbia mai visto. Ciao America!

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Oh mamma! Un passo coraggioso! Sarà bello leggerti da li… confrontare la tua nuova vita con quella italiana… insomma, arricchirà te, ma senza dubbio attraverso queste pagine potrà arricchire anche tutti coloro che ti seguono.
    In bocca al lupo…
    Emanuele

  2. Trap ha detto:

    Ecco finalmente il tuo “Addio monti…” 🙂 Però in realtà dovevi concludere con “Ciao Italia!”

  3. Federico ha detto:

    Buon viaggio.
    Ti penseremo! Con un po’ di invidia per chi ha avuto il coraggio di farlo. Di cambiare vita.
    Tienici informati.
    A presto,

    Federico Neri

  4. Matteo ha detto:

    Gud lak Chemu! 🙂

  5. Henry Calvino ha detto:

    Sono arrivato qui per caso, sono veramente belle le tue riflessioni.
    Ti ammiro per la scelta che hai fatto.
    In bocca al lupo per la tua nuova vita!
    Ciao
    Henry

  6. MarioMiX ha detto:

    In bocca al lupo per la tua nuova vita! 🙂
    Ti invidio davvero, perchè mi piacerebbe fare la stessa cosa ma c’è il timore del lasciare la strada vecchia per la nuova. Se posso vorrei chiederti una cosa: come ti sei comportato prima di partire? Hai prima trovato nuova sistemazione e nuovo lavoro o sei partito così allo sbaraglio?

  7. camu ha detto:

    Grazie, grazie a tutti per gli “in bocca al lupo” e l’approvazione. Al momento come potete immaginare sono ancora nella fase di “setup” quindi non riuscirò a riprendere subito il ritmo quotidiano di pubblicazione degli articoli. Rispondo ai singoli interventi:
    mariomix, trovare una sistemazione qui non è affatto difficile; mi sono mosso prima di partire inviando curriculum sui siti delle agenzie di lavoro (CareerBuilder funziona molto bene, ne farò una recensione a breve, spero). Già nella prima settimana mi sono stati fissati 5 colloqui di lavoro, sempre nel settore informatico. In Italia il mio curriculum ammuffisce ancora oggi su StepSton e siti simili, ma non ho mai ricevuto una richiesta di colloquio! Ovviamente ho qualche soldo da parte, quindi posso permettermi qualche giorno “senza lavorare” 🙂
    federico, ovvio che vi tengo informati, metterò tutte le foto delle cose più strane che si trovano qui, a partire dal wc con l’acqua alta, a cui non mi abituerò mai, ma tant’è…
    emanuele, spero proprio di trasmettere tramite queste pagine l’emozione che si prova a fare un salto così importante.

  8. LAFCNSFM ha detto:

    Ciao,
    innanzi tutto ti faccio un immenso in bocca al lupo per la tua nuova vita americana. E’ un sogno a cui ho sempre aspirato anch’io e mi piacerebbe un giorno poterlo incoronare.
    Ho letto che hai ricevuto il visto da permanent resident dal consolato di Napoli. Come hai fatto ad ottenerlo? Non credo lo rilascino a tutti. 😉 Avevi già trovato un lavoro prima di partire per gli US e hai dovuto documentarlo per richiedere il visto? Oppure hai vinto la DV-Lottery? 🙂
    Grazie per un eventuale risposta!

    Buona domenica! 🙂

  9. Paola Maltempi ha detto:

    Well, Benvenuto negli USA!!
    Io vivo qui gia’ da 7 anni e anche se adoro l’Italia, non potrei piu’ viverci.
    Mi piace molto il tuo blog, l’ho trovato per caso cercando una ricetta, ma non hai risposto al blogger che ti ha chiesto come hai avuto la green card…

  10. camu ha detto:

    Paola, sette anni mi sembra un’eternità, dal basso dei miei “pochi” mesi 🙂 Eppure anche io, sebbene adori l’Italia (in senso artistico e culinario, principalmente) non potrei già più viverci. Qui le cose semplicemente… funzionano! E non rimpiango le incavolature italiane per far rispettare i miei diritti, dall’ufficio postale alla banca, dall’ospedale al comune. La green card l’ho avuta per aver sposato un’americana 🙂 Semplice, no? Avevo partecipato alla lotteria dei visti per 3 anni di fila, ma senza successo. Il lavoro “senza visto” è molto difficile da ottenere, sono poche le aziende che danno il tanto agognato H1-B. Specialmente di questi tempi…

