due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 41

Le pentole del ringraziamento

Con colpevole ritardo pubblico questa foto scattata la sera prima del Giorno del Ringraziamento, quando la moglie s’è messa ai fornelli (assumendomi come suo maldestro aiutante) per preparare le leccornie che avrebbero allietato i nostri palati il giorno dopo 🙂

Le pentole scalpitano e traboccano di cibo

Gli addobbi di Natale

Nell’America dei sobborghi, quella tipica dipinta da serie televisive come Le Casalinghe Disperate, si comincia a respirare l’aria del Natale. Approfittando del lungo ponte per il Giorno del Ringraziamento, molte famiglie decorano la propria villetta con luci, babbi natale, renne illuminate e pupazzi di neve (rigorosamente finti, visto che quest’anno le previsioni non lasciano sperare bene in tal senso). Finalmente arriva il periodo dell’anno in cui il prato che fronteggia la casa può tornare utile, per ospitare tutta l’illuminazione possibile: si va dalle coreografie più articolate, che richiedono giorni di preparativi e un discreto investimento economico (per fortuna ora tutto funziona a led), a quelle semplici in cui un filo luminoso semplicemente segna il contorno del tetto spiovente della dimora. L’altra sera, dotato di telecamerina (gentile omaggio della compagnia che mi fornisce la fibra ottica), ne ho voluto  riprendere alcune per fartele vedere. Leggi il resto di Gli addobbi di Natale

Esiste davvero Babbo Natale?

Una madre non è mai pronta, quando giunge il momento in cui il suo bimbo, fissandola negli occhi, le rivolge la domanda “Mamma, ma Babbo Natale esiste sul serio?” Ciò non toglie che la questione merita una riflessione più articolata di un semplice “sì”, come accadde 100 anni fa a Virginia O’Hanlon che voleva dimostrare ai suoi amici che si burlavano di lei, che avessero torto, e scrisse pertanto ad un giornale affinché indagasse sulla questione. Francis Church le rispose “Si, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste com’è certo che esistono l’amore, la generosità e la devozione. Forse non lo potremo mai vedere, ma l’uomo non è mica in grado di vedere tutte le meraviglie invisibili che ci sono nel mondo.” In realtà a questa visione metafisica, se ne può accostare una più terrena e materiale, che affonda le sue radici addirittura in Turchia.

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Figlio mio, lascia questo Paese

Lo so, sembra che io mi diverta a girare il coltello nella piaga, quando riporto stralci di articoli che parlano di storie d’emigrazione, di gente delusa dal Belpaese, di cervelli in fuga e di Beppe Severgnini. Ma la verità è che mi piange il cuore ogni volta che leggo queste cose, perché che tu ci creda o no, non è poi così facile (psicologicamente parlando) fare le valigie e varcare “per sempre” il confine nazionale. L’ultimo tassello in questo infinito mosaico arriva dal Direttore Generale della Luiss, Pier Luigi Celli. Che scrive una lettera aperta al figlio che sta per laurearsi, consigliandogli di emigrare al più presto all’estero. Voglio riportarne qualche passaggio, come hanno fatto molti altri blog che seguo, per darti uno spunto di riflessione. Aggiungendo che non basta stracciarsi le vesti, puntare il dito contro gli altri e starsene poi immobili nel proprio individualismo del “mors tua, vita mea”. Questi ignavi non meritano neppure ascolto, chi piagnucola senza agire attivamente si merita il Paese in cui vive.

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Le zucche della fattoria

A partire da Halloween, in America le aziende agricole della zona si attrezzano per vendita diretta di prodotti stagionali. In diversi casi c’è anche il cosiddetto pick your own, in cui ognuno ha accesso ai campi dove crescono frutta e verdura (mele, pesche, zucche e pannocchie sono i prodotti più gettonati) e si raccoglie quello che vuole. Poi all’uscita la signora pesa il tuo cesto e ti fa pagare in proporzione. Un ottimo modo per sconfiggere il caro prezzi, e per farsi una bella passeggiata in mezzo alla natura a respirare una boccata d’aria fresca. Mi giunge voce che anche in Italia alcune aziende si siano attrezzate in maniera analoga, ma non so se la diffusione sia paragonabile a quella americana. Noi abbiamo preso due belle zucche grandi che ora fanno sfoggio di sé nel davanzale di casa nostra 🙂 Leggi il resto di Le zucche della fattoria

Homo evolutis

Oggi il mio capo m’ha girato un video molto interessante, l’intervento di Juan Enriquez alla conferenza TED 2009. Oggetto dei venti minuti di monologo: quale sarà il prossimo passo nell’evoluzione della nostra specie? Lo spunto nasce dalle celebrazioni dei 200 anni dalla nascita di Charles Darwin, che con il suo manoscritto sull’evoluzione ha da sempre influenzato il nostro modo di guardare a questo aspetto della vita sulla Terra. Un video che ti metterà la cosiddetta pulce nell’orecchio, con un discorso alleggerito da varie battute e momenti di umorismo, ma che non perde mai di vista il tema centrale. Ho pensato di riportarne le linee principali in quest’articolo, aggiungendo le mie considerazioni. Ci sarebbe abbastanza materiale da aprire un blog che parli esclusivamente di questo. Leggi il resto di Homo evolutis

Una gita allo zoo

Qualche settimana fa siamo stati allo zoo vicino casa (no, non quello che si vive tutti i giorni sulla Quinta strada a Manhattan) e non ho potuto fare a meno di scattare qualche foto ad uno degli animali più curiosi e più “amati” dagli sviluppatori web: il panda rosso. Forse ti starai chiedendo che c’entra questo animale originario della Cina e zone limitrofe, con lo sviluppo di pagine per internet. Beh, a differenza di quello che molti credono, il logo di Firefox non è una volpe arrotolata, ma proprio un panda rosso, noto appunto in inglese anche come firefox o anche gatto che brilla. Leggi il resto di Una gita allo zoo

Un confronto impietoso

Leggo sul blog di Mantellini del suo esperimento nel confrontare il sito Italia.it con il suo blog, sotto il punto di vista degli accessi. Come lui per primo ammette, certo Alexa non è che sia poi esattamente attendibile, ma un’idea può darla, e vedere che un normale blog fa il doppio di accessi del portale nazionale per eccellenza, è un po’ sconfortante. Ma ancora più triste è vedere come si comportano i nostri vicini di Stato, in particolare la Spagna che negli ultimi anni ha investito un patrimonio paragonabile ai milioni d’euro che è costato Italia.it 🙂 Il risultato? Il grafico qui sotto parla da solo (suggerimento: la riga più in alto è quella della Spagna).

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