  11. Caccola ha detto:

    Ciao Camu, sono il “Caccola”, di PausaXn… Spero anche io di trasferirmi in America, prima o poi 😀

  12. camu ha detto:

    @Caccola: beh, se ti serve qualche dritta, batti un colpo o spulcia sul mio blog per sapere come fare eheh 🙂

  13. caccola ha detto:

    @camu: Eh, me ne serviranno parecchie… anche se dovro` aspettare ancora 3 annetti 🙂

  14. camu ha detto:

    @caccola: e come mai, se posso chiedere 🙂

  15. caccola ha detto:

    @camu: Perche` sono minorenne o.O

  16. camu ha detto:

    @caccola: ah ecco 🙂 Comunque fai bene a pensarci per tempo!

  17. caccola ha detto:

    @camu: Eheh, solo che con i periodi che tirano, trovare lavoro la` non e` piu` come 10 anni fa

  18. camu ha detto:

    @caccola: mah non ti credere, qui l’economia si sta abbastanza già riprendendo 😉 Certo, se cerchi un visto di lavoro, allora è un’altra storia… Ma dico io, perché proprio in America? Non fai prima ad andare in Europa, che non ti serve nessun visto?

  19. Caccola ha detto:

    @camu: Non lo so, boh. E’ una vocazione che sento fin da piccolo 🙂 E poi in America ci sono cose che in Europa non si trovano.

  20. Simona ha detto:

    Caspita…è nel pieno della mia disperazione e del mio essere inadeguata alla vita italiana che ‘ti ho trovato’!!!!
    ormai si è capito quanto i tuoi lettori ti possano invidiare…ed io sono una di quelli 🙂
    Io se potessi partirei all’istante, lasciandomi alle spalle una realtà che non mi appartiene, un modo di vivere che non sento mio…eppure non è facile, mi rendo conto…
    mio marito non è un sognatore come me, quindi non crede nel grande cambiamento, nel ‘sogno americano’ che potrebbe avverarsi…abbiamo 2 figli, di 7 e 4 anni, e questo rende ancora più complicato una possibile partenza….
    Tu stavi a Napoli, mentre noi in una delle terre più depresse d’Italia: Crotone.
    L’opzione sarebbe quella di partire per una città del nord Italia, ma io è proprio l’Italia che vorrei lasciare!
    Dico sempre a mio marito: se dobbiamo cambiare, dobbiamo farlo completamente!!!
    Ed ecco che arriva la fatidica domanda:
    hai qualche suggerimento per prendere una forte decisione come questa?
    La vedi tanto dura? (beh, forse questa è una domanda retorica)
    scusa se mi sono dilungata, spero che tu mi risponda, anche se il post è molto vecchio 🙂

  21. camu ha detto:

    @Simona: avere una famiglia già “sistemata” cambia molte cose, e rende certamente più difficile fare il grande passo. Non è altrettanto semplice che essere un marito ed una moglie, con parenti già dall’altra parte del guado pronti ad aspettarti. E poi ci sono i parenti, le persone anziane, tutti gli amici, a rendere la partenza ancora più complicata. Lo so, la situazione al sud d’Italia è davvero difficile, ma guarda anche alle tante belle cose che hai a tua disposizione. Voglio dire, una volta all’estero, sareste solo voi, senza un contorno di relazioni di parentela e d’amicizia a supportarvi. Sei certa che questo sia quello che vuoi? Quando si lascia un Paese, ci sono tante cose da mettere in conto, e non è facile ricostruirsi una vita da zero. Nuove scuole per i figli, nuovi lavori per voi, comprare casa, ecc.

    Per me non è stata tanto dura perché mia moglie è già italo-americana, quindi lei conosce la cultura di questi posti, la burocrazia, ed i mille dettagli della vita quotidiana. Metti in conto anche quelli, quando pesi le varie possibilità.

  22. Simona ha detto:

    @camu: grazie, continuerò a sognare e sperare (forse inutilmente) che in questo paese cambi qualcosa =)

  23. Nicola ha detto:

    si ma mo andiamo tutti in america?? …anke io voglio andarci…basta con sta vita misera italiana io voglio fare carriera voglio lavorare!!

    1. camu ha detto:

      Se il tuo desiderio è partire, non c’è mica solo l’America. L’Europa offre un gran numero di possibilità, e non hai la scusa che ti serve il visto. Quindi invece di lamentarti, armati e parti 🙂

  24. alberto ha detto:

    @camu: . . . ciao mi chiamo alberto ,lo sai hai avuto una fortuna esagerata di trovare una ragazza italo.america che tra l”altro vi siete pure piaciuti hai un coraggio come c”e lho io, ti invidio da morire. . .!!!!!un giorno credo nn molto mi avvicinero alla tua fortuna cioe di avere la stessa fortuna che hai avuto tu!!!!! io parto a sett x il mio compleanno e staro un mese ha new york city no x villeggiatuta ma x avere una piccola briciola di fortuna . . . bood like friend.

  25. camu ha detto:

    @alberto: la fortuna c’entra, non c’è dubbio. Ma mica esiste solo l’America… se vuoi andartene dall’Italia e non hai una donna italo americana da sposare, c’è sempre il resto d’Europa, tipo i Paesi del nord, no?

  26. sara ha detto:

    ciao ho visto che vivi in america posso chiederti informazioni?
    come funziona il contratto americano (ore lavoro, ferie, vacanze ecc?) come funziona il fatto dei contributi e delle tasse? io sto valutando perchè ho trovato un lavoretto come baby sitter in america ma non so ancora bene come funziona puoi darmi qualche dritta? grazie

    1. camu ha detto:

      @sara: come accade in Italia, non esiste un contratto unico generale per ogni tipologia di lavoro, ogni settore ha le proprie regole. In genere si guadagna un giorno di ferie al mese ed un giorno di malattia al mese, per i contratti a tempo pieno, mentre i part-time hanno tutto riproporzionato alle ore lavorate. Come in Italia, si lavora spesso 40 ore alla settimana, e si ha la copertura assicurativa pagata dal datore di lavoro. Più altri benefici fiscali, che variano a seconda delle categorie (detrazioni sull’uso dei mezzi pubblici, tanto per citarne una).

  27. sara ha detto:

    grazie mille per la tua risposta
    io sono in contatto con una famiglia italiana che vive in america per lavoro di baby sitter e tata tuttofare…mi ha detto che faranno contratto americano…che su internet ho cercato ma non trovato.
    ma li da voi ci sono altre tasse da pagare sopra o devo comunque pagare le tasse italiane? dovrei fare quindi una dichiarazione dei redditi in america o in italia? e per i versamenti dei contributi come funziona? se sai queste cose ti ringrazio. saluti sara

  28. moni ha detto:

    ciao,avendo in corso una colica biliare e non riuscendo a stare stesa mi ritrovo quì seduta a leggere di te dell’America e di chi sogna di fuggire.
    Sono felice che tu abbia realizzato il tuo sogno e che tutt’ora tu sia contento di averlo fatto…..posso però esprimere il mio giudizio? non da campanilista ma da chi ama tantissimo l’Italia con le sue magagne e i suoi numerosi problemi.
    Ogni tanto qualche amico parte x un viaggio, anche in europa, ed al suo ritorno sottolinea come l’organizzazione del paese appena visitato sia migliore di qui e gli credo senza dubbio ma la mia sindrome da crocerossina, mi impone di rimanere in questo splendido paese credendo che a tutto c’è rimedio se davvero lo si vuole, quindi è dal profondo del mio esagerato ottimismo che bisbiglio :O) w l’Italia
    moni

    1. camu ha detto:

      @moni: per fortuna qualcuno ha la forza d’animo di rimanere. Ma permettimi una domanda: hai figli? 🙂 Vuoi davvero che crescano in un Paese dove veline e tronisti sono oggettivamente più osannati e fanno più carriera di chi meriterebbe? Come commenti la lettera del Direttore Generale della Luiss di Roma al figlio, pubblicata sui giornali qualche mese fa?

      1. moni ha detto:

        @camu: ho 4 figli :o) ricordi che nulla succede per caso? i miei figli sono nati qui e amano molto i luoghi dove vivono (siamo romagnoli) sai io credo profondamente che nessuno possa cambiare nessuno ma che invece possiamo alacremente lavorare su noi stessi e se tutti lo facessero……è solo così che avviene il reale cambiamento e qualcuno dovrà pure rimanere a metterlo in pratica :O)in quanto a veline e tronisti, in questo periodo noto che tutto ciò che non ha grandi fondamenti sta crollando (la chiesa stessa, se mi è permesso dirlo, spero senza offendere nessuno, sta perdendo il grande potere che ha sempre avuto storicamente) quindi rimaniamo per sostenere i cambiamenti….mi è concessa la pessima battuta “è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve fare!”??scherzi a parte amo veramente anche le imperfezioni di questo paese come amo quelli che penso siano i difetti dei miei figli ma, nulla mi vieta di sperare che le cose migliorino e sinceramente ci credo anche e sai come faccio a crederci? semplice mantengo alto il mio umore ed evito di ascoltare ciò che i politici cercano di farci credere o di ascoltare cose che hanno solo lo scopo di depremermi o spaventarmi decantando un fosco futuro, è il mio modo personale di creare il cambiamento….sarò una sognatrice? pazienza!!!per ora mi risulta che almeno i sogni non sono tassati :O) buona giornata Moni

        1. camu ha detto:

          @moni: bellissime parole, non c’è che dire.

  29. quadrrato ha detto:

    Salve,
    dico solo che hai fatto quello che molti di noi non hanno il coraggio di fare, me compreso.
    Siamo legati a degli stereotipi di vita che ormai ci ha plasmati già dall’infanzia tramite tradizioni, modi di fare “ereditati”, etc.
    Mi sa che presto ci vedremo…
    Bel post e bel blog

    P.S.
    Auguri per tutto

    1. camu ha detto:

      @quadrrato: grazie e benvenuto 🙂 In che senso ci “vedremo” presto? Stai anche tu progettando una fuga verso nuovi lidi?

  30. quadrrato ha detto:

    Diciamo che sto cercando di migliorare la mia attuale posizione lavorativa.
    Se cosi sarà, potrò dedicare tutto il MIO tempo a quello che io amo: “programmare” ed in particolar modo alla “famiglia”.
    Se però, cosi non sarà mi attendono altre mete, altre destinazioni.
    Non escludo quindi che potremmo incontrarci presto. 🙂
    In tutti i casi,
    Buona fortuna e buon lavoro!!!!!

    1. camu ha detto:

      @quadrrato: buona fortuna sopratutto a te dunque 😀

      1. quadrrato ha detto:

        @camu: Grazie!
        Buona fortuna anche a te!

  31. steve ha detto:

    buona fortuna in america!

    io sto pensando di venire in america, penso a los angeles.
    solo che il mio inglese non è ottimo e i settori dove ho lavorato non sono facili da contattare (metalmeccanico e televisione).

    se non riuscirò a trovare qualcosa nel giro di un paio di mesi ritorno in svizzera, solo che vorrei totalmente cambiare aria.

  32. sognoamericano ha detto:

    sogno di vivere in america, ho 30anni e sto cercando di venire, mi sono prefissato di partire per febbraio 2012,sono Romano e non sopporto piu Roma e l’italia in generale, voglio fare il passo ora che ho ancora la vita davanti e sono nel pieno delle forze, insomma voglio iniziare da 0 nello stato che amo con i suoi pro ed i suoi contro

  33. ondiz ha detto:

    Per curiosità se non sono troppo invadente, per quale azienda lavori?
    Grazie

  34. dario ha detto:

    Quando scopro un (altro) blog di italiani negli Usa vado all’, cerco sempre, “l’inizio”, dove tutto è iniziato, per capire il perché, per capire come si è sentita quella persona, per confrontare le sensazioni.
    Per capire come mi sentirò io quando farò la stessa cosa.

    Ora leggo il resto…

    d.

    1. camu ha detto:

      Ciao Dario e benvenuto nella mia umile dimora virtuale. Hai ragione, é sempre bello scoprire come altri connazionali vivono la propria esperienza americana, ti ho già aggiunto al mio lettore RSS, e ti auguro di coronare il tuo sogno quanto prima!

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